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“Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere.” (Charles Baudelaire)

Comandante della Guardia 2010 Cabernet Sauvignon Colli Bolognesi DOC de LA MANCINA

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Da sempre sono un sostenitore dei vitigni autoctoni, trovo inutili tanti vini da vitigni cosiddetti internazionali. Ovviamente ad ogni regola c’è la giusta eccezione. L’eccezione è quando questi vitigni internazionali non sono impianti solo per facilità, sia di produzione che di vendita, ma sono trattati per produrre un importante vino. E’ il caso del Comandante della Guardia de La Mancina, importante riserva di Cabernet Sauvignon della nostra zona, i Colli Bolognesi. Così quando mi è venuta voglia di un buon Cabernet, non ho avuto dubbi, ho alzato il telefono ed ho chiamato Massimo Lelli, rappresentante dell’azienda, a dir la verità l'ho, come si dice adesso wathappato. In poche ore mi ha recuperato una bellissima magnum per di più dell’annata 2010, di cui i miei colleghi più rinnomati non dimenticano mai di dirmi: metti in cantina tutti i rossi che trovi del 2010.
La zona di produzione come dicevamo sono i colli bolognesi, Montebudello comune di Monteveglio per la precisione, la zona più storica e vocata, sulle sponde del Samoggia dove corre il confine con Modena. Terreno calcareo argilloso, e grandissima attenzione in vigna che viene curata con metodi naturali e anche in cantina la cura è al limite del maniacale.
Questo magnum, o bottiglione in gergo casareccio, è una bordolese con una etichetta elegante nera con in piccolo il nome del vino nel suo colore rosso, e il logo aziendale in giallo.
Alla mescita il colore è un rosso rubino in cui iniziano ad evidenziarsi riflessi lumino granati. In naso, va aspettato qualche minuto, d'altronde ha già 5 anni di maturazione di cui circa 18 mesi in barrique e tonneau di rovere francese, poi si concede a ventaglio. Note di frutta matura, leggermente macerata, fragole e ciliegia poi concede spazio alle spezie con note tabaccose, cioccolato fondente, liquirizia e tanto pepe, immancabile e ben dosato il caratteristico vegetale che riporta ad un bel peperone rosso. In bocca entra voluttuoso, sensazioni morbide di rotondità non nascondono un tannino intenso e vigoroso, fitto nella trama ma vellutato e setoso nel palato. Ottima la spalla acida di supporto alla vigoria tannica che ne impreziosisce la beva. Corposo e ben strutturato nell’insieme lo si può sicuramente definire equilibrato. Il finale estremamente lungo è alleggerito da un ottima sapidità che gli dona una fragrante eleganza. Eleganza classica ma sicuramente con il nodo della cravatta leggermente allargato, cioè con quel tocco più sportivo che non guasta.
Consiglio di berlo a temperatura ambiente, che in questi giorni che si rasentano i 30° non vuol dire caldo, ma vuol dire di tenerlo a 18° 20° ed in ampi calici dove lo si può tranquillamente ossigenare e roteare in tranquillità. Io l’ho abbinato ad un bel castrato alla griglia, abbinamento che mi ha soddisfatto in quando l’intensità e il saporito dell’ovino si integrava a meraviglia con le note più dure del vino. Regge molto bene anche il calice del giorno dopo, in questo caso più di uno viso il formato della bottiglia, questa volta accompagnato ad una salciccia sempre alla griglia, ed anche in questo caso l’abbinamento è più che riuscito in quanto l’apertura del giorno prima ha tolto un po’ di spigolosità, e il tannino vellutato ben asciugava la grassezza della salciccia. Altri consigli sull’abbinamento prevedono sempre la carne rossa di base, sia nei primi piatti (meglio ancora se con pasta all’uovo) che nei secondi. Ottimo anche con la selvaggina, cinghiale in primis, salumi e formaggi stagionati.
Il Comandante della Guardia 2010 è ideale da consumarsi nei pranzi domenicali in cui ci si ritrova tutti i parenti, comprese le Comunioni e Cresime di queste settimane, soprattutto perché non c’è abbinamento migliore che condividerne un calice o due con la persona amata.

Gran Maestro Sommelier Paride Cocchi