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"Il lavoro rende i giorni prosperi, il vino le domeniche felici." (C. Baudelaire).

"Ne berrete delle belle" Diego Montanari

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A chi non è mai capitato di trovarsi ad una scampagnata ad una bella tavolata con amici volendo stappare una bottiglia di vino e accorgersi di non avere il cavatappi?
Davanti ad una buona bottiglia nulla ci ferma!
In questi casi ci si arrangia come si può! L’importante è aprirla!
Oltre al classico cavatappi esistono vari modi per aprire una bottiglia di vino, alcuni strampalati mentre ne esistono altri estremamente eleganti raffinati e spettacolari.
Come il “Sabrage” dal francese (sciabola), risalente alla Guardia Francese che la utilizzavano per festeggiare le vittorie del condottiero Napoleone che da amante dello Champagne amava festeggiare le vittorie con un brindisi, e grazie alle numerose vitttorie i suoi cavalieri hanno avuto modo di affinare la pratica.
Questo genere di apertura può essere eseguita solo con bottiglie di spumante che esercitano dall’interno una pressione che allontana il vetro dal collo della bottiglia .
Questo metodo richiede capacità ed esperienza, quella tipica di un sommelier.
Come Diego Montanari Sommelier AIES a cui dedico l’intervista di questo mese.

Ciao Diego ti è mai capitato di aprire una bottiglia con questo metodo?
Il mio esordio con la sciabola risale a qualche anno fa durante una manifestazione chiamata sciabolando sotto le stelle e si svolgeva nel cortile interno della rocca di Dozza.
Mi hanno richiesto l'apertura a la “volèe” in altri due servizi, in realtà è molto più facile di quel che sembri.
L'unica cosa che mi preoccupa è eseguirla in un posto sicuro, contrariamente a quello che qualcuno pensa non è il tappo a venire espulso, che comunque gia da solo può essere pericoloso, ma si esegue una troncatura netta del collo della bottiglia, e il coccio tagliente vola via ad alta velocità.
Se si fa tutto in sicurezza con qualche accorgimento si da vita ad una bella festa. Ma mi raccomando non improvvisatevi, è e rimane una pratica pericolosa.

Ciao Diego, come sei venuto a conoscenza di AIES e da quanto ne fai parte?
Eravamo in Puglia nel lontano 2010 e con Chiara, quella che poi è divenuta mia moglie, decidemmo finalmente di fare un corso per sommelier.
Facemmo una ricerca su internet e fu l’amichevole voce di Renzo Santi a farci conoscere AIES.
Nel 2011 ci siamo diplomati, quindi posso dire di essermi “ bevuto “ il corso tutto d’un fiato.

Cos’è per te il vino e parlami del tuo primo tuo ricordo legato al vino.
A casa nostra il vino della quotidianità era il Verdicchio, essendo figlio di padre marchigiano era quasi un atto dovuto, e anche se piccino una goccia in un bel bicchierone d’acqua non mancava mai.
Con gli anni ho lavorato alacremente per ridurre le diluizioni e aumentare i quantitativi puri.
I primi ricordi sono legati alle gite in cantina per fare la scorta invernale, al profumo che si sentiva girando tra i tini e che sento immutato dopo tanti anni quando vado a trovare un produttore.
E poi i ricordi più recenti di un bel bicchiere bevuto con chi ami e con gli amici.

Cosa ti ha spinto a diventare sommelier?
Curiosità….figurati se ci si sentono tutte quelle cose in un bicchiere….
Per ogni risposta che cercavo ora ho almeno 2 domande.

Di cosa ti occupi in AIES?
Quattro anni fa dissi al Consiglio Direttivo:
Mi trasferisco a Dozza che ne dite se provo ad organizzare i nostri corsi anche a Imola?
Risposta: Buona idea, procedi!.
Quest’anno abbiamo i primi Maestri Sommelier che hanno svolto l’intero percorso a Imola, confesso che per me è una soddisfazione enorme, il passo successivo sarà provare ad organizzare eventi AIES in zona.

Come riesci a conciliare la tua passione per il vino, con i tuoi impegni, lavoro, famiglia...
Sia a casa che in AIES ho trovato grande disponibilità, ho ridotto molto finché mia figlia era piccolina ora sto concedendomi qualcosa di più.
L’ organizzazione di una dislocazione è impegnativa però riesco a conciliare tutto.

Cosa hai trovato in AIES?
Tanti amici, il vino è un filo che ci lega e che ci porta a coltivare una passione, gira e rigira i primi corsisti che si sentono ancora dentro un percorso esplorativo e conoscitivo siamo noi

Un consiglio, per chi volesse avvinarsi ai ns corsi per diventare sommelier Aies?
E’ come nella famosa scena di Matrix in cui NEO deve decidersi…
È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.

A cosa paragoneresti la passione per il vino? A quale situazione od emozione?
Il vino è come la musica, esiste un brano per ogni stato d’animo, e così il vino, l’uno influenza l’altro.
Alcuni vini che ribeviamo in contesti diversi ci sembrano essi stessi differenti dal ricordo che ne avevamo.
Allo stesso modo serate divertenti diventano stupende proprio per il piacere della condivisione di un calice.
Il vino è emozione, e nonostante noi insegniamo tecniche, alla fine cerchiamo sempre qualcosa che va oltre il tecnicismo.

In quale occasione non riusciresti a fare a meno di un buon bicchiere di vino?
Posso farne a meno se sono solo, ma in compagnia e soprattutto davanti ad un piatto fatto bene mai senza.

Raccontami brevemente, un ricordo, un emozione, un evento, legato alla degustazione che ti ha maggiormente colpito.
Ero al secondo livello e venni coinvolto in una manifestazione; ricordo che fui mandato a fare una degustazione di uno spumante ed ero spalla a spalla col produttore.
Mentre sganciavo la gabbietta mi disse
Attento che i tappi partono subito
Tranq… Pum!
Visto?
In effetti…. Col prossimo sto più attent… Pum!
Risata generale della platea e mio esordio come sommelier.

Ora giochiamo a fare un abbinamento “diverso”… qual’è la tua passione più grande, dopo il vino?
Risposta facile, il basket, ho giocato e allenato per tanti anni, e nelle cene post partita il vino non mancava mai, non erano capolavori di alta enologia, ma la compagnia compensava…

Come ultima domanda vorrei chiederti quale degustazione, o quale bottiglia ti ha entusiasmato?
Serata Alsazia: Gewurztraminer 1998 Alsace Grand CruKirchberg de Barr ClosGaensbronnel

Grazie Diego per averci raccontato la sua esperienza in AIES!

Maestro Enogastronomo Sommelier Maria Luisa Matranga