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Non possono piacere a lungo né vivere i versi scritti dai bevitori d’acqua. (Quinto Orazio Flacco)

Anteprime Toscane 2014

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ANTEPRIME TOSCANE 2014

Sono terminate “Le anteprime toscane 2014”, massimo avvenimento enologico riservato agli operatori di settori inerente all’uscita sul mercato della nuova produzione toscana. Cioè la 2013 per i vini d’annata e dal 2011 per le Riserve.

In quest’ultimo caso anche annate precedenti secondo la filosofia aziendale. L’evento è durato l’intera settimana, iniziando dalle sottozone del chianti e ai territori cosiddetti emergenti a Firenze domenica 16 febbraio al polo fieristico di Fortezza da Basso, per finirsi sabato 22 febbraio a Montalcino con la seconda giornata di Benvenuto Brunello. Nel mezzo tutte le nuove annate della Vernaccia di San Geminiano, del Chianti Classico, del Nobile di Montepulciano e del Montecucco, del Morellino di Scansano, insomma tutte le massime espressioni toscane.

L’evento era riservato agli operatori di settore, giornalisti, blogger, buyer e per la prima volta anche noi di Aies abbiamo avuto il privilegio di avere qualche nostro Maestro presente alle degustazioni.

Il primo evento a cui abbiamo partecipato è stato domenica 16 quando a Fortezza di Basso il Maestro Paride Cocchi ha incontrato il direttore del consorzio dei “Colli Senesi” Cino Cinughi de' Pazzi ed ha fatto un interessante panoramica del territorio.

I colli Senesi sono una delle massime espressioni toscane, non dimentichiamo che Brunello e Nobile sono proprio in questo territorio, ma con gli addetti del consorzio si è proceduto con altre espressioni, da nord a sud. Su tutti ci ha colpito il Chianti 2013 di Salcheto, un vino biologico e biodinamico con un naso fragrante e pulito ed una bocca scattante e nervosa per via della gioventù, ma già con un tannico dalla fitta tessitura indirizzata alla morbidezza.

Altro vino notevole il Chianti 2013 di Monte Chiaro, dal frutto vivo e pieno, evidenti sentori vinosi lasciavano spazio ad un intrigante tannino composito e pieno che non alteravano una facilità di beva che evidenziava anche pregevole sapidità minerale.

Si è poi proceduto con la conoscenza del territorio più “sconosciuto” quella Val di Cornia nel nord Maremma in provincia di Livorno ed a due passi dal tirreno. Nascono li vini un po’ più semplici, con minor acidità e corpo, ma che un gruppo di produttori con le idee chiare ha fatto dei pregi del territorio un arma vincente, così vini facili, grande bevibilità, sapidità a tratti salini alternata da tratti minerali hanno trovato il loro giusto spazio.

Anche qua l’uva Sangiovese la fa da padrone, ma è spesso affiancata agli internazionali.

Su tutti si sono evidenziati il Peccato 2008 Cabernet Sauvignon di Jacopo Banti, tipico nei sentori vegetali, morbidezza ed armonia la fanno da padrona sia nell’intensità che persistenza.

Ottimo anche il Sangiovese 2009 di Tutti Santi, dal frutto netto e pieno, sentori vinosi e dal tannino morbido e buona acidità, così come il Rosso degli Appiani 2008 di San Giusto dalla buona struttura, morbidezza complessiva e tannino piacevole.

La giornata è proseguita con il presidente del consorzio di Bolgheri Dott. Riccardo Binda che ci ha guidato nel suo territorio attraverso l’intera produzione presente alle anteprime.

Tutti assaggi interessanti e di pregevole fattura, ma quelli hanno lasciato il segno sono stati i vermentini 2012 di Guado al Tasso, fresco e fruttato, sapido e dal corpo scorrevole, così come il Solo Sole 2012 di Poggio al Tesoro, dai sentori dolci e impattanti, mentre in bocca evidenziava corpo e sapidità salina impreziosita dalla fresca acidità.

Tra i rossi, tutti di altissimo livello mi hanno colpito il Macchiole 2012 biodinamico dal corpo e struttura di grande fattura, tannino dalla intrigante trama armonica che donava contemporaneamente bevibilità e carattere nella sua complessità intrinseca. Di ottima fattura anche il Serre dell’Ornellaia 2012 dall’armonico complesso sia olfattivo che gustativo, e il Piastraia 2008 di Michele Satta, di notevole evoluzione giocato sulla finezza e complessità dal grande corpo e struttura.

Anche il San Martino 2010 de La Cipriana merita più che una citazione, frutto maturo impreziosito dalle spezie, corpo intenso e tannino vigoroso ma armonico e vellutato con un infinito finale che evidenzia una buona acidità e sapidità di tratto minerale.

La seconda giornata invece è stata interamente dedicata alla scoperta della Vernaccia di San Giminiano, il più grande vino bianco toscano, quello che tutti conoscono, ma che è sempre difficile da trovare ed assaggiare.

Questo perché la maggior parte della produzione è per l’esportazione, Usa e Giappone a farla da padrone. Proprio la cucina Giapponese sembra fatta apposta per questo bianco, acido, quasi citrico in gioventù, dalla grande sapidità minerale e dal corpo mai invasivo od opulente. Presso il Museo di San Giminiano lunedì 17 febbraio in mattina è stato possibile assaggiare ben 67 vernacce della nuova annata, la 2013, alcune già in bottiglia, altre campioni di vasca, mentre per le riserve l’annata di riferimento era la 2012, ma in alcuni casi anche la più pronta 2011.

Gli assaggi hanno evidenziato un annata difficile, che hanno dato vini più magri e sfuggenti, ma con tratti di personalità e di carattere maggiore. Tra i migliori assaggi Casale Falchini con la sua Vernaccia 2013, armonica e convenzionale, equilibrata e sapida dal tratto sottile, quella de Il Colombaio di Santa Chiara fine ed elegante, sapidità minerale e buona acidità.

Interessante anche Macinatico dal finale leggermente amaro ma di buona sapidità e freschezza, così come la gentilesca 2013 di Fattoria Abbazzia di Monteoliveto dalla lunga sapidità minerale e morbidezza d’armonia complessiva.

Il personale Oscar dell’annata però lo riservo a Tenuta Calcinaia fresca di frutta acerba, dalla bocca però morbida nonostante l’evidente gioventù che evidenziava sapidità e acidità.

Le riserve invece si sono dimostrate nettamente “migliori”, ma bisogna chiarire che giovavano anche di un tempo nettamente maggiore di evoluzione, in alcuni casi un paio d’anni per cui il fattore tempo ha lavorato al risultato finale.

Buona la Vernaccia Riserva Sanice 2011 di Cesani, dai sentori vegetali e fruttati, freschezza scattante che evidenziava una buona sapidità salina.

Notevole anche la campo della Piave 2012 riserva del il Combaio di santa Chiara, dal naso evoluto e morbido di frutta matura, in bocca risulta scattante ed equilibrata pur col finale nettamente sapido, mentre la Biscondola 2012 di Poderi al Paradiso si è rilevata vegetale ed evoluta, armonica nel complesso di una buona bevibilità, così come la riserva le Mandorle 2012 di Poggio Alloro con una complessità generale che trasmetteva completezza d’insieme di evoluzione armonica.

Semplice e scattante la riserva Angelica 2011 di San Donato che fa dell’equilibrio il suo punto di forza, con sottolineature sulla freschezza e leggero finale ammandorlato. Al mio personale gusto si è contraddistinta la Vernaccia Riserva La Ginestra 2012 di Signano con naso importante giocato su frutta, fiori e note vegetali, bocca morbida con un ritorno fruttato appariscente, ottima freschezza d’insieme sostenuta da una ben presente sapidità minerale che non risulta mai appariscente.

Con questa due giorni, noi di Aies abbiamo rotto il ghiaccio, conosciuto consorzi e zone, assaggiato nuove annate e nuovi vini, per cercare di costruirci sempre più e di trasmettervi cultura, tradizioni e passioni, ovviamente sempre attraverso consigli più o meno preziosi.

Maestro Enogastronomo Sommelier Paride Cocchi