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Il vino, specialmente in Italia, è la poesia della terra. (Mario Soldati)

Ne “Berrete delle belle” Federico Sala

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Il mese di ottobre è appena iniziato…ma per AIES ottobre significa “Nuovi Corsi”..
Infatti inizieranno a breve presso le nostre sedi di Bologna, Imola, Modena e Ferrara i corsi per diventare sommelier ( ovviamente frequentando tutti e tre i livelli..), o per poter avvicinarsi al mondo del vino. Infatti come dico sempre il vino non e’ solo una bevanda, ma per chi ne ha le doti e capacità può diventare anche un lavoro/gioco molto gratificante.
Chi invece non ha le dodi, scoprirà che con studio, allenamento e soprattutto passione, può raggiungere le medesime gratificazioni.
Comprare vino, tenerlo in cantina per qualche anno e rivenderlo ottenendone un profitto potrebbe essere una buona idea.
Sembra che da alcuni decenni, il vino inteso come forma d’investimento abbia ottenuto ottimi risultati paragonabili solo a quelli dell’oro o del petrolio.
Ma un vino, per poter essere oggetto di d’investimento quali caratteristiche deve avere?
Sicuramente dovrebbe appartenere ad una casa vinicola prestigiosa, avere una grande richiesta di mercato e soprattutto essere certi di come è stato conservato dalla sua produzione ad oggi.
Com’e’ possibile investire in vino? Cosa e come fare?
Una strada potrebbe essere quella di partecipare ad aste vinicole. E’ innegabile che le aste presentino qualche rischio.
Per evitare fregature, bisogna ave conoscenza della materia. Ma anche gli “esperti “ in materia non sono esenti da rischi.
Investite in vino! Male che vada…potrete sempre berlo, o se siete sfortunati, condirci l’insalata…

L’intervista di questo mese e’ dedicata al nostro Maestro Enogastronomo Sommelier Federico delegato AIES di Modena .

Ciao , Federico come sei venuto a conoscenza di AIES e da quanto ne fai parte?
Era l’ormai lontano 2002, quando decisi di saperne di più su ciò che bevevo, e soprattutto meravigliato da personaggi che riuscivano a decantare quasi fosse poesia un vino tramite bouquet e profumi, che io non avevo mai sentito; ma soprattutto la curiosità se anche io sarei stato, un giorno, in grado di fare un’analisi del genere.
A quel tempo vedevo quel mondo quasi magico ed effettivamente alla portata di pochi o comunque non per noi “normali”; a tutti gli effetti io non conoscevo neanche una persona che fosse un “Sommelier”.
Dopo alcune ricerche e tentativi con altre associazioni ho trovato per caso, la pubblicità di un nuovo corso dell’allora neonata delegazione di Modena, nella sede decentrata di Bastiglia nella bassa modenese. Ho frequentato il primo livello nel 2002.
Dal allora ho frequentato tutti e tre i livelli nella medesima sede, e nel 2005 ho conseguito il diploma di M.E.S.
Da allora ne sono parte integrante e non me ne sono mai allontanato.

Cos’è per te il vino e parlami del tuo primo tuo ricordo legato al vino.
Il vino fa parte della mia vita da sempre, anche se inconsciamente, l’imprinting dato dalle prime vendemmie nella vigna dei nonni ha sicuramente fatto la differenza fin da bambino, “come cavolo faceva l’uva che mettevo in quella cassetta a diventare quel lambrusco cosi scuro che bevevano i grandi???”.
Ad oggi il vino è ovviamente un motivo, un vizio, un’opportunità o una scusa per incontrare un amico.
Il vino è un’emozione soprattutto da condividere, e parlarne, confrontarsi è ormai una esigenza alla quale non riesco farne a meno. Gli aggiornamenti tecnici, ed i continui cambi di mode e stili nel mondo del vino, mi portano ovviamente a frequentare degustazioni, fiere ed eventi, ma la condivisione di una bottiglia di vino ed il confronto fatto in compagnia, riuscire a condividere sensi ed emozioni è veramente altra cosa. Ci si rende conto che oltre al vino c’è di più, le persone, il lavoro per crearlo, il territorio…
Cosa ti ha spinto a diventare sommelier?
Diciamo che dalla prima esperienza, che era nata come curiosità pura, il fatto di volerne sapere sempre di più mi ha portato a frequentare il corso per intero; ma soprattutto il fatto di sentirmi tanto più ignorante quanto più studiavo la materia. Tutt’ora mi sento un neofita con tantissime esperienze da acquisire.
Di cosa ti occupi in AIES?
All’inizio ho fatto parte del Consiglio Direttivo durante la vecchia gestione dei fondatori dell’Accademia e nella prima parte dell’attuale dirigenza, quindi mi è stato chiesto di gestire la delegazione di Modena che tuttora mi onoro di presiedere.
Oltre alla gestione completa della vita della delegazione (corsi, degustazioni, gite, ecc) oggi faccio anche parte del consiglio “allargato” (una sorta di soci che danno pareri non vincolanti), e sono il responsabile della gestione e dei contenuti del sito istituzionale e delle newsletter settimanali.

Come riesci a conciliare la tua passione per il vino, con i tuoi impegni, lavoro, famiglia, ecc..
La parola passione direi che è punto cardine, senza la quale non si riesce a fare niente di sostanziale; ma soprattutto è il motore che ti consente di spendere tempo, denaro e pazienza per ciò che ti da soddisfazione.
Nell’arco di questi anni, questo è diventato un vero e proprio secondo lavoro, ed in quanto tale, a volte occorre prendersi il tempo necessario.
La famiglia approva e condivide la mia “pazzia” e quindi si ruba tempo anche ai propri affetti ed impegni, nonché al lavoro primario.
Gli impegni meno gravosi, come documentazione, sito e newsletter, vengono relegate a tarda ora (questa intervista è stata compilata alle 01.31 e spesso non è ancora finita)
Cosa hai trovato in AIES?
Ho trovato persone con la stessa passione per costruire qualcosa di differente e che condividono la voglia di crescere in un ambiente sempre più difficile. La necessità di avere un approccio professionale al mondo dell’enogastronomia ha richiesto, e richiede un impegno continuato, che però è affrontato da un equipe di persone preparate e pronte a mettersi in gioco;
farne parte mi fa sentire molto orgoglioso del percorso fatto fino ad ora, anche se occorre essere sempre sul pezzo.
La dimensione di AIES consente un approccio molto famigliare ed amichevole con chiunque, e questo rappresenta un plus che ho sempre apprezzato e cercato di riprodurre anche durante i corsi nella delegazione di Modena
Un consiglio, per chi volesse avvinarsi ai nostri corsi per diventare sommelier Aies?
Un percorso che deve avere il motore della passione come base, l’umiltà di non saperne mai abbastanza e la curiosità per cercare nuove sensazioni ed affinare i propri sensi.
Spesso ai nuovi studenti dico che tramite il corso, ci si dota della “cassetta degli attrezzi” per poter analizzare questo mondo, poi spetta a loro a proseguire l’esperienza; ma soprattutto che il raggiungimento del 3° livello non rappresenta una meta bensì l’inizio del percorso che durerà per la vita.
A cosa paragoneresti la passione per il vino? A quale situazione od emozione?
La passione per il vino è riuscire a viverne ogni sensazione, è paragonabile ad un’orchestra perfettamente diretta che regala emozioni ataviche date dal preludio, dall’overture, la sinfonia, fino al sipario; i profumi che esala e che ti riportano a ricordi e pensieri che non avresti normalmente provato.
Una bella bottiglia di vino è parte integrante di un momento importante e che consente alle persone di condividere la stessa emozione.
In quale occasione non riusciresti a fare a meno di un buon bicchiere di vino?
Per fare prima bisognerebbe dire in che occasioni farne a meno!
A parte gli scherzi, sicuramente in ogni occasione a tavola, specialmente se l’abbinamento diventa parte integrante dei piatti.
Un festeggiamento di qualunque tipo non potrei farlo senza vino, qualche buon amico ed una buona bottiglia di vino non necessitano di altro per una bella serata.
Oltre ovviamente alla carica seducente che una bottiglia importante sa dare ad un serata con chi preferite.
Raccontami brevemente, un ricordo, un emozione, un evento, legata alla degustazione che ti ha maggiormente colpito.
Ero alle prime armi, durante un banco degustazione per una nota guida italiana, dovevo occuparmi di una cantina romagnola e per fare bella figura con alcuni interessati che mi chiedevano spiegazioni su questo Sangiovese, ho cominciato ad esaltare ed esagerare con le caratteristiche, alche dopo avere ascoltato senza proferire parola, questo signore annuendo di continuo mi disse: “Senta ma le hanno dato parecchi soldi quelli di ‘sta cantina o ci crede veramente ?“
Ora giochiamo a fare un abbinamento “diverso”… qual’e’ la tua passione piu grande, dopo il vino?
Senza ombra di dubbio sport e viaggi, ma non so in che ordine.
Mi sento un viaggiatore, anche se impegni quotidiani ed il lavoro non mi consentono spesso di viaggiare. Il concetto è un po’ come per il vino, non è la metà che mi affascina ma il viaggio per arrivarci; non mi piacciono le spiagge affollate e le mete troppo turistiche. Ho partecipato ad alcuni viaggi che erano dei sogni per me come ad esempio percorrere tutta la Route 66, vedere gli orsi a caccia in Alaska, un safari fotografico in Kenia, un antico monastero in Cina… insomma cose e culture diverse …
L’altra grande passione sono le arti marziali che pratico fin da ragazzo (ahime adesso con scarsi risultati) che mi danno molta soddisfazione, e mi consentono di scaricare tensioni ed ansie accumulate.
Come ultima domanda vorrei chiederti quale degustazione, o quale bottiglia ti ha entusiasmato ?
Qualche mese fa abbiamo fatto una bella serata di degustazione di Champagne, e per essere onesto non sono mai stato un grande estimatore e consumatore.
Questa volta ho dovuto ricredermi, e cancellare tutti i preconcetti sbagliati.
Mi ha colpito un Gimonet del 1996 chardonnay in purezza a dosaggio zero, che a fronte dell’età non dimostrava segni di ossidazione, il colore rimasto di un bel giallo paglierino carico, ed il bouquet aveva sviluppato una complessità di profumi veramente esaltante e che rinnovava la voglia di annusarlo all’infinito; un perlage finissimo. In bocca l’acidità e l’assenza di dosaggio lo rendeva un pò tagliente e molto diretto, ma poi regalava una pienezza ed un consistenza unica infine una chiusura lunghissima con una persistenza anche dopo un quarto d’ora. Per fortuna che ne avevo una bottiglia sola, altrimenti…

Grazie Federico per averci raccontato la tua esperienza in AIES!
Grazie a te per avermela fatta raccontare.

Maestro Enogastronomo Sommelier Maria Luisa Matranga