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Nunc vino pellite curas (ora cacciate col vino gli affanni). (Quinto Orazio Flacco)

Ne berrete della belle: Martina Buganè

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Così come accade per l’alimentazione che deve essere moderata ed equilibrata, stessa cosa può dirsi per il vino (e, ovviamente tutti gli alcolici in generale). Il “bere” deve essere sempre consapevole.
Meglio conoscere, meglio informarsi, meglio capire cosa è racchiuso dentro un bicchiere di vino. Così come ha fatto la nostra giovanissima Martina, Maestro Sommelier AIES a cui chiedo quale consiglio, potresti dare ai giovani che sempre più spesso “abusano” di sostanze alcoliche?
Oggi siamo in una società che pretendete tutto e subito, che ci piaccia o no è così, questo porta l’età dei giovanissimi ad abbassarsi sempre di più quando si parla di alcool. Penso parta dall’educazione in famiglia, il lavoro grosso aspetta a loro. Spesso le insicurezze del vivere nel mondo là fuori, ci portano ad essere superficiali e prendere scelte sbagliate. Spesso basterebbe solo più consapevolezza, più conoscenza. Non possiamo pretendere che un giovane tenuto sempre tra le “grazie” di mamma e papà, omertosi verso certi argomenti, possa sapere le conseguenze di comportamenti sregolati.
Come sei venuta a conoscenza di AIES?
Ciao Luisa! Ho aperto Internet, sono andata su Google ed ho cercato “corso sommelier Bologna” e mi si è aperto un mondo. Ho dato un occhiata alle varie associazioni nella prima pagina e ho scelto AIES.
Cos’è per te il vino? parlami del tuo primo ricordo legato al vino?C
Per me il vino è condivisione. È rispetto verso la mia terra, che poi è la terra di tutti, spesso lo dimentichiamo. Il primo ricordo me l’ha regalato mio nonno materno, quando ero piccola ho avuto la fortuna di trascorrere molto tempo in Riviera, soprattutto in estate, e spesso facevamo dei veri e propri pellegrinaggi tra le cantine della zona. Anche se ero piccola mi faceva sempre assaggiare il vino e se davo il via libera era fatta! Mi ha sempre divertito tanto e penso che questo ricordo me lo porterò per sempre.
Sei giovanissima, se posso dire: ancora “fresca di studi”, cosa ti ha spinto a diventare sommelier?
Esatto hai colto proprio nel segno, mi piace studiare ed imparare e questo mondo mi ha sempre affascinato. Non si tratta di bere semplicemente una bevanda alcolica, ma di conoscere il frutto della lavorazione del prodotto della nostra terra dalle sfaccettature infinite! L’unico consiglio che mi sento di dare ai giovani e miei coetanei si rifà ad un vecchio detto “il troppo stroppia”… In tutte le circostanze di vita! Ancor più vero nel nostro mondo enogastonomo.
Di cosa ti occupi in AIES?
Do una mano all’accademia in varie attività, dipende dalla richiesta del momento. Sono stata, e sono tutt’ora tutor ai corsi di primo e secondo livello, aiuto nei servizi alle lezioni e in vari eventi che organizza AIES o che ci vengono commissionati.
Come riesci a conciliare la tua passione per il vino, con i tuoi impegni, lavoro, famiglia, ecc..
Vista la mia giovane età non ho ancora una famiglia che richiede maggiori attenzioni quindi ho un po’ di tempo da investire in questa passione e in ciò che mi piace fare. Cerco di trovare il giusto equilibrio con altri miei hobby e naturalmente con il lavoro, come fanno tutti!
Cosa hai trovato in AIES?
In una parola AMICI, amici di tanti tipi. Alcuni per degustare insieme qualche nuovo calice ed altri per confrontarsi passo dopo passo nella vita di tutti i giorni. Il calore e l’affetto che ho trovato ha alimentato la mia voglia di crescere in questo mondo.
Un consiglio, per chi volesse avvicinarsi ai nosri corsi per diventare sommelier?
Rispondo con una domanda: e perché no? Quante volte beviamo o mangiamo alimenti di cui non conosciamo nulla. Abbiamo la grande fortuna che il nostro territorio ci regala tantissimi prodotti unici in tutto il mondo (basti pensare che la regione Emilia Romagna detiene il record a livello europeo di prodotti agroalimentari DOP e IGP!), con un corso di questo tipo possiamo apprezzarli a pieno. Regaliamoci un momento per noi, un ritaglio di sana conoscenza, non abbiamo neanche un idea di quante cose si possono imparare. La vita è una sola, cerchiamo di fare quello che ci piace, partendo già da oggi. Se poi a tutto questo aggiungi un buon gruppo di lavoro, perché no?
A cosa paragoneresti la passione per il vino? A quale situazione od emozione?
Il vino è energia, è vita. Potrei paragonare questa passione alla voglia di vivere, alla carica per trovare sempre l’entusiasmo ogni giorno. Mi è capitato spesso, come tutti, di avere giornate storte, ma dopo una serata, una degustazione, una lezione, il mondo non mi è sembrato poi così nero.
E giuro… Non era l’alcool!
In quale occasione non riusciresti a fare a meno di un buon bicchiere di vino?
Per festeggiare o celebrare un evento, anche una semplice cena in compagnia, onestamente se sono sola capita di rado che apro una bottiglia.
Raccontami brevemente, un ricordo, un emozione, un evento, legato alla degustazione che ti ha maggiormente colpito.
Di recente, ad inizio anno, AIES ha organizzato una serata degustazione con il Professore Luigi Moio ed è stata davvero appassionante. Il Professore, uomo di spirito, ci ha introdotto ad un argomento così complesso, dettato dalle regole della chimica, con una ironia e semplicità che non è stato per niente difficile affacciarsi a questo tema. La sua passione quella sera ha contagiato quasi tutti, me compresa. Ne sono rimasta affascinata.
Ora facciamo un abbinamento “diverso”… qual’e’ la tua passione piu grande, dopo il vino?
Sicuramente viaggiare, non immagino ad una vita senza viaggi che siano brevi o lunghi, in paesi vicini o lontani. È una conoscenza continua, comprendere il mondo in cui vivo è un esigenza che sento dentro e che devo soddisfare.
Come ultima domanda vorrei chiederti quale degustazione, quale bottiglia ti ha entusiasmato?
Ne posso scegliere solo una? Tra i bianchi una bottiglia profumatissima, un esplosione di aromi: Sauvignon del Collio, cantina Castello di Spessa. Probabilmente anche il contesto in quell’occasione ha influito, una bella sera d’estate in buona compagnia. Chiudo l’intervista con un finale “dolce” in quanto sono un’amante anche dei vini passiti come il Ben Ryé Passito di Pantelleria di Donnafugata. Il suo aroma di albicocca che pervade ad ogni sorso è per me sempre una deliziosa certezza.

Ringraziando Martina, vi suggerisco di seguirci sul sito, a breve, la prossima intervista.

Maestro Enogastronomo Sommelier M.Luisa Matranga