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Il vino รจ la parte intellettuale del pranzo. (Mary Renault)

BOLOGNINO BIANCO DE IL MONTICINO

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Nel corso del 2011 con la ridefinizzazione del disciplinare dei Colli Bolognesi sono comparse tre nuove DOC: il Bologna Bianco, il Bologna Rosso e Il Bologna Spumante.
Senza addentrarci nei meandri del disciplinare, che le prime due prevedono la presenza di almeno il 50% di Sauvignon la prima, di Cabernet Sauvignon il secondo, il restante uve consentite dalla tradizione bolognese.
Il Monticino di Zola Predosa ha preso la palla al balzo ed ha lanciato sul mercato ben tre nuovi vini per sfruttare al meglio questa opportunità. E’ nato così il Bolognino, vino figlio di questo nuovo disciplinare.
Il Bolognino (altro non è che il nome di un’antica moneta coniata ai tempi dell’Imperatore Enrico VI nel febbraio del 1191) esiste in tre versioni, Bianco Rosso e Rosso Frizzante. Il primo frutto di un assemblaggio di uve tipiche del territorio, il rosso fermo è un bordolese bolognese, cioè con cabernet merlot e barbera mentre il rosso frizzante è la nostra tradizionale barbera nella versione con le bollicine.
Prima di addentrarmi nella degustazione della versione bianca ricordo che il Monticino è una azienda relativamente nuova sul territorio, opera da meno di un decennio, ma fin da subito la passione di Giacomo Morandi con il figlio Giacomo ha fatto si che i prodotti si distinguessero subito.
La bottiglia si presenta sobria ed elegante, l’etichetta è chiara e stilisticamente ben riuscita.
Il vino è un blend contenete il 60% Sauvignon blanc e 40% Chardonnay coltivati ad un’ altitudine di 230 metri sul livello del mare.
E’ stata effettuata una fermentazione in botti d’ acciaio inox a temperatura controllata per circa 20 giorni
Alla mescita denota subito un bel giallo paglierino pieno, luminoso e brillante. I profumi sono sia intensi che persistenti, con chiari sentori vegetali, dati dal Sauvignon, di foglia di pomodoro e peperone verde in primis supportati poi da una frutta croccante a base di pesca gialla mela stark e pera per virare nel finale sul floreale con una ginestra nel pieno della fioritura e di un persistente alloro, tutti profumi che si evidenziano per finezza caratteristici dello Chardonnay.
Anche in bocca si evidenzia per intensità e persistenza, secco e caldo. Buona l’acidità generale che dona freschezza d’insieme e bevibilità supportata anche da un’inaspettata mineralità che rende sapido quanto basta il bicchiere.
Nel complesso un gran bel bicchiere di vino, piacevole e gustoso, con un equilibrato mix di sensazioni dure e morbide che lo rendono molto elegante e fine, anche in virtù del giusto grado alcolico.
Si consiglia di servirlo in calici a forma di tulipano di media grandezza ed a una temperatura compresa tra gli 8° e i 10°. L’Ideale abbinamento invece ci porta verso piatti della cucina marinara preparati anche con grassi visto che l’acidità del vino li contrasta bene. Anche primi piatti a base di verdure e carni bianche possono abbinarsi egregiamente. Io l’ho abbinato ad un’orata all’acqua pazza, ma l’abbinamento migliore resta sempre quello con la persona amata.

Maestro Enogastronomo Paride Cocchi

Il Monticino
Via Predosa, 72
40069 Zola Predosa - Bologna (Italia
E-mail: ilmonticino@ilmonticino.it
Tel. (+39)051755260