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“Et vinum laetificet cor hominis.” (E il vino rallegri il cuore dell’uomo) (Anonimo)

IL NINI Venezia Giulia bianco IGP 2012 LA GANGA

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Una giorno piovoso di gennaio, l’occhio distratto sul monitor del PC, la mano appoggiata sul mouse che immette dati e seleziona notizie.
Poi all’improvviso ecco la svolta, il nome di alcuni vini attira la mia attenzione:” Brum Brum” e “ Il Nini”, due etichette riempiono lo schermo del PC un’ape e una lumaca. Con l’indice della mano, mi accomodo gli occhiali sul naso, quasi a voler concentrare meglio sia la vista che l’attenzione, scorro l’articolo e come svegliato da una secchiata d’acqua, mi ritrovo il cellulare in mano.
Al terzo squillo mi risponde una voce garbata, “Buon giorno sono Achille Villani dell’Accademia Internazionale Enogastronomi e Sommelier, parlo con il Signor Lovisa” , “ Certo” ! E da questo momento un fiume in piena dilaga dall’etere. Alfio non è un vignaiolo, è un poeta, uno che ha fatto del suo lavoro uno stile di vita che lo ha portato dopo alcune esperienze estranee al mondo di Bacco a riprendersi tutto lo spazio tralasciato in precedenza .
Alfio opera nella zona del Friuli patria delle barbatelle, Rauscedo, dove ha lavorato per alcuni anni. Ha abbracciato sia il Biologico che il Biodinamico, studiando Iridologia e Naturopatia presso la scuola di Luigi Costacurta, decidendo senza se e senza ma di applicare questi studi e le capacità acquisite al mondo vegetale.
Sul Biodinamico si affida alla scuola SoilFoodWeb dove acquisisce l’esperienza sulla biotriturazione e la tecnica di rivoltamento dei cumuli, inoltre porta nella viticoltura l’arte della preparazione di compost e compost tea imparata da Elaine Ingham.
Queste informazioni mi incuriosiscono moltissimo. Alfio mi spiega che “La Ganga” nasce ufficialmente nel 2009, la prima vinificazione la completa con l’aiuto dell’amico Gaspare Buscemi nella cui cantina affina l’arte della spumantizzazione.
Dalla sua fantasia nascono : La Nina( nella lingua Friulana la bimba), spumante rosato da un blend di Refosco dal Peduncolo Rosso 95%
E Pinot Nero 5%, e il Brum Brum da Pinot Bianco 20%, Pinot Grigio 20% e Pinot Nero 60%, commercializzato solo in Magnum.
Oggi mi sono entusiasmato nello studio del Nini(il Bimbo) concedendomi una mini verticale di due annate 2011 e 2012.
Blend di Riesling 40%, Sauvignon Blanc 30% e Malvasia Istriana 30%.
Le uve sono raccolte a mano e i grappoli sgranellati con una diraspatrice artigianale. La fermentazione avviene in piccole vasche d’acciaio. il vino viene fatto affinare sulle fecce fini in tonneaux da 500 per 12 mesi ed imbottigliato nel mese di ottobre successivo alla vendemmia.
Le vigne sono coltivate in un terreno magro: sassi, ghiaia e limo, densità 6000 viti per ettaro, età del vigneto 12 anni, bottiglie prodotte 3000.
Anidride solforosa totale 55 mg/l, Titolo alcolometrico 12%, Lievito utilizzato il Kosher compatibile con la dieta dei soggetti celiaci( dati fornitimi dal produttore)
La bottiglia è particolare, dalla forma strana, il collo ha un leggero rigonfiamento, tanto particolare che la si potrebbe riconoscere anche senza etichetta. L’etichetta è un capolavoro, un’ape in volo a consacrare la natura e la ricerca spasmodica del “no chimica in vigna e no chimica in cantina”, il nome “Il Nini” e l’indicazione Venezia Giulia IGP Bianco.
Tappo a vite
Iniziamo con il 2011
Bianco paglierino decisamente scarico, molto scorrevole al naso è ampio, un’apertura di estrema franchezza, la malvasia tenta di sovrastare il sauvignon che fa capolino con la sua vegetalità. Al naso ho la sensazione di grassezza, forse mutuata dal Riesling che immette un minimo di sentore di idrocarburi. Leggera e non invasiva la nota di vaniglia dovuta alla permanenza nel legno.
Bocca decisamente acida con bel finale leggermente amaricante
Vino finissimo, elegante, vino della festa.
Finiamo col 2012
Questa vinificazione trova una modifica nelle quantità delle uve che formano il blend, destinata a variare ancora.
Il colore è sempre paglierino scarico. I profumi non sono così netti ed identificabili come nel predente, anzi mi mettono in seria difficoltà.
Lo definirei un bel bouquet fiorito dove le note idrocarburiche del riesling si sentono appena, così è per la vaniglia, mentre la Malvasia e il Sauvignon non sono più così netti.
La bocca presenta un’acidità inferiore così anche il finale amaricante e forse è complessivamente un po’ più corto del 2011
Anche questo è un vino finissimo, probabilmente meno appariscente del precedente, ma estremamente pulito ed interessante.
Alfio Lovisa aderisce all’organizzazione dei Vignaioli Indipendenti.
Nota di Degustazione Io ho sempre sostenuto che la salubrità nella conduzione di un vigneto e di una cantina sia un valore aggiunto, in un mondo in cui veniamo bombardati da prodotti chimici dal pane alla carne. Se poi un vino oltre al rispetto della natura e della salute umana è anche fine, elegante e gradevole al mio palato, chapeau ad Alfio Lovisa.
Abbinati a questo vino: Passatelli in brodo confezionati con parmigiano 36 mesi del Caseificio Lame di Zocca

Gran Maestro Sommelier Achille Villani