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“L'astemio: un debole che cede alla tentazione di negarsi un piacere” (Ambrose, Bierce)

JANU' Montepulciano d'Abruzzo DOC 2006

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L’avvicinarsi della Pasqua ci porterà sulle tavole tanta carne di agnello e di pecora, arrostita, alla brace o stufata, quale migliore abbinamento di un Montepulciano d’Abruzzo? Da sempre uno dei cardini della teoria degli abbinamenti elogia il territorio e quindi la cucina tradizione di ovini è proprio quella abruzzese.
Ora manca il Montepulciano giusto, quale scegliere? Noi di Aies abbiamo avuto la fortuna di assaggiare il Janù Montepulciano d’Abruzzo DOC 2006 della Jasci & Marchesani. Un Montepulciano perfezionato da un 15% di Cabernet Sauvignon, tutte uve di rigorosa agricoltura biologica, scelta peraltro effettuata ben 30 anni or sono, con certificazione quindi di reale convinzione e applicazione. L’uva vendemmiata a ottobre viene mostata e lasciata fermentare in barrique nuove per 8 mesi prima di riessere immessa nuovamente in altre barrique nuove per ulteriori 8 mesi. Questa pratica inconsueta, a mia memoria soltanto il Kurni dell’Oasi degli Angeli (Montepulciano anch’esso) la adotta e dona particolari che andremo ad evidenziare nella dugastazione. La Jasci & Marchesane sorge nelle immediate vicinanze di Vasto in provincia di Chieti e da sempre ha legato il proprio nome al territorio nel rispetto della tradizione, con un occhio anche alla ricerca, raggiungendo un ottimo livello qualitativo ottenendo molti riconoscimenti.
La bottiglia è una borgognotta che unisce tradizione e prestigio, mentre l’etichetta molto bella nel prestigioso giallo anticato e rosso che dona importanza ed eleganza al tutto, già dall’immagine iniziale si intuisce che ci troviamo di fronte ad una bottiglia di pregio il richiamo marittimo della barca stilizzata ci riporta alla vicinanza col mare Mediterraneo . Alla mescita il colore che ritroviamo è un rosso porpora, cupo e intenso perfettamente in linea con le aspettative di un aristocratico Montepulciano di 7 anni.
Avvicinando il naso al calice vengo subito colpito da profumi comunque molto eleganti fini giocati su intensità e persistenza. Un fragrante profumo di spezie, con un cioccolato fondente netto, franco e persistente, contornato da altre spezie di rimando dolce che spaziano dalla vaniglia alla cannella, alcune note di cumino. Roteando leggermente il bicchiere si evidenziano note più fruttate, di piccola frutta a bacca rossa e macerata, al limite del sotto spirito come amarene e ciliegie. Questi potpourri di profumi sono di evidente richiamo alla macchia mediterranea che caratterizza il tutto.
In bocca risulta intenso e persistete, ma la qualità che mi colpisce è l’assoluta sensazione di vellutata rotondità il poche parole l’intero cavo orale pare essere avvolto dal vino. Sensazione piacevolissima e persistente, durante la quale si evidenzia un tannino con una fittissima trama ben fatta ma di assoluto intrigante fascino frutto del doppio passaggio in barrique. Anche se sono passati 7 anni dalla vendemmia sono ancora evidenti la freschezza data da un’acidità ancora riscontrabile che dona sia una buona bevibilità sia un’altrettanta ottima durata nel tempo di questa pregevole bottiglia. Quello però che mi colpisce di più, oltre al primo avvolgente richiamo è la sua infinita lunghezza gustativa, una persistenza notevolissima che mi permette di godermi tutte quelle emozioni retro gustative di mixaggio tra spezie e frutto con sempre fervido il sentore mediterraneo pur di una integrata sapidità.
Consiglio di degustarlo ad una temperatura di 18°-20° ed in ampi calici a balloon. Il meglio di se lo da però con un’apertura anticipata di almeno un’ora abbondante, in modo da ossigenarsi e aprirsi meravigliosamente. Anche in questo caso possiamo dire tranquillamente di trovarci di fronte ad un pregevolissimo vino, che potremo sicuramente contrassegnare con il nostro calice col cappello.
Come anticipato l’abbinamento migliore è quello con la carne ovina, dall’agnello alla pecora, ma il meglio odi se lo darà sicuramente con carne grassa ben arrostita. Coi primi piatti importanti, quelli delle feste per intenderci, con ragù anche di selvaggina. Interessante e da provare l’abbinamento con l’anatra arrosto.
Non dimenticate di condividerne un calice, meglio due, con le persone amate, perché i piaceri sono più piacevoli se condivisi.

Maestro Enogastronomo Sommelier Paride Cocchi

 

JASCI & MARCHESANI
Via Colli 3/C
66054 - Vasto - CH
Tel: 0873 364315
http://www.jasciemarchesani.it/
info@jasciemarchesani.it