Eventi

« Ottobre 2017 »
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31
Se Dio avesse proibito il vino perché lo avrebbe fatto così buono. (Cardinale Richielieu)

Ne berrete delle belle - Daniela Iogna

Torna alla lista delle news

A chi non sorgono dubbi?
Essere sommelier, essere preparati non significa non avere dubbi. Ci sono situazioni a cui prestare la massima attenzione, specialmente ai dettagli.
Ad esempio: “come dovrebbero essere riposti i calici di vino? Se li mettiamo capovolti, non prendono la polvere, ma potrebbero assumere cattivo odore. Se li teniamo, dritti potrebbero prendere un po’ di polvere, ma non prenderebbero cattivi odori.
Potrebbe sembrare un dettaglio, ma sono proprio i “dettagli” che fanno di un “evento” un “successo”.
Vorrei porre questa domanda alla nostra M.E.S. Daniela, sommelier AIES dal 2013, professionista di servizio e di galateo.
Cui chiedo di rispondere a questo “dubbio amletico”:

Ciao Daniela, partiamo con una domanda degna d’esame: come occorre riporre i bicchieri da degustazione in modo che non prendano ne’ odori sgradevoli ne’ polvere?
Ciao LUISA, dobbiamo fare una distinzione tra ambiente interno ed esterno. I bicchieri si possono predisporre verso l’alto quando la tavola è apparecchiata all’interno, se invece è preparata con molto anticipo in un luogo aperto esterno per una questione d’igiene, è preferibile disporli capovolti verso il basso e girarli nel momento in cui i commensali si siederanno al tavolo. Per fare una degustazione bisogna innanzitutto sapere quanti vini, la tipologia dei vini (bollicine, bianchi rossi…) per poi scegliere il bicchiere adatto e l’ordine di servizio delle batterie. I bicchieri possono essere posizionati in orizzontale, con doppia fila oppure in crescendo da sinistra a destra, altrimenti a semicerchio rispettando sempre un ordine che parte da sinistra e si sposta verso destra. Naturalmente nelle degustazioni non dovrebbe mai mancare il bicchiere da acqua. C’è chi sceglie di inserirlo alla fine dell’ordine dei bicchieri da vino, chi invece staccato completamente esternamente, oppure in alto a destra, dipende anche dagli spazi che ci sono a disposizione per poter effettuare la “mise en place” Naturalmente si rispetta il buon senso e principalmente le norme del galateo a tavola, senza mai dimenticare che bisogna agevolare il più possibile il commensale nostro ospite. E’ lui il vero protagonista e bisogna farlo stare meglio che si può.

1) Ora vorrei chiederti come ho già chiesto ad altri colleghi di parlarmi di te e della tua scelta di entrare a far parte della nostra accademia AIES.
Dopo aver finito il percorso per diventare Maestro Enogastronomo Sommelier, ho lasciato la mia disponibilità’ per fare servizio ai corsi. Pian piano ho cominciato ad assistere alle lezioni ai corsi, a propormi per fare le serate dove era richiesto il servizio di Sommelerie ed è stato un bel percorso formativo. Credo che il motore di tutto sia la passione e la voglia di condividere delle cose belle con altre persone, e soprattutto di stare bene.

2) Come sei venuta a conoscenza di AIES?
Intorno al 2006 lavoravo ancora in Albergo dai miei genitori e cercavo un percorso professionale che mi desse la possibilità’ di crescere professionalmente per poter gestire l’abbinamento del vino al cibo. Essere ristoratori o albergatori e non avere la possibilità’ di consigliare al cliente un buon vino mi creava un senso di disagio e d’inadeguatezza. Cercavo un corso che mi desse delle nozioni diverse, non volevo solo un elenco freddo di DOC e DOCG da imparare a memoria per regione per regione. Cercavo qualcosa di più professionale. Ho cercato e voluto questo corso perché soddisfaceva le mie esigenze ed alla presentazione mi sono subito iscritta.
Iscrivendomi diversi anni fa, credo di aver fatto il primo corso intorno al 2006, ho avuto il piacere di conoscere come docente Paride Cocchi, Edoardo Duccio Armenio, Andrea Pallotti, Achille Villani, Patrizia Poli, Andrea Cocchi, Alessandro Nalbone, oramai sono tutti ai vertici alti dell’Accademia, dopo tanta dedizione, passione e tanta professionalità.

3) Cos’è per te il vino e parlami del tuo primo ricordo legato al vino
Mi definisco una grande appassionata della bevanda di Bacco! A parte gli scherzi il vino non è una bevanda qualunque, credo che abbia cultura tradizione e molto altro. Penso sempre che il vino abbia una qualità principale, la semplicità. Dell’immediatezza che non ha nessuna pretesa se non quella di regalare un’emozione o di soddisfare una necessità seconda ciò che si cerca in un calice di vino.
Il vino per me è vita ed è anche legato a un ricordo di mio nonno materno.
Mio nonno aveva trascorso parte della sua vita in America per lavoro, rientrando in Italia aveva mantenuto delle abitudini dello stile americano, farsi l’aperitivo, che sostituiva il pranzo, in tarda mattinata con pane fresco, salumi o formaggi ed accompagnarlo ad un calice di vino rosso, che produceva lui stesso. Ricordo ancora come fosse oggi quando mi propose di assaggiare il vino in sua compagnia. Ero oramai ragazza e da li cominciai a pensare che non fossero poi cosi cattivi. Un ricordo di piacere legato ad un momento familiare di dialogo di aneddoti particolari, come solo i nonni sanno fare. Lo sappiamo hanno sempre tanto da raccontarci !

4) Cosa ti ha spinto a diventare sommelier
Sono diventata Sommelier, per migliorare la mia figura professionale. Quando ho iniziato il mio percorso gestivo il ristorante all’interno dell’Hotel di famiglia e volevo essere capace di proporre al cibo il vino giusto o perlomeno consigliare i vini spiegandone le caratteristiche.
Diventando grande ho sentito, come dicevo pocanzi, la necessità’ di staccarmi ed ora lavoro come Sommelier a tempo pieno per un’Azienda. Ho la fortuna di aver fatto diventare la mia passione, un lavoro!

5) Di cosa ti occupi in AIES,
In AIES attualmente sono la Referente del corso primo livello su Bologna.
Naturalmente insieme al mio collega Alberto Grossi cerchiamo di trasmettere ai nostri corsisti la passione ed un pizzico di divertimento. Questo dando gli strumenti giusti per poter degustare un buon bicchiere di vino!
A volte siamo chiamati a fare servizi di Sommelerie, nelle degustazioni o nelle serate importanti dove è richiesta la presenza del team AIES.

6) Come riesci a conciliare la tua passione per il vino, con i tuoi impegni, lavoro, famiglia, ecc.
Vorrei dirti solo questo…. VOLERE E’ POTERE!
Ho una grande fortuna, quella di essere stata dotata di un grande senso organizzativo.
Riesco a conciliare tutto abbastanza bene. Ogni tanto devo passare qualche degustazione interessante per stare un po’in famiglia, creando un equilibrio, ma credo che si possa fare!
Tanto impegno dedizione e poi una grande passione!

7) Cosa hai trovato in AIES?
Ho trovato un bellissimo gruppo di persone! Mi sento come in una grande famiglia!
La cosa bella che quando organizziamo qualcosa d’importante e dobbiamo essere impeccabili ci aiutiamo sempre per ottenere un buon risultato!
Il nostro Presidente ci trasmette una bella armonia ed è grazie a lui che possiamo collaborare insieme formando un bel gruppo unito dalla passione e dal sorriso!

8) Un consiglio, per chi volesse avvinarsi ai ns corsi per diventare sommelier Aies?
Iscrivetevi perché è una bellissima esperienza! Si fanno nuove amicizie ci si approccia al mondo del vino ricevendo un sacco d’informazioni legate alle Aziende del territorio e poi ci sono tante iniziative per seguire questa piacevole passione grazie proprio all’Accademia.

9) A cosa paragoneresti la passione per il vino? A quale situazione od emozione?
La passione per il vino va assaporata pian piano e bisogna come tutte le passioni alimentarla ogni giorno dedicando del tempo, studiando dedicandosi a fare degli assaggi, che sono sempre molto utili per capire tante caratteristiche, spesso molto sottili.

10) In quale occasione non riusciresti a fare a meno di un buon bicchiere di vino?
Ogni occasione è quella giusta per bere un buon calice di vino! Conduco una vita molto frenetica come la gran parte delle donne oggi, lavoro, casa e figli. Quindi la cena è diventata il momento più piacevole della giornata per rilassarmi e concedermi un buon calice di vino e mi dispiacerebbe proprio non poterlo fare!

11) Raccontami brevemente un ricordo, un’emozione, un evento, legata alla degustazione che ti ha maggiormente colpito.
La degustazione che mi ha colpito maggiormente negli ultimi mesi èstata quella organizzata dall’AIES ospitando Fabio Giavedoni (responsabile di Slowine). E’ stata molto interessante perché’ noi abbiamo diversi strumenti per degustare un vino e a volte non rispettiamo l’istinto, ma andiamo alla ricerca di altro. Ha risvegliato attraverso l’aspetto visivo e istintivo la degustazione. Per me è stata una bellissima esperienza molto istruttiva!

12) Ora giochiamo a fare un abbinamento “diverso”… qual è la tua passione più grande, dopo il vino?
Che dire …sono una grande appassionata della cucina, ritengo che cucinare sia un’arte! Amo creare sempre nuove ricette seguendo molto la stagionalità e naturalmente valorizzando il piatto con un buon calice di vino! Mia nonna faceva la cuoca e diceva sempre questa frase: “Si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo preparando da mangiare!”
Dopo il vino e il cibo, un’altra mia grande passione è viaggiare. Andare alla scoperta di paesaggi, culture, tradizioni e ovviamente vini tipici.

13) Come ultima domanda vorrei chiederti quale degustazione, o quale bottiglia ti ha più entusiasmato?
Ultimamente sono rimasta molto colpita da una bottiglia di Liano Rosso Umberto Cesari del 1999!
Un colore aranciato piacevolissimo, questa prugna matura che fa strada alla marasca allo stato marmellatosa, note balsamiche che sprintano timo, tabacco e chiodi di garofano, sullo sfondo un intrigante polvere di caffè. In bocca era una fiaba, elegante nelle sue note evolute, con un tannino allo stato polveroso, ma ben piacevole. Grande vino elegante e chic, chapeau!

Grazie a Daniela per averci raccontato la tua esperienza.

A cura di: M. Luisa Matranga Maestro Enogastronomo Sommelier