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Nunc vino pellite curas (ora cacciate col vino gli affanni). (Quinto Orazio Flacco)

I CAPPUCCI Cabernet Sauvignon Colli Bolognesi 2007.

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Una recente cena con amici mi ha fatto portare in tavola un vino fin troppo bistrattato dei colli Bolognesi, il cabernet sauvignon, vitigno internazionale si, ma presente da tempo memorabile sui nostri colli.
La interpretazione che ho degustato è quella de I Cappucci, piccola azienda alle porte di Sasso Marconi nella zona denominata Colline Marconiane, condotta dal sanguigno Antonio Rizzoli, mentre il vino in questione è il Cabernet Sauvignon I Cappucci annata 2007.
Azienda a conduzione familiare, operante dall’ormai lontanissimo 1896, ma dedita all’imbottigliamento diretto di vini DOC dagli anni 70. Uno dei fiori all’occhiello di Antonio, oltre al suo pignoletto frizzante, è proprio questa versione del nobile ed aristocratico Cabernet Sauvignon.
La bottiglia si presenta nella consueta ma sempre elegante bordolese; l’etichetta è chiara e riporta tutte le informazioni necessarie, forse solo un poco troppo ampia nelle dimensioni.
Alla mescita denota invece un bellissimo colore rosso rubino luminoso e limpido, nonostante l’annata assaggiata sia la 2007, quindi con ben 5 anni alle spalle.
Il naso è pulito, franco ed armonioso. Prevalgono i profumi floreali e fruttati. Ciliegia e rosa su tutto, chiari e franchi, poi con qualche rotazione del bicchiere compaiono marasche, more e lamponi, accompagnati da profumi terziari di affinamento come cannella, vaniglia e foglie di tabacco essiccate. Tutti profumi eleganti, fini e che ricordano la dolcezza con buonissima persistenza ed intensità
In bocca, il vino rimane su buoni livelli, un po’ meno intenso e meno persistente rispetto al naso, ma sempre su buoni livelli.
Corposo e strutturato, ma soprattutto abbastanza armonico e fine, con un tannino pungente in punta ma nel complesso avvolgente a ricordarci del suo passato in barrique per aumentare finezza ed eleganza oltre che per domarne l’irruenza.
In sostanza un buon vino che rispecchia la tipicità bolognese del vitigno, che non insegue altre versioni, ma che è indirizzato al suo essere.
Si consiglia di servirlo a temperatura ambiente, tra i 15 ed i 18 gradi, in ampi calici a forma di tulipano, casomai con apertura leggermente svasata al fine di ottimizzate il processo d’osmosi con l’aria.
Vino adatto al pasto tradizionale bolognese, sia esso un primo oppure un secondo. E’ perfetto difatti come un tutto pasto domenicale dove si portano in tavola lasagne verdi alla bolognese e arrosti misti. Adatto anche ad una buona grigliata, con qualche pezzo stravagante di arrosticini d’agnello.
L’abbinamento migliore rimane, però, quello di condividerne un calice con le persone amate, sia essa la moglie, la fidanzata o l’amante o come nel mio caso un gruppetto d’amici.
Con cosa l’ho abbinato io? Con tagliatelle al ragù di cinghiale e un buon coniglio al forno con funghi, naturalmente con tre scalmanati compagni d’avventura da una trentina d’anni.

Maestro Enogastronomo Paride Cocchi

I CAPPUCCI                                                                                             Via Moglio, 44                                                                                         Sasso Marconi (BO)                                                                                  Tel. e Fax: 051-846745                                                                               e-mail: info@icappucci.it