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Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo. (Ernest Hemingway)

Vinitaly 2018

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Si è concluso anche l’annuale Vinitaly 2018.
Era diverso tempo che la più importante fiera professionale italiana non aveva un impatto così positivo.
Negli ultimi anni il post Vinitaly era una sorta di mere considerazioni negative, ma l’organizzazione piano piano ha saputo mettere a punto alcuni dettagli che si sono rilevati vincenti in questo 2018.
L’aumento del prezzo, il taglio agli abusi dei pass operatori e i pochi biglietti sconto che giravano hanno sicuramente contribuito ad alzare il livello del pubblico partecipante, sia appassionato che professionale, a questo ha contribuito anche la più marcata divisione col circuito Vinitaly and the City, che ha finalmente marcato il confine tra i professionisti e gli appassionati, e pensare che quest’ultimo sia un evento solo correlato ormai è riduttivo, dal momento che si parla di 60.000 presenze i nei vari punti sparsi nel centro di Verona e dei comuni limitrofi.
I numeri parlano da soli, 128 mila gli ingressi nei 4 giorni provenienti da 143 nazioni, 4380 aziende espositrici che hanno messo in panel più di 15.100 vini.
Sebbene quest’evento capiti nell’immediato post Prowein di Düsseldorf gli operatori italiani e stranieri sono stati un bel numero (+6% rispetto il 2017, cioè circa 32mila presenze), e molto interessati anche a zone “minori”, diverse aziende (tra quelle più nostre amiche, ndr) ci hanno confidato di aver “fatto affari” interessanti e portato a casa nuovi contatti.
Anche noi sommelier, spesso adirati come “beoni” in questa tipologia di fiera, abbiamo riacquistato valore, sfruttando i momenti morti delle aziende per fare i nostri assaggi che ci permettono di scoprire vini, approfondire territori e soprattutto conoscere persone vere autentiche che coi loro vini ci tramandano questa importante cultura italiana.
Perché, volenti o nolenti, il vino, per noi italiani è storia, tradizione e cultura, ecco perché per noi sommelier i vignaioli sono come le rockstar per gli adolescenti.
Tocca a noi “sommelier” il grato compito di raccontare il vino in giro per eventi, locali e ristoranti, raccontare le storie che ci sono dietro ad un calice e soprattutto riuscire a diffondere il nostro know-how.
Anche il pullman che organizziamo annualmente è stato un bel successo e ci ha consentito di portare al Vinitaly un pezzo di Aies.
Ovviamente, non solo elogi, ma anche qualche pecca: le interminabili code ai tornelli che hanno di fatto superato l’ora di attesa per entrare nel 2018, con i biglietti necessariamente attivati per tempo su internet non sono accettabili, soprattutto se dovuti al fatto che era dovuto all’imprecisione dei lettori a codice a barre degli stessi.
Rimane un dubbio, ma i nuovi segna percorsi colorati che segnalavano gli itinerari, sono stati disegnati prima o dopo aver bevuto?

L’appuntamento è per il Vinitaly 2019 in programma dal 7 al 10 aprile 2019, il nostro pullman ci sarà, voi?

 

Gran Maestro Enogastronomo Sommelier Paride Cocchi