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"Un pasto senza vino è come un giorno senza sole." - Brillat-Savarin

Pignoletto Classico 2011 di Manaresi

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L’azienda Manaresi si trova sulla collina Bellavista, nel comune di Zola Predosa, alle porte di Bologna, là dove iniziano i Colli Bolognesi….

L’azienda è composta da 8 ettari di vigneti radialmente disposti su 270 gradi attorno alla cantina, che li domina dall’alto della collina.

Ci troviamo di fronte ad una realtà vitivinicola molto giovane, la prima vendemmia con vinificazione ed imbottigliamento risale al 2009, che però ha subito avuto successo in campo enologico per la territorialità e freschezza dei suoi prodotti.

Donatella Agostoni (nipote dell’artista Paolo Manaresi , pittore e incisore, scelto da Giorgio Morandi come suo successore all’Accademia delle Belle Arti di Bologna, da cui deriva il nome dell’azienda), che conduce l’azienda insieme al compagno Fabio Bottonelli, è riuscita in pochi anni a far conoscere e subito apprezzare i propri vini.

Ulteriore nota di merito dell’azienda è la “non etichetta“ delle sue bottiglie: l’etichetta è semplicemente... il vino: un riquadro lasciato vuoto, che lascia vedere il contenuto in trasparenza nel vetro, incorniciato da una “etichetta” di carta bianca che gira intorno alla bottiglia. Una finestra sul vino….

Arriviamo quindi alla degustazione del Pignoletto Classico DOCG 2011 (dall’annata 2010 il Re dei Colli Bolognesi si può fregiare della denominazione controllata, ma soprattutto garantita).

Pignoletto 100%, un cru nel cru: l’uva proviene dai migliori filari di un vigneto di oltre 20 anni che è stato portato naturalmente, senza forzature né esasperazioni agronomiche, a un ideale equilibrio vegeto-produttivo, per mantenere freschezza e profumi originari della varietà.

È una spalliera, allevata a guyot, con il tradizionale ma sempre attuale sistema doppio capovolto.

La bottiglia è la classica bordolese, molto elegante e ricercala l’etichetta che impreziosisce il tutto

Alla vista si presenta di un colore giallo paglierino con qualche riflesso verdolino.

Al naso è molto fine e varietale con un’intensità ed una persistenza rilevanti.

Possiamo riscontrare ovviamente delle sensazioni fruttate e floreali, in particolare di pesca gialla e banana, chiude con una leggera nota minerale.

In bocca è ovviamente secco con un’alcolicità abbastanza rilevante ed una sensazione generale di mordibezza. Spiccano anche una buona freschezza e sapidità ed una notevole lunghezza nel palato.

In conclusione ci troviamo di fronte ad un ottimo bicchiere che può degnamente rappresentare il principale vitigno autoctono dei Colli bolognesi grazie anche alla sua perfetta struttura.

Con cosa abbinarlo???? Visto il caldo di questi giorni con un bell’antipasto a base di prosciutto e melone… Se invece vogliamo un piatto un po’ più elaborato direi ad un branzino al cartoccio mediterraneo oppure ad una catalana di crostacei.

Maestro Enogastronomo Patrizia Poli