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Non esiste il vino in sé, ma il vino nella vita, nel ricordo, nella fantasia ... Un vino bevuto, anche parecchi anni prima, in un momento in cui si era particolarmente felici, per esempio, innamorati e vicino alla persona amata, parrà sublime anche se è tutto il contrario: per distinguere, bisognerebbe non aver vissuto. (Mario Soldati).

Dalla Terra e Dal Mestiere: Bianco Bologna 2012

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La passione per il buon vino ti porta ad affrontare con curiosità e positività un vino “nuovo”, questo ancor di più quando il produttore è un ragazzo giovane che si affaccia per la prima volta nella produzione.
Il produttore è Gianluca Allegro, titolare della “Dalla terra e dal mestiere” agronomo rampante, che nel tempo libero, dopo aver lavorato tutto il giorno in campagna per altri, ha deciso di scendere in campo in prima persona, e il nome dell’azienda mi pare proprio una azzeccata concisione della sua attività. Il vino in questione è il Bianco di Bologna 2012 nel riuscito blend pignoletto più sauvignon mentre a completare questa prima annata di produzione c’è anche il tradizionale pignoletto frizzante sempre nel millesimo 2012.
Contravvenendo alla regola di queste recensione parleremo di entrambi i vini in quanto l’occasione è troppo ghiotta.
Il Bianco Bologna 2012 come dicevamo è un blend di Pignoletto e Sauvignon (entrambi al 50%), due uve che ben si sposano tra loro dando l’una forza all’altra evidenziando i tratti positivi dell’una e dell’altra.
La bottiglia è la classica bordolese a spalla alta sormontata da una bella etichetta allo stesso modo elegante e moderna nel suo bianco e dorato. Alla mescita il colore è un bel giallo paglierino con riflessi dorati e vivo di lucentezza. Il profumo è gentile ed armonioso, ben definito in franchezza e intensità così come nella sua buona persistenza, elegante e ben evoluto. Le prime note che sprigiona il calice sono quelle vegetali del sauvignon non eccessivamente marcate ne pesanti in quanto all’irruenza giovanile del pignoletto la bilancia ottimamente. Tra tutte sono evidenti sentori di pesca bianca, pompelmo e pera in un buon grado di maturazione, mentre le note vegetali del sauvignon riportano ad erbe quali l’ortica e salvia oltre che ad un franco peperone ed ad una lontana foglia di pomodoro, in chiusura è ben avvertibile una ginestra intrecciata a note di pietra focaia ad impreziosire il tutto. Anche in bocca si mantiene su ottimi livelli, l’intensità è alta, così come la buona persistenza gustativa. Anche in questo caso è ben avvertibile come le due uve base si armonizzano tra loro, la piacevolezza e immediatezza del pignoletto sono integrate da un maggior corpo e consistenza del sauvignon. Caldo e secco in zuccheri e alcoli oltre avere una buonissima freschezza che ne semplifica la beva. Armonioso e ben equilibrato per l’intera persistenza gustativa dove si apprezza un interessantissima sapidità minerale che nobilita la bevuta rendendolo particolarmente fine ed elegante, così come il buon corpo formato dalla buona struttura complessiva . In poche parole direi un vino ben riuscito piacevole e sicuramente non banale che noi di Aies possiamo definire un “Calice col Cappello”.
Il Pignoletto Frizzante 2012 invece si presenta nella nuova bottiglia del Consorzio dei Colli Bolognesi, con la stessa etichetta elegante del Bianco Bologna. Il colore è un paglierino scarico con riflessi verdolini brillante, buon perlage di media fattura le bolle. Profumi di frutta fresca abbastanza acerba e le immancabili note di lievito tipiche dei frizzanti, immancabile la franca mandorla. In bocca si apprezza una buona composizione gustativa dove le sostanze dure sono ben equilibriate con quelle morbide. Grande acidità e buon grado di sapidità in un corpo snello e cattante, la chiusura e leggermente amara.
Consiglio di servire il Bianco Bologna ad una temperatura di 8-10° in calici a tulipano di media grandezza dove i profumi possono svilupparsi ed evolversi al meglio, mentre il Pignoletto frizzante ad una temperatura di 6°-8° e in calici a tulipano più piccoli e con imboccatura più raccolta per non disperdere subito i profumi.
Come abbinamento entrambi i vini trovano il miglior impiego come aperitivo nei tipici antipasti tipici dei buffet, dal salame ai dadini di mortadella oltre he le immancabili scaglie di parmigiano. Perfetti anche con le torte salate a base di verdure di stagione. Nei primi piatti trovano il giusto impiego nelle pastasciutte a base di verdura e pesce, con piatti più elaborati per il Bianco Bologna. Tradizionalissimo oltre che indovinato l’abbinamento del Pignoletto frizzante con i tortellini in brodo. Nei secondi piatti l’impiego ideale è con carni bianche di terra e con tutta la gamma dei pesci, con piatti più elaborati importanti con il Bianco di Bologna, e le fritture di calamaro col frizzante. Da provare il riuscitissimo abbinamento tra la frittata e il Bianco Bologna che ha fatto da supporto alla mia degustazione, un abbinamento che ti riconcilia con il buon’umore. Non dimenticate mai che l’abbinamento perfetto è quello di condividerne un calice con le persone amate, e se vi trovate in una carta dei vini questi prodotti di questa nuova realtà bolognese ordinateli senza preclusione, sarà una piacevole scoperta.

Maestro Enogastronomo Sommelier Paride Cocchi