Eventi

« Dicembre 2017 »
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
“Quanto più la botte è vuota, tanto più canta forte” (Anonimo)

TREBBIOLO 2010 de LA STOPPA

Torna alla lista delle recensioni

Conosco La Stoppa ormai da anni, di conseguenza l’affabile Elena Pantaleoni che la conduce con sapienza e Giulio Armani enologo storico con cui condividono l’idea, la passione e lo stile dei loro vini.
Ho iniziato ad apprezzarli con un loro cavallo di battaglia, quella Macchiona che tanto fa discutere e tanto divide per poi passare col tempo agli altri prodotti. Producono anche un altro vino per me importantissimo, l’Ageno che nel tempo ho elevato al mio bianco macerato preferito, un vino che mi emoziona sempre, regalandomi sfumature nuove e diverse ogni volta che lo assaggio. Incredibile.
La Stoppa è una di quelle aziende che hanno contribuito a movimentare un pensiero e una metologia riconoscibile nell’autoctonicità dei vitigni e nel rispetto sia della natura che del vino finale attraverso il vero significato di terroir.
Non conoscevo fino a poco tempo fa il loro Trebbiolo, un vino base più semplice e più immediato degli altri prodotti della gamma, ma non per questo meno buono. Difatti sono rimasto piacevolissimamente colpito da questo gutturnio che fa proprio della bevibilità il suo punto forte. Una sorta di Macchioncina, una Macchiona in piccolo, ma capace di emozionare anche durante il pasto semplice della settimana.
La bottiglia è la classica bordolese e l’etichetta nello stile dell’azienda è chiara e o precisa, poco appariscente ma elegante e fine nel suo bianco anticato.
Il colore è un bellissimo rosso rubino pieno, al naso si trova subito il legame di continuità dell’azienda. Molto territoriale, con sentori tipici che riportano proprio all’uva con cui è prodotto. Le note fruttate e floreali con cui parte si fondono tra la croccantezza della ciliegia e la freschezza della viola per virare col tempo su sensazioni più decise, più maschie di un frutto più succoso. Se si ha la pazienza di aspettarlo la virata su note carnose di densità appare chiara ed evidente, così come i richiami decisi e selvaggi di una mineralità ferrosa. E’ anche evidente a questo punto lo stile dell’Azienda capace di produrre vini mai banali. Anche in bocca il vino mantiene alto l’interesse per le sue particolarità. E’ difatti un vino con un buon corpo ed una buona struttura, con una freschezza ed acidità inaspettati che gli donano agilità e bevibilità, tanto che è difficile appoggiare il bicchiere sul tavolo. Il tannino è ancora irruento e deve domarsi un poco, ma questo dono sicuramente corpo e aggressività. Secco e caldo di alcol, ma la nota che gli da quel tocco in più è la gustosa sapidità che lo riempie di sapore e di gusto. Sicuramente un vino che ha dalla sua un carattere una storia una piacevolezza che non sempre è facile trovare in bottiglie di una decina d’ euro.
Consiglio di degustarlo ad una temperatura ambiente di 16-18 gradi e in calici a tulipano non troppo ampi, d'altronde non è un vino di invecchiamento ed è sempre piacevole sentirlo cambiare nel corso della serata. Come abbinamento è l’ideale con i piatti della cucina emiliana a base di paste con ripieno ben condite, ma il meglio di se lo da con la carne, dagli arrosti alla griglia passando anche a qualche brasato. Coi formaggi trova il suo spazio con quelli a pasta cotta semiduri, dal grana padano, all’Asiago. Io l’ho abbinato ad una ottima salciccia alla piastra con patate al forno, ma ricordo sempre che il miglior abbinamento è quello di condividerne un calice con le persone amate.
Concludendo, se ci capita di passare in zona Piacenza, non esitate a fermarvi, l’ospitalità è sempre ottima e se parlate con Elena e Giulio non dimenticate di dire che vi manda Aies.

Maestro Enogastronomo Sommelier Paride Cocchi

LA STOPPA
29029 Rivergaro (PC)
Tel. (+39) 0523.958.159
E-mail: info@lastoppa.it