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Lascia all’erede ogni riposto avere, ma il vin della cantina, tu te lo devi bere. (Marco Valerio Marziale)

Ne berrete della belle: Riccardo Franzoni

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“Dal ribollir dé tini
Va l’aspro odor de i vini
L’anime a rallegrar”
(“San Martino” Giosue’ Carducci)

Chi da piccolo non ha studiato questa bella poesia?
Si è conclusa la vendemmia, evento che in passato era considerato il momento della convivialità. Elemento da sempre in cui era, ed è possibile condividere assieme la tavola e il vino. Nela civiltà contadina la tavola era uno strumento potentissimo, lì si prendevano decisioni lavorative, li si educavano le nuove generazioni e lì si parlava di vita.
Ed oggi? Oggi si è persa la convivialità tra le mura, si mangia ad orari diversi, si hanno esigenze diverse, si stappa sempre meno.
Se si stappa è per festeggiare qualcosa o per ritrovarsi tra gli amici.
Ma dietro ad un buon calice di vino, c’è tanto da dire! Potrebbe essere questo un buon modo per ritrovare quel senso di “appartenenza” e convivialita’? Per il nostro Maestro Enogastronomo Sommelier Riccardo Franzoni, sembra proprio di si.

Ciao Riccardo, come sei venuto a conoscenza di AIES? Da quanto ne fai parte?
Grazie ad amici che hanno frequentato i corsi e sono diventati M.E.S..
Mi hanno consigliato AIES ed ormai faccio parte dell’associazione da circa quattro anni, prima come allievo ed ora come M.E.S.
Cos’è per te il vino? Parlami del tuo primo tuo ricordo legato al vino?
Per me il vino rappresenta un momento di convivialità, un punto d’incontro grazie al quale passare del tempo con amici con un bicchiere in mano, e spesso una forchetta nell’altra.
I miei primi ricordi legati al vino, da buon modenese DOCG, rimandano inevitabilmente ai pranzi domenicali con la famiglia, in cui non potevano mancare i tortellini della zia e sui quali troneggiava l’immancabile bottiglia di Lambrusco!
Cosa ti ha spinto a diventare sommelier?
La necessità di essere più consapevole. Il vino mi è sempre piaciuto, ma col tempo mi sono reso conto di vivere un’esperienza incompleta. Conoscere il vino, le sue caratteristiche, la sua storia ed i racconti ad esso legati mi permette di apprezzarlo in maniera più piena e soddisfacente.
Di cosa ti occupi in AIES?
Faccio parte della delegazione di Modena ed assieme al referente Federico Sala ed altri ragazzi mi occupo dei corsi e degli eventi sul territorio. Stiamo cercando di creare un nucleo numericamente più importante, per presidiare la zona in maniera più capillare e far conoscere l’Associazione a più persone possibile. Tra l’altro sono appena partito ad organizzare una prossima gita.
Come riesci a conciliare la tua passione per il vino, con i tuoi impegni, lavoro, famiglia, ecc..
Me lo chiedo anche io! A parte gli scherzi il tran tran quotidiano assorbe la maggior parte del mio tempo, ma cerco sempre di ritagliarmi uno spazio da dedicare a questa passione, partecipando ad eventi, frequentando i ragazzi dell’Associazione o più semplicemente stappando una bella bottiglia di vino.
Cosa hai trovato in AIES?
Un gruppo di persone simpatiche e disponibili, sempre pronte a dare un consiglio. Oltre a ciò una grande competenza e conoscenza del Mondo del Vino.

Un consiglio, per chi volesse avvicinarsi ai nostri corsi per diventare sommelier Aies?
L’unico consiglio che mi sento di dare è di fare il corso, senza esitazione. Per un appassionato il corso AIES è uno strumento importante che permette di approcciare il vino con maggiore coscienza e quindi con maggiore soddisfazione.
A cosa paragoneresti la passione per il vino? A quale situazione od emozione?
L’ho detto prima e lo ripeto, per me il vino è convivialità. Un sorriso, una battuta tra amici, un momento spensierato in compagnia.
In quale occasione non riusciresti a fare a meno di un buon bicchiere di vino?
Una cena coi fiocchi, per quanto ben cucinata, non può prescindere da un buon calice abbinato con sapienza.
Raccontami brevemente, un ricordo, un emozione, un evento, legato alla degustazione che ti ha maggiormente colpito
Ricordo la prima degustazione che ho fatto da M.E.S. di fronte alla classe del Corso di Modena… Spero di aver dissimulato la tensione in maniera efficace!
Qual è la tua passione più grande, dopo il vino?
Musica e sport se la giocano alla pari. Come per il vino, sono praticamente “onnivoro”.
Amo lo sport per la competizione e per il gesto atletico in sé quindi posso guardare , e nel mio piccolo praticare, di tutto, boxe, basket, tennis, nuoto e la lista sarebbe ancora lunga.
Ritengo invece la musica il linguaggio più universale che ci sia; ogni genere musicale, a suo modo, può rappresentare un’emozione od uno stato d’animo come forse nessun’altra forma d’arte può fare.
Come ultima domanda vorrei chiederti quale degustazione, o quale bottiglia ti ha entusiasmato ?
Non posso che rispondere Bordeaux Côtes de Francs AOC Château Le Puy, la bottiglia di fronte alla quale ho chiesto alla mia fidanzata di sposarmi!

Grazie Riccardo per averci raccontato la sua esperienza in AIES!

Maestro Enogastronomo Sommelier Maria Luisa Matranga