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“Il vino è lo specchio dell’uomo.” (Alceo - Poeta lirico greco del VII sec. a.C.) “Dove non è vino non è amore e null’altro diletto havvi ai mortali.” (Euripide)

CARPENE' MALVOLTI Prosecco Superiore 1868 Extra dry DOCG

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Come sempre l’estate è il momento topico dei cosiddetti vini con le bolle, cioè frizzanti e spumanti. Tra di essi a farla da padrone è sicuramente il Prosecco. Qualche anno fa ha subito una modifica strutturale importante che ha separato il nome del vino a quello del vitigno, così oggi il vino Prosecco è fatto con l’uva glera. Questo ha sicuramente contribuito a valorizzare sia un vitigno che il vino e fortunatamente non ha influenzato le vendite e del Prosecco se ne vende sempre tanto.
La bottiglia che andremo ad assaggiare quest’oggi è una bottiglia storica quella di Carpenè Malvoluti che è sulla breccia da tantissimi anni e uno dei primi ad iniziare a produrre prosecco di qualità, questo fin dal 1868 diventando sicuramente sinonimo di Marca Trevigiana.
Carpenè Malvolti è da sempre un marchio che è ben integrato al territorio, attento alla qualità partendo dalla vigna fino allo scaffale e oltre, è infatti da pochi mesi che ha presentato una nuova strategia comunicativa, segno di una grossa attenzione al mondo che continua a cambiare.
L’assaggio di oggi è del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore 1868 Extra dry DOCG, forse non modaiolo come il attuale Brut, ma sicuramente quello più vicino e più storico e territoriale.
La bottiglia si presenta come la classica borgognotta con il marchio aziendale impresso e sormontata dalla loro storica etichetta rendendolo praticamente distinguibile subito. Alla mescita invece denota un colore giallo paglierino tenue e un numero molto consistente di bollicine che formano una invitante spuma di media durata.
Il naso si presenta molto fresco e invogliante, evidenti le note primarie fruttate e aromatiche dove si evidenzia benissimo il vitigno di provenienza (non il prosecco ma il più corretto glera) con evidentissimo sentore di mela verde e pera. Anche l’agrumato è ben evidenziato con le note citrine e di cedro. Immancabili pure i profumi secondari della fermentazione che ci riportano alla crosta di pane e di lievito chiudendo nel tipico mandorlato tostato ma per nulla amaro.
L’ingresso in bocca è intenso così come la sua bella persistenza che evidenzia il suo essere elegante e ben scattante. Il perfetto residuo zuccherino, tipico dell’Exra dry lo rende morbido senza eccedere nella dolcezza. Molto fresco nell’acidità che ben supporta l’altissima bevibilità e no rende scattante scorrevole come pochi. Discreta la lunghezza dove si evidenzia un interessante sapidità che dona carattere alla bevuta.
Sicuramente il corpo e la struttura non sono altissimi, ma l’opposto sarebbe snaturarlo, è quindi in perfetta media con la tipologia. Per concludere è un ottima espressione di Prosecco, molto armonioso e di bella eleganza sia gustativa che olfattiva.
Consiglio di berlo ad una temperatura di 6-8 gradi in bicchieri a tulipano di medie dimensioni che si addicono meglio delle flûte per una miglio valorizzazione dei profumi.
Io l’ho abbinato ad una tartare di branzino olive taggiasche e nocciole e ad un ottimo spaghetto alle vongole.
Gli abbinamenti consigliati sono per un gioioso aperitivo, antipasti di salumi non molto stagionati, scaglie di grana padano anche questo giovane. Nei primi piatti a base di verdure e pesce, come risotti alle zucchine, linguine ai frutti di mare. Nei secondi piatti trova il giusto impiego anche con carni bianche quali pollo e tacchino, sia alla piastra che al forno, perfetto naturalmente con pesci sia alla piastra che in cruditè; vedrete che sarà molto facile arrivare in fondo alla bottiglia.
L’abbinamento migliore è quello di condividerne un calice con le persone amate, siano essi amici che familiari.