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Un pasto senza vino è come un giorno senza sole. (Jean Anthelme Brillant-Savarin)

Ne berrete delle belle - Patrizia Poli

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Breve intervista ai nostri Maestri Enogastronomi Sommelier

Nel secondo libro delle Antiquitates Romanae (2,25,6) di Dionigi di Alicarnasso si narra del divieto di bere vino alle donne.
Perche il vino era loro vietato?
Quali potenzialità racchiude? Una di queste è quella che il vino ha il potere di “sciogliere la lingua”, confermato anche dal conosciutissimo detto: “In vino veritas”.
Si sa che le donne rispetto agli uomini sono più loquaci, ma non vale per tutte le donne, a volte, timidezza, riservatezza ed indole personale possono “frenare la lingua”, ma la “passione” per il vino ci spinge a trasmettere sensazioni ed emozioni che regala un vino ben fatto.
Le donne sono sempre più numerose ai nostri corsi, non solo lo bevono, ma “ne parlano” diventando sempre più spesso grandi appassionate e ottime intenditrici.
Così come nel caso di Patrizia Poli, vicepresidente di AIES, che mi accingo a intervistare.

1) Ciao Patrizia, come sei venuta a conoscenza di AIES?
E’ stato tutto molto casuale: lessi per caso sulle pagine di un settimanale locale, più di 11 anni fa, la pubblicità dei corsi da sommelier che AIES organizzava presso l’Istituto Alberghiero di Castel San Pietro, quindi chiamai il telefono della Segreteria e m’iscrissi al 1° livello.

2) Cos’è per te il vino e parlami del tuo primo ricordo legato al vino?
Il vino sulla tavola familiare non è mai mancato, per di più prima i miei nonni ed ora mio babbo hanno da sempre autoprodotto vino raccogliendo le uve nella vigna di famiglia, quindi la nostra cantina, soprattutto in settembre è il luogo “più in fermento” di tutta la casa. Mentre il primo approccio consapevole col mondo enogastromico l’ho avuto iscrivendomi ad un minicorso organizzato presso l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, solo successivamente ho poi seguito i 3 livelli di AIES.

3) Cosa ti ha spinto a diventare sommelier?
Il voler maggiormente capire ciò che si cela dietro un calice di vino, per meglio comprendere come si passa dalla vigna alla bottiglia!

4) Di cosa ti occupi in AIES?
Il mio operato in questo momento si può riassumere con il termine più generale di Vice presidenza e Amministrazione, poi di coordinamento e di gestione degli eventi dell’Accademia ed infine mi occupo di alcuni rapporti con l’esterno, per far conoscere AIES a enti e consorzi.

5) Come riesci a conciliare la tua passione per il vino, con i tuoi impegni, lavoro, famiglia, ecc..
Certamente non è semplice, il tempo libero in sostanza non esiste più, ma sono riuscita a creare un certo equilibrio in modo che nulla sia trascurato.

6) Che cosa hai trovato in AIES?
L’Accademia in questo momento è un po’ la mia seconda famiglia, qui ho trovato delle persone straordinarie con cui condividere la mia stessa passione, senza dimenticare tutto ciò che mi è stato insegnato sul mondo del vino in tutti questi anni.

7) Un consiglio per chi volesse avvicinarsi ai nostri corsi per diventare sommelier AIES?
I corsi dell’Accademia sono un mezzo molto importante per acquisire gli strumenti necessari per ogni sommelier, sia per semplice interesse personale, sia per interesse professionale.

8) A cosa paragoneresti la passione per il vino? A quale situazione od emozione?
La passione per il vino è come qualsiasi altra passione, ha bisogno della nostra volontà per essere alimentata e mantenuta in vita.

9) In quale occasione non riusciresti a fare a meno di un buon bicchiere di vino?
In occasione di un qualsiasi festeggiamento, senza mai dimenticare che però non dobbiamo avere bisogno di scuse per poterci concedere un buon calice di vino.

10) Raccontami brevemente un ricordo, un’emozione, un evento, legati alla degustazione che ti ha maggiormente colpito.
Il ricordo più bello ed emozionante in AIES è certamente legato alla pubblicazione Bologna Wine. Vedere tradotto su carta lo sforzo di una quarantina di Maestri Sommelier dell’Accademia è stato uno dei momenti più soddisfacenti della mia vita accademica, considerando che si è trattato anche della prima pubblicazione interamente ed autonomamente realizzata da AIES.

11) Ora giochiamo a fare un abbinamento “diverso”… qual’è la tua passione più grande, dopo il vino?
Indubbiamente viaggiare, una volta all’anno mi concedo un viaggio in un paese solitamente lontano, poi periodicamente invece mi piace scoprire le zone d’Italia a me ancora sconosciute ed in questi casi abbino sempre alcune visite presso aziende vitivinicole.

12) Come ultima domanda vorrei chiederti quale degustazione, o quale bottiglia ti ha entusiasmato?
Una delle migliori bottiglie assaggiate negli ultimi anni è stato certamente il Trebbiano d’Abruzzo 1990 di Valentini.

Grazie a Patrizia, per averci raccontato la sua esperienza legata al vino.

 

A cura di: Maria Luisa Matranga Maestro Enogastronomo Sommelier Aies