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"Quanto più la botte è vuota, tanto più canta forte" (Anonimo)

"Ne berrete delle belle" Danilo Gamberini

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A.I.E.S. e’ un’associazione culturale enograstronomica nata per la promozione della cultura enologica e gastronomica. Appuntamenti immancabili per chi come AIES desidera approfondire tale conoscenza, sono gli eventi che regolarmente vengono organizzati attraverso lezioni tenute sia da produttori, sia da Maestri Enogastronomi Sommelier. qualificati o da docenti universitari, come nel caso della lezione dello scorso anno tenuta dal Prof. Luigi Moio, (docente di enologia presso l’università di Napoli). In tale occasione ha illustrato in modo dettagliato gli aromi del vino, aiutando i partecipanti a capire alcuni aspetti fondamentali della vinificazione.

Nel vino c’è chimica e concetti a volte difficili da capire. Non con il Prof. Luigi Moio che ha saputo descrivere le trasformazioni, i “cambi d’abito” che avvengono nel vino durante la fermentazione usando disegni, fumetti e utilizzando esempi comprensibili a tutti.
L’invito è stata una bella idea del nostro Maestro Enogastronomo Sommelier Daniele Gamberini che conoscendo personalmente il prof. Moio, ha pensato di chiamarlo in AIES in modo da regalarci un’esperienza “sensoriale” di altissimo livello.
Ciao Danilo, come sei venuto in contatto con il Prof. Luigi Moio?
Conobbi il prof. Moio all’inizio del 2015 per questioni professionali. Lavoro da tempo nel settore editoriale universitario, lo contattai per sviluppare un progetto per una nuova pubblicazione proprio nel momento in cui stata scrivendo il libro “Il respiro del vino”.
Quando ci incontrammo a Milano aveva in borsa alcune bozze. Mi parlò con grande entusiasmo di questo progetto e visto il mio interesse, prese fuori le bozze dalla borsa e ne leggemmo insieme alcune pagine.
A dire il vero, me le lesse lui, soffermandosi nelle spiegazioni, che seguii letteralmente a “bocca aperta”.
Quando si avvicinò la data di uscita del libro, proposi ad AIES di organizzarne la presentazione a Bologna con grande entusiasmo e disponibilità da parte del prof.
Come sei venuto a conoscenza di AIES e da quanto tempo ne fai parte?
Qualche anno fa, nel 2013, mi trovai a parlare di vino con un mio amico con il quale condivido l’interesse per il trekking. Lui che aveva già terminato tutti e tre i livelli dei corsi Aies, me ne parlò molto bene e siccome ad inizio del 2014 iniziava un nuovo corso di primo livello, cominciai a pensare di iscrivermi. Veramente ero un po’ dubbioso perché non sapevo se sarei riuscito a completarlo, ma a gennaio per il mio compleanno mi ritrovai una busta con l’iscrizione al corso regalatomi da mia moglie e da mia figlia. Non potevo tirarmi indietro. Alla presentazione del corso poi conobbi alcuni membri del Direttivo di Aies e lì sparirono tutti i dubbi.
Cos’è per te il vino e parlami del tuo primo tuo ricordo legato al vino?
Il vino ha sempre fatto parte della mia vita e della mia famiglia. Da quando accompagnavo mio papà ad acquistare il vino in damigiana e prima ancora quando mio nonno “metteva” (come si usava dire) il mosto in cantina nel tino di legno.
Uno dei primi ricordi è legato addirittura alla mia infanzia. Infatti posso dire di aver iniziato a bere vino all’età di sei anni!!! Allora devo dire che non era così scandaloso che un bambino assaggiasse un goccio di vino, anche se allungato con l’acqua. In estate trascorsi un periodo di vacanza in una colonia estiva al mare. Tra i piatti che venivano preparati c’era spesso il riso, che io non sopportavo e non volevo mangiare. Allora la nostra istitutrice per farmi mangiare mi prendeva di fianco a lei e mi corrompeva versandomi nel bicchiere, di nascosto, un pò di vino allungato con l’acqua. Com’era buono, me lo ricordo ancora adesso.
Cosa ti ha spinto a diventare sommelier?
Dopo il vino annacquato, crescendo ho iniziato a bere altri tipi di vini. Però, senza avere una buona preparazione,non capivo granché.
Era logico che se volevo capire qualcosa di più sul mondo del vino dovevo affrontare la cosa in modo sistematico. Quindi mi sono messo a studiare.
Non tanto per diventare Sommelier professionista, cosa che non è mai stata nei miei obiettivi, ma solo per il piacere di conoscere cose nuove. E quando si parla di vino ce ne sono tante di cose da imparare.
Di cosa ti occupi in AIES?
Dopo la fine del Corso di Terzo Livello ricevetti, come tutti quelli diplomati con me, l’invito a partecipare attivamente alla vita di Aies. La cosa mi ha fatto molto piacere e ho fatto volentieri l’assistenza ai Corsi e il servizio in alcune manifestazioni, come Rosso di Sera, la Notte delle Bolle o durante alcune degustazioni. Poi mi sono occupato della stesura della nuova dispensa sui vini francesi.
La cosa che mi piacerebbe di più sarebbe dare una mano nella didattica occupandomi di quello che serve e soprattutto di quello che sono in grado di fare.
Come riesci a conciliare la tua passione per il vino, con i tuoi impegni, lavoro, famiglia, ecc..
Ovviamente famiglia e lavoro hanno la precedenza, però riesco a conciliare tutto molto bene. Anche perché mia moglie sull’onda del mio entusiasmo si è appassionata anche lei al mondo del vino. Tanto che quando le propongo di andare a visitare una cantina o una zona viticola è la prima a dire “Quando partiamo?”
Una cosa che mi piace molto infatti è andare a visitare i produttori, parlare con loro, passeggiare tra le vigne e vedere le loro cantine. Ho sempre trovato persone, oltre che disponibili, appassionate del loro lavoro e simpatiche.
Cosa hai trovato in AIES?
Prima di tutto una grande passione e competenza. E poi un ambiente molto rilassato, persone che non ostentano le loro conoscenze e che sono sempre disponibili. Le serate di degustazione che vengono organizzate poi sono sempre interessanti e cerco di esserci tutte le volte che posso.
Un consiglio, per chi volesse avvinarsi ai ns corsi per diventare sommelier Aies?
Uno solo: iscrivetevi !! E’ un bell’ambiente, informale, tranquillo e partecipare ai corsi è un ottimo modo per imparare cose nuove e fare nuove conoscenze.
A cosa paragoneresti la passione per il vino? A quale situazione od emozione?
E’ difficile rispondere a questa domanda perché ognuno di noi ha i propri interessi, le proprie passioni e quindi ci sono tante risposte diverse quante sono le persone. Il paragone che verrebbe più facile è quello con la cucina. Ma forse il vino può essere paragonato ad un dipinto. Non voglio lanciarmi in ragionamenti azzardati, per i quali non ho la competenza necessaria, ma credo che si possa paragonare un vino ad un quadro, un artista o una scuola artistica. Ad esempio un Pinot Noir potrebbe ricordare Monet, un Riesling invecchiato un quadro di Egon Schiele e così via. Sarebbe interessante approfondire questo aspetto e magari c’è chi lo ha già fatto.
In quale occasione non riusciresti a fare a meno di un buon bicchiere di vino?
Secondo me tutte le occasioni sono buone per bere un buon bicchiere di vino, ovviamente senza eccedere.
Per gustare meglio un vino tuttavia ho notato che la cosa più importante è la compagnia giusta. Trovo infatti che sia necessario poter avere la compagnia di persone che hanno qualche conoscenza del mondo del vino per potersi confrontare e per non passare come quello che vuole fare il saccente.
Raccontami brevemente, un ricordo ,un emozione , un evento, legata alla degustazione che ti ha maggiormente colpito.
Un episodio buffo che mi viene in mente è capitato quando in novembre dello scorso anno ho prestato servizio per Aies all’inaugurazione della rinnovata sede della Coop a Castel San Pietro. L’Enoteca Regionale di Dozza aveva organizzato un banchetto con alcune bottiglie per offrire un assaggio di vino. Ovviamente non era un ambiente frequentato da “addetti ai lavori”, ma da persone che erano lì per fare la spesa. Ero lì da pochi minuti quando una gentile signora mi si è avvicinata. Io ero già pronto nella mia uniforme a versarle un calice di Pignoletto, e a illustrarle le caratteristiche, quando lei mi chiese “Scusi, ma lei lo sa dove li hanno messi i dentifrici?”Comunque anche quella è stata una bella esperienza.

Ora giochiamo a fare un abbinamento “diverso”… qual’e’ la tua passione più grande, dopo il vino?
L’altra mia grande passione, che coltivo da quando ero un ragazzo, è quella della fotografia. Ho iniziato a fotografare quando avevo 10 anni con una macchinetta di plastica e non ho mai smesso. Ancora adesso, quando pare che l’unico modo di fotografare sia quello con lo smartphone, mi piace tirare fuori ogni tanto una vecchia macchina a pellicola e scaricare un rullino di foto. Ho alcune macchine che hanno più di ottanta anni e funzionano ancora egregiamente.
Quando vado in giro per cantine o vigne ho quasi sempre la macchina fotografica con me, anche se a volte per pigrizia mi accontento anch’io dello smartphone. La Borgogna comunque l’anno scorso l’ho ritratta su pellicola, ovviamente in bianco e nero.
Come ultima domanda vorrei chiederti quale degustazione, o quale bottiglia ti ha entusiasmato di più?
L’anno scorso, e ancor di più all’inizio di quest’anno, ho avuto modo di assaggiare alcuni vini di Borgogna tra i quali ricordo in particolare un Richebourg o un Vosne Romanée - AuxMalconsort .
Però non posso non ricordare una bellissima degustazione sui vini del Priorat organizzata da Duccio Armenio. C’era in particolare un vino fatto dalla locale cantina sociale, il Montsalvat della Cartoixa de Montsalvat, incredibilmente morbido, ampio, equilibrato, con sentori minerali e speziati. In una parola; buonissimo.

Grazie Danilo , per averci raccontato la sua esperienza legata al vino,

A cura del Maestro Enogastronomo Sommelier Maria Luisa Matranga