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Ma per le vie del borgo fra il ribollir dei tini va l'aspro odor dei vini l'animo a rallegrar. ("San Martino", Giosuè Carducci)

Anteprima Sangiovese ed Albana, Vini ad Arte 2020

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Si è svolta domenica 23 febbraio 2020 la Rassegna Vini ad Arte relativa all’anteprima delle annate che entreranno in commercio quest’anno, ed ovviamente Aies era presente. L’annata per il Sangiovese Riserva, il protagonista della rassegna, è la 2017, anche se alcune aziende hanno preferito affinare maggiormente presentando la 2016, mentre per il superiore erano presenti le 2017, 2018 e qualche 2019. Si sono potuti assaggiare anche le le prime albane 2019 e le uscite del 2018, creando così un bel panorama sulla nostra regione. Peccato che alcuni produttori, anche tra i più quotati, si ostinano a ignorare la manifestazione, per svariati motivi, ma indipendentemente da questi ci rimette sempre l’immagine del vino di Romagna. Pazienza.
L’annata di riferimento comunque rimaneva la 2017, caratterizzata da siccità e calore, la pioggia è mancata quasi tutta estate arrivando solo a settembre, portando sia un anticipo vegetativo che di vendemmia. Anche il caldo non si è fatto mancare con diversi lunghi periodi dove si sono superati i 40° con punte, nelle zone più basse di 42°. Questo ha portato un sensibile calo di produzione che si è attestato sui 12.4 milioni di bottiglie.
Queste condizioni hanno dato un quadro d’insieme di vini caratterizzati da una maggior concentrazione e matericità, un frutto più maturo e minor acidità complessiva mentre mi pare abbia influito meno nella parte salina che fortunatamente ha donato comunque un po' di brio alle bottiglie. Anche le peculiarità delle sottozone sono parse meno evidenti seppur riconoscibili, con soprattutto la parte balsamica e speziata a dare maggiori differenze. Anche il tannino nelle varie MGA varia da una maggior eleganza di Predappio ad una più dura in quel di Longiano. Continua anche il lavoro sul legno, oggi sono ancora molti i vini in cui il legno la fa da padrona, ma è evidente il lavoro di un bel nutrito gruppo di produttori nell’integrarlo meglio.
Passando ai protagonisti della giornata, cioè i vini, per quanto riguarda le riserve i vini che ci hanno maggiormente colpiti sono il Romagna Sangiovese Modigliana I Probi di Papiano Riserva 2017 Villa Papiano che presenta un bell’agrume rosso e fiori, al palato sé succoso leggiadro e scattante. Anche il Predappio Le Lucciole Ris. 2017 Chiara Condello ci ha convinto col suo bel naso elegante, in bocca è scattante sapido e succoso, mentre il Poggio Girato Ris. 2017 Poggio alla Dogana è elegante, equilibrato, piacevole e moderno.
Passando alle annate recenti dei superiori mi è piaciuto il Romagna Sangiovese Sup. Ulziano 2018 Palazzona di Maggio con un bel frutto integro e fiori freschi, succoso tannino equilibrato non astringente e particolarmente lungo, mentre il Torre di Roversano 2018 Tenuta il Plino presenta un frutto austero, bella bocca con tannino che svolge egregiamente la sua funzione. Molto buono il Primo Segno 2018 Villa Venti, succoso scattante e armonioso e dalla bevibilità disarmante.
Infine passiamo alle Albane, che in realtà ho assaggiato prima dei sangiovesi. Qui merita una specifica, erano proposte sia in versione 2018 che 2019, a seconda dalla scelta di affinamento dell’azienda, ma l’annata 2018 si è dimostrata nettamente superiore; sia per frutto che per polpa e succosità. Tra tutte mi ha convinto Romagna Albana Secco Bianco di Ceparano 2018 Zerbina con bel naso elegante, al palato è sottile con lunga polpa e finale minerale, mentre Il Romagna Albana Vitalba 2019 Tre Monti (prodotto dai vigneti forlivesi di Petrignone) presenta una tipica albicocca e note piacevoli di macerazione, bocca elegante e succoso con molto lungo, presenta un naso un po’ chiuso, ma poi vira nella tipica albicocca, mentre la bocca sostanziosa e progressiva. Il In Terra 2018 Tenuta la Viola dalle note di pesca e albicocca che sopravanzavano quelle di karkadè equilibrato di polpa e sostanza con evidente parte tannica rinforzata all’anfora. 
Non posso esimermi da un’altra specifica, ho fatto tutti e 124 gli assaggi come da progressione predisposta e senza sapere quali erano i campioni, ma tra tutte le albane, in funzione dei punteggi che giocoforza ho assegnato per valutazione, nei primi 6 posti assoluti si sono rilevate ben 5 albane imolesi, poco sopra non le ho riportate essendo io del circondario imolese e non vorrei passare per “partigiano”, ma per onestà intellettuale ve le riporto ora. Segno che l’imolese si sta imponendo come una sorta di “Cru” nell’albana, frutto sia dei terreni a base di terra rossa e sabbie gialle che arrivano fino a ridosso delle zone calanchive, che esposizioni di vigneti ed ovviamente alle mani felici dei produttori.
Di una ho scritto sopra, le altre 4 albane sono il il Codronchio 2018 Monticino Rosso dal suadente balsamico e palato sottile fresco e persistente. Anche il Romagna Albana 2018 Fratta Minore è elegante al naso con palato equilibrato, dritto e lungo, mentre il A 2019 di Monticino Rosso e fragrante al naso, minerale e fresco al palato, infine il Vigna Rocca 2019 Tre Monti è polposo prugnoso, saporito fresco con virata pungente piacevole sul finale.
Dimenticavo, anche l'ottavo era un albana imolese, ma questa è un’altra storia.

Maestro Enogastronomo Sommelier Paride Cocchi