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"Il matrimonio viene dall'amore come l'aceto dal vino." (Lord Byron)

Ne “Berrete delle belle” Lucilla Fabrizzi

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”Per bere qualche bottiglia di buon vino bisogna spender molti danari, e darsi infinite pene, ed aspettar almeno sei mesi affinchè il vino si formi nelle bottiglie”…

Di chi sono queste parole? Di un enologo? Di un sommelier? Di un appassionato ?
Queste parole le scrisse un famoso musicista: Gioacchino Rossini.
Egli oltre ad essere un compositore fu un grande appassionato cucina e di vino.
Dispensava consigli sulle tecniche da seguire su come poter produrre un buon vino,
Parole “sante” aggiungo io, in quanto per definizione per poter produrre un buon vino di qualità occorre investire tempo, denaro energie e tanta passione.
Stessa passione in cui mette da anni la nostra sommelier AIES Lucilla Fabrizzi protagonista dell’intervista di questo mese.

Ciao, Lucilla, come sei venuta a conoscenza di AIES? Da quanto ne fai parte?
Correva l’anno 2011, quello è stato un anno con un po’ di cambiamenti nella mia vita, il lavoro non mi dava più le soddisfazioni di una volta e quindi ero a caccia di cose nuove da fare. Il vino era già una mia passione e quindi, anche spinta da un mio amico, cercando su internet mi sono imbattuta in AIES. La scelta è stata casuale, legata al fatto che i corsi si svolgevano non lontano da casa.

Cos’è per te il vino e parlami del tuo primo ricordo legato al vino?
Il primo ricordo legato al vino in realtà è divertente, ma non bello. Quando eravamo piccoli con i miei fratelli andavamo in montagna con i nonni. Più o meno capitava sempre intorno al giorno del mio compleanno (febbraio). Una volta mio nonno per festeggiare mi fece bere del vino rosso, evidentemente con meno acqua del solito e mi ricordo che a letto mi girava la testa! Solo più avanti ho capito che quella era stata la mia prima “sbronza” (ubriacatura). Questa esperienza però credo mi sia servita negli anni per capire che bisogna bere poco, ma bene.

Cosa ti ha spinto a diventare sommelier?
Prevalentemente la voglia e la curiosità di conoscere qualcosa di più sul vino, di saper capire che cosa bere nelle diverse occasioni. Soprattutto l’abbinamento vino/cibo. Io vengo da Jesi e a casa mia a tavola si beveva solo verdicchio. Se c’era del rosso, era Rosso Conero.
Con AIES ho imparato ad abbinare al piatto il vino giusto e devo dire che questo fa veramente la differenza.

Di cosa ti occupi in AIES?
In AIES ho fatto la tutor e ho seguito interamente un gruppo di ragazzi dal primo al terzo livello ed è stata una bellissima esperienza. Per motivi legati al lavoro e personali, nell’ultimo anno ho dovuto lasciare questo incarico, ma continuo a dare la mia disponibilità all’accademia facendo servizio sia durante i corsi sia durante le degustazioni.

Come riesci a conciliare la tua passione per il vino, con i tuoi impegni, lavoro, famiglia, ecc..
Quando una cosa viene fatta con e per passione, si riesce a conciliare tutto! Fortunatamente mio marito partecipa volentieri agli eventi legati al vino e questo rende le cose più facili.

Cosa hai trovato in AIES?
Non sarò originale nella risposta, ma non trovo altra parola che “amici”. L’aspetto più bello secondo me è che c’è molta professionalità e organizzazione, ma contemporaneamente un clima che favorisce le relazioni e lo scambio di conoscenza.

Un consiglio, per chi volesse avvinarsi ai nostri corsi per diventare sommelier Aies?
La cosa più importante è avvicinarsi al vino senza preconcetti e con umiltà. Oggi secondo me questo non è facile perché su internet si possono leggere tante informazioni. I corsi danno gli strumenti per comprendere tutti gli aspetti legati al vino e aiutano a farsi una propria “idea”. Internet rimane uno strumento molto utile, ma assai pericoloso, tutti possono scrivere, con o senza competenza. Ecco in Aies, la competenza c’è sempre. Eccome se c’è.

A cosa paragoneresti la passione per il vino? A quale situazione od emozione?
Beh, bere un bicchiere di vino per me significa stare in buona compagnia, anche se sono sola.

In quale occasione non riusciresti a fare a meno di un buon bicchiere di vino?
Amo condividere le buone cose con le persone più care. Visto che mi sono sposata recentemente, direi che il matrimonio è stata un’occasione perfetta. Ci siamo concessi due “chicche”: due jéroboam di Gattinara e due magnum di Champagne!

Raccontami brevemente, un ricordo, un emozione, un evento, legato alla degustazione che ti ha maggiormente colpito.
Beh, la prima degustazione in pubblico è stata emozionante. Era una serata legata ai vini di Ettore Germano. Quindi, figurati, alla presenza del produttore. Fortunatamente la mia è stata l’ultima degustazione e quindi spero che il pubblico fosse già meno attento!!!!

Qual è la tua passione più grande, dopo il vino?
Il cinema. Il prossimo film che andrò a vedere… “Ritorno in Borgogna”, per rimanere sul tema….

Come ultima domanda vorrei chiederti quale degustazione, o quale bottiglia ti ha entusiasmato?
Non è una risposta semplice, scegliere tra tante bottiglie e tante degustazioni non è facile. Però ricordo una bella serata in AIES con Franz Haas, a proposito di preconcetti, mi ha aperto un mondo sulla tematica dei tappi.

Grazie Lucilla, per averci raccontato la tua esperienza in AIES!

A cura del maestro Enogastronomo Sommelier Maria Luisa Matranga