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"Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, si gusta, si sorseggia e... se ne parla." (Edoardo VII)

Serata Montevertine Pergole Torte

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Per gli amanti del vino italiano di qualità l’appuntamento organizzato da A.I.E.S. il 26 febbraio u.s. era tra quelli imperdibili, si è trattato di una serata incentrata sull’azienda Montevertine  con la presenza dell’attuale proprietario Martino Manetti.

Il sangiovese è ovviamente stato il protagonista indiscusso di tutte le degustazioni.    Dalle parole di Martino abbiamo potuto conoscere la storia della nascita dell’azienda: il padre Sergio Manetti, industriale siderurgico, acquista all’asta dalla Curia la tenuta di Montevertine come casa di vacanza.

La fortuna di Sergio è però quella di essere amico sin dall’infanzia con Giulio “Bicchierino” Gambelli il quale lo sprona a piantare dei vigneti nei terreni appena acquistati. Da quel momento, siamo alla fine degli anni ’60, inizia l’avventura di Montevertine che la porterà ad essere azienda simbolo del sangiovese toscano di qualità in Italia e nel mondo.

Dalle parole di Martino ripercorriamo più di 40 anni di storia dell’azienda, dalla nascita dei singoli vini (Pergole Torte, Montevertine, Cannaio, Sodaccio, Pian del Ciampolo…), dalle variazioni climatiche, dall’andamento delle varie annate, dalle caratteristiche dei terreni, dalle operazioni che si eseguono in vigna ed in cantina, ora come allora lo stile aziendale non è mai stato modificato e sempre si è avuto un occhio di riguardo nei confronti delle tradizioni (v. utilizzo di canaiolo e colorino, vitigni storici ed autoctoni della zona).     

Sergio non è mai sceso a compromessi pur di ottenere una migliore qualità per i suoi vini, scontrandosi più volte con il Consorzio per la scelta di produrre un vino solo a base di sangiovese, uscendo quindi da tutte le logiche dei disciplinari di produzione ed etichettando il vino simbolo dell’azienda il Pergole Torte come vino da tavola, scelta quanto mai coraggiosa a quei tempi, rivelatasi poi vincente con il passare degli anni. Durante la serata abbiamo avuto la possibilità di assaggiare due mini verticale dei vini più rappresentativi dell’azienda Montevertine (2010, 2006, 2004, 1999) e Pergole Torte (2010, 2007, 2004). Se il primo rappresenta il sangiovese più verace prodotto nel Chianti, in questo caso tagliato con un 10 % di colorino e canaiolo, il secondo rappresenta la potenza e la struttura. Sono vini che non andrebbero paragonati, perché rappresentano differenti interpretazioni del sangiovese toscano. Data la conformazione dei terreni con presenza di alberese o galestro, ma soprattutto rossi quindi ricchi di ferro, in quasi tutti i vini assaggiati si poteva riscontrare, più o meno percepibile, una nota ferrosa, quasi ematica.

Partendo dal Montevertine il 2010 era già molto bevibile, acidità elevata e con una bellissima tipicità di frutto e fiore, il 2006 è perfetto da bere in questo momento, tannini morbidi e buona struttura, il 2004 lento ad aprirsi su note terziarie per poi arrivare al 1999 che è evoluto tantissimo nel bicchiere, ad ogni olfazione regalava qualcosa di nuovo, di un bel granato scarico come colore, vino a partenza lenta, ma che alla fine si è svelato: elegante, armonico, con nota balsamico-mentolata e con una freschezza ancora invidiabile.

Il Pergole Torte (bellissime le etichette artistiche di Alberto Manfredi) 2010 si presenta con un frutto molto maturo, probabilmente necessiterà di diversi anni ancora per esprimere tutto il suo potenziale, il 2007 invece, frutto di un’annata molto calda, denota subito note terziarie, liquirizia in primis e poi balsamicità, è un vino che sembra già arrivato, che deve subito piacere, ma è con il 2004 che raggiungiamo livelli assoluti in termini di qualità: naso perfetto, utilizzo dei legni già ben amalgamato nella struttura del vino, che risulta potente, ma fine, con tannini ben presenti ma ammorbiditi, è un vino che in prospettiva potrà riservare ancora delle bellissime sorprese.

Il momento più emozionale della serata, a parte quello legato agli assaggi, è stato alla fine quando Martino si è alzato ed ha invitato tutti i presenti a prendere in mano il calice corrispondente al vino che più avevano preferito per brindare alle persone che avevano contribuito alla nascita ed alla crescita del vino di Montevertine: Sergio Manetti, Giulio Gambelli (vecchio consulente enologico) e Bruno Bini (storico cantiniere). E’ grazie a loro, ma anche all’opera di Martino nel proseguire sulla strada indicata, se oggi abbiamo potuto assaggiare dei vini straordinari.

 

Maestro Enogastronomo Sommelier Patrizia Poli

 

Foto su gentile concessione di Elisa Mazzavillani

 

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