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“Il vino è un assai gioviale creatura, se è ben usata.” (W. Shakespeare)

Sospiro 2012 Rosso Ravenna IGT di Sbarzaglia

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Una giornata piacevole in quel di Bolzano alla fiera di Autoctona 2014, mi ha fatto scoprire un’azienda nuova, o per meglio dire, di nuova linfa vitae, che sta cercando di rilanciare un piccolo, piccolissimo autoctono rosso.
L’uva in questione è il Tundè, uva a bacca rossa semisconosciuta ma che l’azienda Sbarzaglia, si ritrova da sempre nella proprietà. L’Azienda invece è operante nella provincia di Ravenna ormai da più di 60 anni, ma solo negli ultimi tempi, con l’ingresso di Luca Sbarzaglia a sostituire prima il Nonno Guerrino, poi il padre Lorenzo, ha avuto la svolta vitivinicola.
Il vino in questione è il Sospiro 2012 Ravenna Rosso IGT, il territorio come dicevamo è la piana ravennate, Villanova per la precisione, a metà strada tra primi colli e il mare.
Luca con tenacia e passione fa studiare quest’uva misteriosa, e nel 2009 ottiene l’iscrizione all’albo dei vitigni del Tundè. E’ questo lo spunto per partire nel settore vinicolo. Nascono così i due vini autoctoni dell’azienda, il Sospiro 2012, che recensiamo oggi, e la riserva Silente per l’appunto frutto del nuovo vitigno.
La bottiglia è la bordolese con un’elegante e moderna etichetta verticale in viola e in bella grafia il nome del vino e l’IGT di appartenenza per l’appunto Ravenna Rosso.
Alla mescita il colore è un brillante rosso rubino con luminosi riflessi violacei, al naso invece sprigiona un elegante bouquet floreale giocato sulla viola e sulla rosa, poi, agitandolo un pelo la frutta la fa da padrona. Frutta soda, di medio impasto, fresca e croccante con lamponi, more e fragoline di bosco da farla da padrona, poi in chiusura qualche nota più acidula di ciliegia.
All’assaggio risulta più persistente che intenso, sostanzialmente morbido, il tannino tutt’altro che prepotente, risulta setoso e vellutato riesce a mitigare la buona freschezza ed acidità. Corpo snello, ma scattante, abbastanza armonico e nella persistenza si nota una buona ed intrigante sapidità di tratto salino che ci ricorda che il Mediterraneo è a due passi.
Consiglio di degustarlo in calici a tulipano di media grandezza ad una temperatura di 15-18°, quindi nel periodo estivo sopporta anche una leggera rinfrescata per via del tannino non troppo pronunciato.
Come abbinamento è indicato con primi piatti a base di carne anche rossa e quindi d’importanza, secondi piatti sempre di carne rossa, come manzo e mucca, sia ai ferri che al forno. Se ben condita e preparata può dare soddisfazioni anche con carni bianche come il pollo, però in questo caso preparato alla cacciatora o coi peperoni. Intrigante e da provare con un buon brodetto rosso di pesce avendo premura di aggiungere scorfani e code di rospo, provate e sappiatemi dire.
Io l’ho abbinato ad una buona lasagna, dove il corpo del ragù e la cremosità della besciamella si integravano a meraviglia rispettivamente con il corpo e l’acidità del vino.
Regge abbastanza bene anche il calice del giorno dopo, dove perde appena un po’ in fragranza, questa volta però abbinato a diverse fette di salame rigorosamente tagliate al coltello con spicchi di piadina, abbinamento tipico romagnolo.
Il Sospiro di Sbarzaglia è ideale da consumarsi alle cene tra amici, quelle tipiche dei ritrovi del venerdì sera, dove vino, allegria e spensieratezza la fa da padrona.
L’abbinamento migliore rimane quello di condividerne un calice o più con le persone amate.

Gran Maestro Sommelier Paride Cocchi