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"A volte il vino è la manifestazione liquida del silenzio." - Sepùlveda

Pignoletto Spumante Brut DOCG 1877 2014 Lodi Corazza

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Con il bel tempo viene sempre più voglia di vini freschi e leggeri e soprattutto con lebolle. Così l’altra sera quando sono sceso in cantina, sono poi risalito con un vino nuovo, che non avevo mai bevuto, il Pignoletto Spumante Brut DOCG 1877 2014 Lodi Corazza. Sarò sincero, l’avevo si assaggiato in precedenza, ma non lo avevo mai bevuto sul serio, nel senso che ha accompagnato interamente una cena e finito poi il giorno dopo, insomma ho finito l’intera bottiglia!!! La differenza non è solo filosofica, ma proprio sostanziale!
Lodi Corazza è un’azienda storica dei nostri colli, ed ormai sono già diversi secoli che si cimenta in agricoltura. Oggi sono Silvia e Cesare Corazza al comando dell’azienda ed aver concentrato la produzione solo sul vino. Siamo tra Zola Predosa e Ponte Ronca, esattamente dove l’appennino inizia a salire dalla piana padana, mentre l’appezzamento da cui nasce questo spumante ha ben 27 anni ed è allevato a GDC. Terreni lavorati con sapienza e cognizione, con un occhio alla tradizione, interpretata da Cesare ed un occhio all’attualità (anche in cantina si lavora cercando l’equilibrio tra la tradizione e attualità) stavolta interpretata da Silvia.
Da sempre fautori del Pignoletto (grechetto gentile) come massima espressione territoriale, e le continue sperimentazioni nella valorizzazione del vitigno ha fatto si che nascesse questo metodo classico di circa 20 mesi e nel caso di questa bottiglia in versione Nature, non dosata il Pignoletto Spumante Brut DOCG 1877 2014 Lodi Corazza.
Alla mescita il colore è un brillante e luminoso giallo paglierino, la spuma creata dal fitto e continuo perlage è consistente e piacevole. Il naso è ben pronunciato con i sentori floreali e fruttati la fanno da padrona. Biancospino, vene di glicine s’intrecciano alla pesca e note di agrume. La frutta secca, noccioline americane pistacchio salato non mancano di certo così come il ricordo di un lievito di pane in lavorazione. Il vino entra in bocca intenso e vigoroso, l’acidità è verticale e tagliente, secco, molto secco sensazione amplificata dall’intenso, continuo perlage. Durante la lunga persistenza è godibile una bella ed interessante trama sapida che mi riporta ad una vena di matrice minerale.
Consiglio di degustare questo spumante di Pignoletto in calici a forma di tulipano non troppo pronunciato ed ad una temperatura tra gli 8 e 10 gradi in modo tale da avere un bell’equilibrio tra il naso e l’acidità generale. Io l’ho abbinato ad una cena a base di branzino agli aromi provenzali al forno e l’abbinamento mi è piaciuto assai, i due elementi si integravano a meraviglia senza prevaricarsi e gli aromi provenzali interagivano egregiamente con gli eleganti profumi. Se ben chiuso con apposito tappo regge bene anche il giorno dopo, questa volta ha accompagnato un tonno-fagioli-cipolla, e pure in questo caso, tutt’altro che semplice ha saputo reggere a testa alta. Voi oltre a copiarmi potete provare ad abbinarlo ad antipasti a base di salumi o quiche di verdure, perfetto anche con tutti i piatti a base di pesce, sia cruditè sia più ricchi e grassi. E’ perfetto compagno di una romantica cena in spiaggia con il/la vostra partner perché con c’è nulla di migliore che condividere un calice o due con la persona amata.

Gran Maestro Sommelier Paride Cocchi