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“Il matrimonio viene dall’amore come l’aceto dal vino.” (Lord Byron)

MAIOLUS Negretto 2010 Rosso Emilia IGT di Giorgio Erioli

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Una recente gita pomeridiana alla ricerca dei paesaggi innevati dei colli bolognesi mi ha portato a fermarmi da Erioli, viticoltore esperto ed estroso delle nostre zone.
Da sempre Giorgio si definisce poeta, pittore e artista del vino, lavora con eticità e scrupolosità i 3 ettari di famiglia, tutti vitati con vitigni autoctoni e storici del territorio, dal pignoletto al negretto senza dimenticare l’alionza. Una sua frase mi ha colpito molto per chiarezza e concetto, cioè che “il vino è un dialetto mica una lingua”. In poche parole è racchiuso un ideale di vita e di lavoro che si rispecchia appieno nei suoi vini.
Il vino che andiamo a degustare è Maiolus negretto in purezza che esce come Rosso dell’Emilia IGT relativo alla vendemmia 2010.
La bottiglia si presenta con una Etichetta simile ad un diploma, che riporta tutte le informazioni necessari e dona un non so che di originalità come a sottolineare l’altrettanto originale vitigno con cui e prodotta.
Alla mescita il colore è un bel rosso rubino che mixa il rubino della gioventù al cupo della lavorazione.
Il naso invece è complesso e insolito, con un susseguirsi di note fruttate e floreali che si fondono con quelle speziate. Ne esce una treccia olfattiva di sicuro interesse dove la franchezza dei frutti di bosco si fonde con il tostato delle mandorle e del cioccolato amaro. Evidenti note floreali come malva e iris che evolvendo lasciano spazio alle spezie di maturazione con sentori anche di foxy che donano irruenza e originalità.
In bocca si percepisce un buon senso di calore generale, con un equilibrio ancora in fase d’arrivo. Il vino è sicuramente ancora giovane, anzi giovanissimo, per di più quasi senza affinamento, difatti Giorgio mi aveva raccontato di averlo imbottigliato in settimana, ma nonostante questo è già presente un buon equilibrio globale. Ha una notevole freschezza, contrastata da un tannino ancora irruento e ruvido, che un po’ di affinamento in bottiglia contribuirà a domarlo. Rimane comunque un tannino che risulta nel complesso piacevole ed utile per l’abbinamento in cui entrerà in gioco anche la sapidità che stupisce per fragrante ed inaspettata, facendo risultare questo vino sia intenso che persistente, ma di buona bevibilità. Il corpo è notevole, anche se ancora in fase di sviluppo, con un buon grado alcolico che ben si addice alla tipologia.
Consigliamo di degustarlo in ampi calici, con un minimo di ossigenazione che contribuirà certamente a completarne l’aspetto olfattivo, mentre la temperatura di servizio è quella ambiente, cioè tra i 18° e 20° gradi. Come abbinamento si parte dagli antipasti a base ti tigelle e buoni salumi, per passare ai primi piatti a base del bolognesissimo ragù per poi virare su una buon secondo a base di carme, anche con un buon intingolo unto che il tannino di gioventù aiuterà ad asciugare. Tra i formaggi trova il suo appagamento con quelli da semi a stagionati anche a base del più pungente latte caprino, anche il nostro bolognese Sua Maestà il Nero, formaggio montano che assomiglia al parmigiano del tempo che fu.
Io l’ho abbinato ad un’ottima tagliatella al ragù con un abbondante spolverata di parmigiano reggiano di cui alcune scaglie hanno composto la mia seconda portata. In questo caso ho scelta è caduta su un ottimo 30 mesi modenese.
Se vi capita di passare da Bazzano non disdegnate una sosta, e naturalmente dite pure che vi manda Aies.

Maestro Enogastronomo Sommelier Paride Cocchi


Erioli
Via Monteveglio, 64
40053 Bazzano BO
Tel. 333.6852130
Mail: eriolivini@alice.it