Eventi

« Ottobre 2017 »
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31
Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo. (Ernest Hemingway)

TAULETO 2006 Sangiovese IGT di Umberto Cesari

Torna alla lista delle recensioni

Il primo amore non si dimentica mai. Il discorso è analogo coi vini, il primo amore “vinicolo” non si scorda mai, tanto più quando un prodotto rimane di ottima fattura oggi come dieci anni fa, naturalmente il vino in questione è il Tauleto di Cesari.
Mi sono avvicinato al vino grazie ai vini di Umberto Cesari, l’azienda che da sempre è stata la più vicina al mio paese, Osteria Grande. I vini di Cesari di ottima fattura hanno contribuito al mio distacco dalla quantità in virtù della qualità. La Cesari sorge a pochi km da Castel San Pietro Terme, appena l’appennino inizia ad alzarsi dalla pianura, su terreni fertili e briosi, e l’abilità di Umberto è stata quella di vedere nel Sangiovese le potenzialità di riuscita prima di tanti altri. I vini prodotti parlano di territorio, dal Pignoletto al Sangiovese passando per l’Albana, ma il vino di cui andremo a parlare è un notevole Sangiovese impreziosito da una piccola parte (10%) di uva Longanesi, il TAULETO.
Il Tauleto condivide con il Liano lo scettro del vino top di Gamma della Cesari, in questo caso il più caratteristico e vero oltre che più territoriale nell’uvaggio, ma in questa versione anche più elegante e moderno classificandosi come Rubicone IGT, tra l’altro è il secondo Sangiovese di Romagna più a nord esistente. Quest’oggi degusteremo la versione 2006 del Tauleto.
La bottiglia è l’elegante bordolese con impresso il logo aziendale, mentre l’etichetta è molto elegante e imponente facendo intuire fin da subito che si tratta di un prodotto top di gamma, si apprezza l’assoluta attenzione alla ricerca di un prodotto assolutamente non banale.
Alla mescita il colore è un bellissimo rosso rubino luminoso e brillante, con riflessi sull’unghia più cupi.
Il naso è imponente e persistente giocato sulla simbiosi tra frutto e spezie, sempre su base di aristocratica eleganza e finezza. La frutta è il sentore che la fa da padrona appena versato, con ciliegie e frutti di bosco netti e franchi; le ciliegie in versione sotto spirito a dare quello spunto in più. Dopo le prime impressioni fruttate, e grazie a qualche rotazione del calice, entrano in gioco con prepotenza le spezie eleganti e dolci quali vaniglia, cioccolato e caffè, evidenti anche note di tostato e un leggero cuoio. Anche in bocca mantiene sensazioni di aristocrazia gustativa, impreziosita da un tannino ben presente, ma ottimamente domato dai 24 mesi passati tra barrique e tonneau. Il legno se pur ben presente non risulta invadente e predominante, lasciando la succosità del sangiovese romagnolo a farla da padrone. L’ingresso in bocca è imponente e si mantiene a lungo grazie ad una persistenza particolarmente lunga e molto gradevole. Grazie a questa sua lunghezza mi permette di apprezzare le note terziarie retro gustative date appunto dal suo passato in legno. Nel complesso è molto fine e armonioso, con una struttura corposa impreziosita dall’interessantissima trama tannica di ottima fattura e domatura. Discreta la freschezza che dona un’ottima bevibilità oltre ad una certezza di durata nel tempo. Vino sicuramente importante che come tale necessita di una perfetta temperatura di servizio che deve essere tra i 17 e i 20°, e un servizio in ampi calici a grand ballon per meglio ossigenarlo. Ideale sarebbe stapparlo un paio di ore prima di servirlo, anche se è molto piacevole fin da subito, e particolarmente interessante sentire come si completa all’interno del calice nel corso del tempo.
Si abbina ai piatti importanti della cucina emiliano romagnola, dalle tagliatelle al ragù, sia esso di carne o cacciagione, ai secondi piatti a base di carne alla griglia o brasata. Ideale anche con importanti formaggi stagionati dal Parmigiano Reggiano al Bogos, passando dal Montasio per finire ad un buon pecorino.
Io l’ho abbinato ad una succulenta bistecca alla fiorentina alla griglia contornata dalle immancabili patate al forno, ma ricordate che il miglior abbinamento è quello di condividerne un calice, meglio due, con la persona amata, grazie a questo Tauleto di Cesari farete una bellissima figura.

Maestro Enogastronomo Sommelier Paride Cocchi

UMBERTO CESARI
via Stanzano 1120,
40024 Castel San Pietro Terme Bologna