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“Guarda il calor del sol che si fa vino giunto all'umor che dalla vite cola” (Dante, Purgatorio XXV)

PETIT FLEURI’ 2010

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Capita a volte di essere sorpresi, quasi stupiti, da alcuni vini. Ormai è un decennio che degusto più o meno professionalmente e che esploro questo mondo, ma alcuni capi saldi della mia formazione mi fanno identificare la Toscana con vini rossi strutturati da invecchiamento, così quando capita di imbattermi in uno spumante metodo classico di alto livello come questo PETIT FLEURI’ dell’azienda QUERCIALUCE un po’ mi stupisco. Ma procediamo con ordine.
Da diverso tempo sto “studiando” una nuova filosofia, quella che dal biologico porta al naturale, a quel settore vinicolo che da maggior peso all’idea di vino frutto solo dell’abilità umana nel lavorare l’uva che un determinato terreno e una determinata annata ci hanno regalato. Nel fare questo percorso mi sono imbattuto in un sito (www.quercialuce.it) ricco di informazioni e curiosità, preziosa fonte di idee e studi, e così spulciando tra i loro prodotti ho trovato questo vino. Così è nata la mia conoscenza di quest’azienda… ne è seguita una mail di presentazione… ed ecco l’arrivo del pacco contenente questo spumante che mi ha fatto vedere la toscana con occhi diversi. L’azienda in questione è la Quercialuce sita nella campagna toscana in provincia di Pisa a due passi dal mare. La missione aziendale è quella di sviluppare e offrire attraverso approfonditi studi e ricerche prodotti di estrema qualità che implichino procedimenti del tutto naturali in rispetto dell'organismo umano. La QUERCIALUCE attraverso le analisi scientifiche e la pluriennale esperienza in campo vitivinicolo e medico vuole sviluppare un innovativo sistema di produzione e distribuzione che rispetti la natura e l'uomo. Questo approccio gestionale è possibile grazie al profondo impegno di Massimo Monti in ogni settore aziendale. Persona appassionata di studi e ricerche conduce tutte le attività con passione e devozione.
Ammetto che mi ha incuriosito il fatto che Massimo (spero me lo conceda) ha due lauree, una in medicina e l’altra in viticoltura ed enologia, questo binomio viene trasmesso nei valori aziendali dando a QUERCIALUCE un tratto distintivo unico, quello di sviluppare prodotti naturali attenti al metabolismo umano. Tutto questo con un occhio volto verso la spumantistica, o meglio verso le bollicine frutto del metodo classico, in una zona in cui questa tipologia non è proprio tipica.
Con queste premesse, come potevamo noi di Aies esimerci dal degustare tali prodotti? Chiunque di noi, sommelier o meno, non può che condividerle.
La bottiglia che ci è stata riservata è un interessantissimo PETIT FLEURI 2010, da uva vermentino in purezza.
La bottiglia si presenta molto bene, elegante e ricercata, anche per merito dell’originale etichetta con tratti d’orati su fondo nero di una particolare fattura che perservera anche dalla luce, disegnata appositamente dall’artista Elena Amodeo in arte Emo, e numerata a mano. Ne succede che ogni bottiglia è quindi un oggetto unico.
Il vino è frutto di una lavorazione naturale attenta e manuale. Ha una resa del 50% e dopo una fermentazione in vasca d’acciaio viene subito imbottigliata e lasciata affinarsi per 9 mesi in bottiglia a seguire il percorso tipico dei metodi classici.
Nel calice denota un brillante giallo paglierino un po’ scarico, mentre il perlage è numerosissimo persistente e soprattutto gradevole. Al naso prevalgono le note tipiche del lievito riscontrabili nella crosta di pane e nella lievitazione in forno dei croiassant, evidente anche la frutta a pasta bianca non matura.
In bocca colpisce per eleganza, struttura. Subito intenso e soprattutto persistente, con un acidità sostenuta e una sapidità intensa iodica inaspettata che lo rende ancor più interessante.
Sicuramente secco e fresco, morbidezza nella norma della tipologia, pur non essendo il classico “piacione” denota una carattere e costante gustativa su alti livelli. Anche la lunghezza si pone su alti livelli che lascia la bocca pulita e franca in attesa del sorso successivo.
L’abbinamento consigliato è da aperitivo e durante i pasti a base di pesce.
Aies consiglia di servirlo fresco, non feddissimo, sui 9-10 gradi, in terrazza al tramonto accompagnato da una croccante frittura di pesce, naturalmente in compagnia della persona amata.

Paride Cocchi
Maestro Enogastronomo Sommelier

QUERCIALUCE
Loc Sorbugnano a Riparella
Pisa
www.quercialuce.it
tel 335.8308295