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Non esiste il vino in sè, ma il vino nella vita, nel ricordo, nella fantasia ... Un vino bevuto, anche parecchi anni prima, in un momento in cui si era particolarmente felici, per esempio, innamorati e vicino alla persona amata, parrà sublime anche se è tutto il contrario: per distinguere, bisognerebbe non aver vissuto. (Mario Soldati).

ROMAGNA SANGIOVESE SUPERIORE RISERVA 2008 di Bissoni

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La cantina Bissoni è una piccola, ma molto promettente, realtà in terra di Romagna, patria dei migliori vini a base Sangiovese del nostro paese, al pari dei “fratelli maggiori” toscani. Siamo a Bertinoro (zona collinare a 150 m s.l.m.) forse una delle zone più interessanti in Regione per la produzione ed elaborazione del vitigno nazionale più famoso all’estero.
Il Sangiovese di Romagna Superiore Riserva DOC che andiamo a degustare è sicuramente il prodotto di maggior rappresentanza della cantina Bissoni, e che rispecchia la trasparenza del lavoro in vigna: bassa resa per ettaro (60 q/ha) e vendemmia manuale. La bottiglia si presenta semplice, elegante: quello che parla è il vino, non l’aspetto esterno. Il vino è un sangiovese in purezza coltivato esclusivamente nei vigneti del comune di Bertinoro, in impianti a cordone speronato (3000 piante per ettaro). La versione Superiore Riserva che degustiamo ha trascorso dai 14 ai 16 mesi in barrique di rovere francese e altri 8 mesi in bottiglia prima dell’immissione sul mercato.
Il vino si presenta di colore rosso rubino intenso, con riflessi violacei. Al naso si denotano forti note di vaniglia e liquirizia, ma anche mora e frutti di bosco. Buona l’intensità e discreta la persistenza in bocca. Facendolo scivolare lungo la lingua si nota un tannino deciso, per nulla sgraziato, che precede una marcata freschezza, indice di una buona longevità: semmai lo “dimenticassimo” in cantina per 2-3 anni degusteremmo un prodotto ancora più fine e pregiato. In bocca rimane caldo, secco e di buona morbidezza.
Si abbina benissimo con formaggi stagionati e salumi, ma anche con primi piatti a base di intingoli di carne, ma anche con selvaggina e arrosti. Noi ce lo siamo immaginati servito a 18°C con ampi calici ballon con dei salami cacciatorini e con del Parmigiano Reggiano 24 mesi accompagnati dalla buona piadina romagnola calda fumante. Un ultimo calice anche con una buona pasta al forno a base di ragù oppure i classici strozza preti al ragù, come vuole la tradizione della nostra terra.
                       

                          Maestro Enogastronomo Alessandro Nalbone