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“Se Dio avesse proibito il vino, perché mai l’avrebbe fatto così buono?” (Cardinale Richelieu)

Dama Bianca Pignoletto Metodo Classico 2013 di Fratta Minore

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Ogni tanto mi piace giocare in casa. In questo caso degustare in casa.
Ogni tanto mi piace degustare novità. Se poi le due cose coincidono, bene. Ancor meglio quando il prodotto poi è buono, ma ci arriveremo.
Tra le novità di questo 2015 ancora alle porte c’è una nuova azienda che si affaccia sul mercato, l’azienda in questione è Fratta Minore di Castel San Pietro, il mio paese natale. Ad essere sincero l’azienda è a metà strada tra Casalecchio dei Conti e Varignana, esattamente sopra ad Osteria Grande, che poi è la mia frazione di vita.
La zona non è vocatissima, ma qua l’uva e il vino lo si è sempre fatto. Si faceva per autoconsumo, per se, non lo si vendeva, ma lo si è sempre fatto. Nicola Marraro, proprietario dell’Azienda ha scelto questo lembo di terra per coltivare la sua passione ed allontanarsi dai fausti della città. Terreni di medio impasto, abbastanza fertili e frastellati dagli inizi calancuosi che contraddistinguono l’Appennino castellano.
L’azienda è nuova, inaugurerà a San Valentino, sabato 14 febbraio dalle 17.30, ma è attiva già da qualche anno con la preparazione dei campi, e la pima vendemmia atta interamente alla vendita è stata la 2013 I vini prodotti sono i classici di questa zona, pignoletto e albana per i bianchi e il sangiovese per il rosso. Se i vitigni sono i classici, un po’ meno lo sono i vini che ne derivano. Questo perché una delle due albane prodotte è l’interessante versione dolce, non passita ma vinificata dolce. Esattamente come facevano i nostri nonni, mentre per il pignoletto che degusteremo quest’oggi si è scelto la via del metodo classico.
Il vino che degustiamo quest’oggi è il Dama Bianca Pignoletto Metodo Classico 2013 di Fratta Minore.
La bottiglia è l’inusuale champagnotta reserve, sormontata da una bella etichetta nera di fattura semplice ma ricercata con il logo aziendale. L’unica pecca che trovo nella bottiglia è che con questa forma fatica ad essere contenuta nella mensola portabottiglie dello sportello del frigorifero, ma la stagione mi viene in contro e l’ho raffreddato in terrazza.
Alla mescita si denota una bella e persistente spuma, un bel colore giallo paglierino un po’ scarico, con riflessi verdolini, reso luminoso e brillante da un continuo e numeroso perlage. Accostando il naso al calice i profumi sono fragranti, intensi e tutto sommato persistenti. Profumi freschi, primaverili di frutta in fase di maturazione, mela stark e pera su tutto, poi il floreale che spazia dal biancospino alla ginestra. Non mancano le sensazioni tostate di mandorla, qualche nocciolina americana e quelle lievitose e croccanti del pane. Passando all’assaggio è sia intenso che persistente, con un gradevole e ben assestato residuo zuccherino che lo attesta come extra dry. Buonissima acidità che lo rende molto fresco, ma grazie anche all’azione delle bollicine che meccanicamente sollecitano il cavo orale, risulta equilibrato e armonioso. Corpo ben proporzionato alla tipologia, che non eccelle per muscolatura, ma per agilità e sinuosità, il tutto sottolineato da una grandissima bevibilità che rende impossibile appoggiare il calice. Abbastanza lungo di persistenza dove si può apprezzare una bella e interessante sapidità di fattura minerale.
Ricapitolando un interessantissimo debutto, una bella versione di spumante di Pignoletto, paga leggermente i pochi mesi sui lieviti della prima versione in vendita, ma risulta molto piacevole ed interessante. Ho avuto la fortuna di assaggiare anche la versione “da Cantina”, praticamente lo stesso vino ma ancora a riposo sui lieviti, e sboccato alla volée e non ricolmato, tecnicamente un Pas Dosè, e sicuramente acquista complessità ed evoluzione segno che la sostanza c’è.
Consiglio di degustarlo in calici da metodo classico, quindi stretti alla base e ampi all’apertura ed ad una temperatura di servizio tra i 10 e 12° per armonizzare al massimo corpo e profumi.
Come abbinamento è indicato per l’aperitivo, sia a base di pasticceria secca come voulevant e quique di verdure o con pesce, sia in crudè che più elaborato. Perfetto anche per accompagnare un’intera cena a base di pesce o carni leggere, o piatti della nostra tradizione come passatelli e tortellini in brodo.
Questa volta l’ho abbinato a delle simpatiche chiacchere con il titolare Nicola e con l’Agronomo Gianluca Allegro. Ideale da consumarsi all’apertura di una cena importante, o del pranzo familiare, ma anche in una romantica cena a due, perché non c’è niente di meglio che condividere un calice o più con la persona amata.

Gran Maestro Sommelier Paride Cocchi

 

Fratta Minore
Via Scorticheto 2705
Castel San Pietro Terme (BO)

www.lafrattaminore.com info@lafrattaminore.com Tel. 051.6951807