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"A volte il vino è la manifestazione liquida del silenzio." - Sepùlveda

Friuli Colli Orientali DOC Friulano 20115 Cantina Petrussa

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...e poi ci sono le giornate no, quelle in cui l'umore è nero come la pece e la voglia di vedere altre persone è abbondantemente sotto la suola delle scarpe.
L'unica soluzione praticabile è rivolgersi al proprio oste di fiducia in cerca di un'improbabile svolta.
Mi incammino quindi verso il solito locale e raggiunta la soglia la attraverso con sguardo torvo, mi siedo al tavolino sistemato nell'angolo, il più possibile lontano da qualsiasi interazione con altri esseri umani, e attendo impaziente.
Come già accaduto molte volte, Edoardo si avvicina sorridente e con la sua usale giovialità mi domanda "Che ti porto?".
Lo sventurato riceve per tutta risposta un secco e perentorio "Fai tu".
Lo sguardo di Edoardo si acciglia e sulla sua fronte appare un colossale punto interrogativo.
In maniera tanto cortese quanto incauta abbozza una timida replica:
E:"Ma..."
R:"FAI TU"
E:"..."
R"..."
E:"ok"
Avvolto da una nube di perplessità Edoardo si incammina verso la cantina, valuta le possibili opzioni e dopo pochi secondi, con mano sicura, afferra una bottiglia.
Mentre torna al mio tavolo noto una malcelata soddisfazione nei suoi occhi, come se sapesse in anticipo di aver fatto centro.
Mi mostra una bottiglia di Friulano '15 della Cantina Petrussa, la apre e ne versa un generoso bicchiere.
Ed è così che una giornata nata male e proseguita peggio si conclude con un incontro capace di riportare il buonumore anche negli animi più incupiti.
L'azienda Petrussa ha la sua sede nei Colli Orientali del Friuli ai confini con la Slovenia, nel Comune di Prepotto (UD).
Questa piccola realtà produttiva, che si tramanda da ormai tre generazioni, predilige un modello di coltivazione integrata della vite a bassissimo impatto ambientale, optando per lavorazioni in vigna manuali ed interventi colturali ridotti al minimo.
I vecchi vigneti, conservati e riordinati, utilizzano un sistema di allevamento a Guyot e la loro resa è volutamente mantenuta molto bassa per ottenere la più elevata qualità possibile.
Il vino nel calice si presenta brillante, limpido e cristallino, di un tenue color giallo paglierino con lievi riflessi verdolini.
Al naso si alternano note di fiori bianchi, margherite e gelsomino su tutti, ad altre agrumate e lievemente tropicali.
L'ingresso in bocca è netto ma piacevole, la spiccata acidità si fonde con una vena sapida decisa ed insieme vanno a costituire l'asse portante di questo vino, che dimostra una straordinaria persistenza.
L'elevato tenore alcolico (14%) si manifesta attraverso una corpo vigoroso ma non invadente, che non appesantisce la bevuta, ma anzi risulta essere il giusto contraltare alle note dure descritte in precedenza.
Il finale di mandorla amara, tipico del vitigno, soddisfa il mio palato e conclude piacevolmente la serata. Acquisto una bottiglia, saluto Edoardo che ricambia e torno a casa.
L'indomani, al momento di mettermi ai fornelli, decido di provare questo splendido esempio enologico friulano in abbinamento con la zucca. Le sue note minerali e la sua notevole acidità bilanciano la dolce morbidezza di questo frutto, in tutte le sue declinazioni gastronomiche: tortelloni, risotti, vellutate ben si contrappongono al vino, creando un connubio di opposti perfettamente in equilibrio, per una piacevole cena in compagnia.

Degustazione liberamente tratta da una storia vera.

 

Maestro Enogstronomo Sommelier Riccardo Franzoni