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“Guarda il calor del sol che si fa vino giunto all'umor che dalla vite cola” (Dante, Purgatorio XXV)

Pignoletto Frizzante 2014 DOCG Corte d'Aibo

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L’occasione era ghiotta, la recente visita con i corsisti Aies presso l’azienda Corte d’Aibo, a Monteveglio mi ha dato la possibilità di assaggiare il loro nuovissimo Pignoletto Frizzante 2014 DOCG.
Probabilmente è in assoluto il primo vino della nuova annata ad essere uscito sul mercato, novelli esclusi.
Corte d’Aibo oramai è un nome solido e consolidato nei colli bolognesi, da sempre binomio di qualità e attenzione. Attenzione rivolta verso il consumatore e verso la propria terra, difatti Antonio e Mario, che hanno fondato quest’azienda hanno scelto il biologico fin dall’inizio, certificata però dal 1991, ma solamente in quanto quella è la data del primo disciplinare. Arrivando ai giorni attuali si è scelto di produrre alcuni vini senza solforosa aggiunta, e in alcuni casi con l’otre di maturazione identificato nelle anfore.
Il pignoletto in questione è stato vendemmiato a inizio settembre e dopo 3 mesi di charmat eccolo pronto in bottiglia. A dirla tutta, in bottiglia c’era da 3 giorni al momento della degustazione, quindi ancora un poco scosso e qualche settimana in più di assestamento lo migliorerà ulteriormente.
La bottiglia è la nuova e specifica bottiglia studiata dal Consorzio dei Colli Bolognesi per identificare al primo colpo d’occhio il pignoletto frizzante, mentre l’etichetta è in perfetto stile aziendale con riportato un bel daino disegnato.
Alla mescita il colore è un giallo paglierino scarico con evidenti riflessi verdolini, densa e cremosa la spuma che il vigoroso perlage crea. Il naso è più intenso che persistente, con nette e franche sensazioni allegre di frutta in fase di maturazione, mela e pera su tutto, poi un po’ di esotico sottolineato da profumi comunque dolci. Scaldandosi vengono fuori le note floreali di biancospino e quelle più sfuggenti di impasto da pizza.
Passando all’assaggio, anche in bocca questo Pignoletto è più intenso che persistente, secco, ma con un discreto residuo zuccherino ben contrastato da una forte ma non sgarbata acidità. Di corpo e struttura snella e scattante come da un pignoletto frizzante ci si aspetta, ma con una grandissima bevibilità che rene questo vino semplice e divertente, abbastanza lungo e sicuramente sapido.
Il Pignoletto Frizzante 2014 DOCG di Corte d’Aibo va servito in calici a tulipano di piccola forma ed allungati per permettere alle bollicine di dare il meglio di se, ed ad una temperatura di 6-8°.
Come abbinamento è perfetto da aperitivo, sia per il corpo non troppo pronunciato sia per la sua forte freschezza che attiva le ghiandole che agiscono direttamente sull’acquolina.
Indicato anche con piatti a base di pesce, sia crudo che cotto, meglio se non troppo elaborati. Buona idea è quello di accompagnare anche piatti a base di verdure come quiche o sformati, paste asciutte sempre con verdure oppure con carni rigorosamente bianche.
Ovviamente interessante e da provare in abbinamento alle minestre in bodo della tradizione, tortellini, passatelli e zuppa imperiale, secondo me trarrete felici momenti.
Io francamente questa volta non l’ho abbinato, ma l’ho “usato” per creare un clima allegro e gioviale con diversi amici che mi sono venuti a trovare all’ora dell’aperitivo ed il mio frigo piangente offriva solo qualche scaglia di parmigiano. Che altro dire oltre che sottolineare che la bottiglia è finita in battibaleno.
D’altronde come negare che l’abbinamento migliore è sempre quello di condividerne un calice o più con le persone amate.

Gran Maestro Sommelier Paride Cocchi

CORTE D’AIBO
Via Marzatore, 15
40050 Monteveglio BO
Tel. 051.802583
www.cortedaibo.it
info@ cortedaibo.it