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Un pasto senza vino รจ come un giorno senza sole. (Jean Anthelme Brillant-Savarin)

Sommarovina 2012 Valtellina Superiore DOCG Sassella

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Ero ancora giovane moro e magro e con qualche velleità sportiva quando conquistammo la serie B di calcio a 5 con la squadra del mio paese, l’Osteria Grande. La prima trasferta era proprio in piena Valtellina, e per la prima volta vidi questa bellissima e suggestiva valle. Poco più di 50 km che dal lago di Como salgono fino alle Alpi. Valle che in pochi aggettivi si può definire elegante fine e potente, che, guarda caso sono gli stessi aggettivi che mi vengono in mente per il nebbiolo. Difatti la Valtellina è l’altra grande enclave (dopo le Langhe) dove il nebbiolo sa esprimersi meglio.
E’ proprio in questa valle e con questo vitigno che negli anni si è imposto Mamete Prevostini divenendo quasi un’icona per il territorio.
La bottiglia che degusteremo quest’oggi è il suo Sommarovina 2012 Valtellina Superiore DOCG Sassella, frutto di nebbiolo in purezza di un unico appezzamento di Triasso in provincia di Sondrio. Il territorio è particolarmente favorevole, si crea un microclima quasi unico, ottima ventilazione, forti escursioni e temperature che anche in questa stagione arriva intorno ai 20°.
Appena verso il primo calice si evidenzia un bel colore rosso granato scuro ma con una scarsa densità di colore che lo rende leggermente trasparente nella classicità e tipicità del nebbiolo. Al naso i profumi sono suadenti, intensi e persistenti, ma la cosa che più mi colpisce è l’assoluta eleganza. Su tutto le note di piccoli frutti rossi maturi quali lamponi, more e ciliegia durone sono nette e franche, così come una bella rosa rossa. Qualche roteazione e i terziari da spezie iniziano a evolversi e prendere spessore, pepe verde, tabacco e un po’ di liquerizia. Anche al palato mantiene quanto di buono esprime il naso, più che potenza eleganza e finezza. La sensazione che più mi colpisce è l’assoluta e disarmante bevibilità, senza accorgermene il primo bicchiere è finito ancor prima che prendessi in mano la penna per due appunti. Il tannino è presente e ben assestato ma sempre vellutato e d’impostazione elegante asciugando il sorso che comunque rimane molto Fresco. Più persistente che intenso ha nel finale una bella persistenza sapido minerale dove è evidente il ritorno del frutto con mandorla chiarissima.
In poche parole un bel vino che in un unico aggettivo chiamerei aristocratico.
Consiglio di degustarlo in calici a tulipano di media grandezza ed ad una temperatura di 16-18° in modo da poterne apprezzare al meglio tutte le caratteristiche.
Io l’ho abbinato ad una succulenta tagliata di manzo con patate, e l’abbinamento era particolarmente riuscito son il binomio fresco tannico di buon supporto sulla succulenza della carne.
Ottima idea è quella di abbinarlo anche a carni rosse o nere, come cervo e caprioli in preparazioni al forno, così come degustarlo accompagnando un bel tagliere di salumi e formaggi, quest’ultimi di media o grande stagionatura, meglio se bovini.
Vino particolarmente adatto ad una bella cena, casomai romantica per festeggiare il vostro anniversario in quanto non c’è abbinamento migliore che condividere un calice o più con la persona amata.

Gran Maestro Sommelier Paride Cocchi