Eventi

« Agosto 2017 »
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31
“Il vino è un assai gioviale creatura, se è ben usata.” (W. Shakespeare)

Omaggio a Friedmann 2013 Lambrusco di Sorbara DOC della Cantina Sociale di Carpi e Sorbara

Torna alla lista delle recensioni

Che il lambrusco stia vivendo una fase di riscoperta è indubbio, che ci siano piccoli e grandi produttori che finalmente si siano lanciati nel produrlo mentendo alta la qualità lo è altrettanto. Così quando si è sparsa la notizia che anche una cantina sociale abbia ottenuto il riconoscimento dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso mi ha positivamente incuriosito. Il vino in questione è: Omaggio a Friedmann 2013 Lambrusco di Sorbara DOC, creato lo scorso anno in ricordo del fondatore della cantina nel novantesimo anno di fondazione.
In una manifestazione presso la nostra sede di Sorbara, il Sorbaràvin, incrocio Carlo Piccinini il giovane Vice presidente della Cantina Sociale di Carpi e Sorbara, recupero la bottiglia che andremo a degustare, e mi illustra il loro progetto. La cantina sociale, la cui sede principale è a Carpi, è formata da un migliaio di conferitori, raggiunti anche con acquisizione di quella di Sorbara e di quella di Bazzano, e grazie ad un insolito, per questi tempi, investimento plurimilionario, sta seguendo un percorso di elevazione qualitativo. Ovviamente questo percorso riguarda sia i vini più semplici, più immediati fino ad arrivare all’Omaggio a Friedmann di cui parliamo in questa recensione.
L’etichetta prettamente in stile vintage è bella, pulita ed invitante, con il logo aziendale rosso a risaltare su un fondo beige in cui le scritte in corsivo risaltano particolarmente.
Il vino a base di lambrusco di Sorbara in purezza alla mescita evidenzia il classico colore rosso cerasuolo, rosso cipolla brillante e scintillante, e riempie il bicchiere con una spuma intensa persistente, quasi cremosa. Il naso è giocato su profumi freschi ed allegri, floreali e soprattutto floreali. Intense e persistente sensazioni di piccoli frutti rossi, amarene, ciliege, si alternano con quelle di rosa canina, di buganvillee e di violetta. In bocca entra dritto e centrale, anche qua sia intenso che abbastanza persistente, particolarmente fresco con una bella acidità sostenuta anche dalle bollicine di bella grana, nonostante questo Omaggio a Friedmann sia un Charmat. Quest’effetto amplifica anche la sensazione di secchezza, ma poi nel retro gustativo c’è un netto ritorno fruttato di frutta matura che lascia un’idea dolciastra, quasi caramellata, probabilmente data da un minimo di residuo zuccherino, che va esaurendosi nella comunque lunga persistenza sapida ed interessante.
Consiglio di berlo ad una temperatura fresca, circa 10-12° ed in classici bicchieri a tulipano, ma ricordate che essendo un frizzante non necessita delle shakerate tanto di moda tra i pseudo appassionati.
Quest’omaggio a Friedmann da la netta e chiarissima idea del cosiddetto vino gastronomico, e difatti è particolarmente indicato con i piatti della tradizione emiliana, quali tortellini in brodo, cotechini e zamponi, i salumi e perché no pure il parmigiano.
Io l’ho abbinato ad una coscia di pollo alla diavola al forno con i peperoni, abbinamento particolarmente riuscito in quanto il corpo non intenso del vino si accoppia perfettamente con quello del pollo, la freschezza e la carbonica del perlage ripulivano a meraviglia la sensazione grassa della pelle abbrustolita, mentre l’aromatico degli odori e dei peperoni si interfacciava con cullo delle sensazioni fruttate.
Regge abbastanza bene anche il calice del giorno dopo, perdendo solamente un po’ di perlage, ma mantiene quasi tutte le altre caratteristiche pecuniarie, questa volta l’abbinamento è stato con qualche fetta di una buona mortadella, anche qua l’effetto delle bollicine era perfetto nel ripulire la grassezza della mortadella.
Quest’Omaggio a Friedmann è indicato da bersi ad una festosa cena con amici, ad esempio ai ritrovi del venerdì sera accompagnando valanghe di crescentine o gnocco fritto con affettati ma soprattutto ad allegre risate. Difatti l’abbinamento migliore però rimane quello di condividerne un calice con la o le persone amate.

Gran Maestro Sommeliers Paride Cocchi