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"Guarda il calor del sol che si fa vino giunto all'umor che dalla vite cola" (Dante, Purgatorio XXV)

Vignaioli di Radda 2018

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Per il secondo anno consecutivo la libera Associazione Vignaioli di Radda ha organizzato presso la Casa del Chianti Classico, situata all’interno del Convento di Santa Maria al Prato a Radda in Chianti, una presentazione annuale dei vini delle aziende aderenti, riservata alla stampa ed agli operatori del settore.

La degustazione vera e propria è stata preceduta da un tour con jeep lungo i vigneti del comune di Radda, a cui è poi seguito un seminario sul Sangiovese “La California in Chianti”.

Il borgo di Radda, di origine medievale, è situato su di una collina che funge da spartiacque tra la valle della Pesa a nord e la valle dell’Arbia a sud.

Molto divertente ed istruttivo è stato il tour off-road lungo i vigneti, ogni jeep coinvolta percorreva un areale diverso del territorio comunale raddese ed aveva come guida un rappresentante di una delle aziende coinvolte nell’organizzazione dell’evento. Abbiamo “toccato con mano” le caratteristiche principali del territorio: presenza importante di bosco (importante scambiatore termico per le vigne), che occupa all’incirca due terzi dell’intera superficie del Chianti Classico, altitudini medie dei vigneti abbastanza elevate e suoli rocciosi (in prevalenza alberese e galestro) in buona parte del territorio comunale.

Al rientro alla Casa di Chianti Classico, come introduzione al successivo seminario, ci sono stati i saluti di rito rivolti ai partecipanti, con Roberto Bianchi (Val delle Corti) come moderatore.

Carlotta Gori, Direttore del Consorzio Vino Chianti Classico, ha plaudito all’iniziativa dei Vignaioli di Radda esprimendo la vicinanza del Consorzio ad ogni loro attività, organizzata per promuovere i singoli territori del Chianti Classico (in sala era anche presente Sergio Zingarelli, Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico, NDR).

Pier Paolo Mugnaini, Sindaco di Radda in Chianti, ha posto l’attenzione sul Distretto Rurale del Chianti, che ha ottenuto il via libera della Regione Toscana all’inizio del 2018, come punto di riferimento per le politiche di sviluppo, in sinergia tra soggetti sia pubblici che privati, al fine di intercettare investimenti per il territorio.

Oltre a Roberto Bianchi, in qualità di produttori aderenti a Vignaioli di Radda, sono intervenuti anche Angela Fronti (Istine) e Martino Manetti (Montevertine), a dimostrazione del fatto che, come scritto in precedenza, si tratta di una “libera” Associazione, nel senso che al momento ancora non si è data delle regole scritte (leggi Statuto) ed i vignaioli coinvolti sono stati paragonati ai cavalieri della tavola rotonda, ma senza la presenza di Re Artù (A. Fronti). I vignaioli vanno visti come un presidio per il territorio e devono “portare nella bottiglia quello che ci dà il territorio” (M. Manetti).

Successivamente c’è poi stato il seminario “La California in Chianti” condotto dalla Dott.ssa Valentina Canuti, ricercatrice dell’Università degli Studi di Firenze, che ha presentato uno studio realizzato in collaborazione con l’Università di Davis, in California. Lo studio era finalizzato alla maggiore comprensione delle caratteristiche chimiche di vini ottenuti da uve Sangiovese sia italiani che californiani ed ha praticamente scattato un’istantanea del comportamento del vitigno nelle aree prese in considerazione.

Il Sangiovese, portato negli Stati Uniti ai tempi della corsa all’oro negli anni ‘50 dell’Ottocento dagli immigrati italiani, è il vitigno italiano a bacca rossa più coltivato non solo in California, ma anche in tutto il mondo.

La conclusione principale dello studio è che “esiste di base una similitudine nella composizione chimica dei vini del Sangiovese indipendentemente dal paese di origine, indicando una “identità” intrinseca del vitigno”. Avendo poi modo di degustare, successivamente ai banchi d’assaggio, 3 vini a base sangiovese di provenienza californiana abbiamo potuto constatare che quello che più si avvicinava al corredo aromatico e gustativo dei sangiovesi italiani era uno in particolare, il Noceto Sangiovese 2015.

Al termine del seminario si è aperto il banco d’assaggio con la presenza di 23 aziende raddesi, che proponevano in degustazione prevalentemente Chianti Classico e Chianti Classico Riserva, poi Chianti Classico Gran Selezione e altre etichette aziendali che escono come IGT.

Le caratteristiche dei vini di Radda si possono riassumere in eleganza, freschezza e mineralità, con toni più floreali che fruttati, il tutto dovuto alla struttura più rocciosa e meno argillosa dei terreni, che plasma quindi il sangiovese raddese come un vino verticale, profondo e austero. Esistono ovviamente diverse eccezioni date non solo dalla diversa conformazione del sottosuolo, ma anche dallo stile aziendale o più semplicemente dalla mano del vignaiolo.

Al termine della giornata un ricco buffet attendeva tutti i partecipanti, con prodotti tipici del territorio ad allietare i palati. Piatto principale del convivio era il cinghiale in umido, scelta non scontata ma con un obiettivo serio: lo scopo dei vignaioli, come già anticipato durante i saluti prima del seminario, era quello di attirare l’attenzione di tutto il pubblico intervenuto alla giornata su di un problema assolutamente non indifferente per gli agricoltori e vignaioli della zona. La presenza di numerosi ungulati e di fauna selvatica sta iniziando a diventare una complicazione importante per tutta la zona, perché rovinano sensibilmente le colture, in particolar modo “mangiando” il frutto della vite. Si auspica quindi che per il futuro possano essere prese decisioni importanti per la difesa e la salvaguardia del lavoro dei vignaioli.

In conclusione non posso esimermi dal fare i complimenti alla libera associazione Vignaioli di Radda, nata solamente un anno fa, per quanto ha già finora organizzato. E’ evidente che quando tutti i produttori collaborano attivamente e congiuntamente, perseguendo un obiettivo comune, i risultati si ottengono e ne trae giovamento un intero territorio, che opera compatto nella stessa direzione.

Dal punto di vista stilistico produttivo è ormai evidente che al di là delle peculiarità comunali all’interno del territorio del Chianti Classico si fanno sempre più strada le differenze sottoterritoriali, che andrebbero quindi studiate, catalogate, ma soprattutto valorizzate, che rendono il Chianti Classico più in generale e Radda in Chianti nel particolare un territorio poliedrico, identitario e con importanti specificità.

 

Gran Maestro Sommelier Patrizia Poli