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E’l vin sia temprato, poco e spesso. Non fuor di pasto, né a stomaco vuoto; Il vino consumato dallo imbraco, esso vino col bevitore si vendica. (Leonardo da Vinci)

BOTROSECCO 2011 Maremma IGT di Le Mortelle

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L’associazione vino rosso e Toscana è quasi da luogo comune, così come l’equazione vino buono Toscana, vien da se a questo punto la degustazione di dicembre non poteva non che essere un rosso toscano.
La scelta è caduta su di un Botrosecco 2011 Maremma IGT di Le Mortelle, azienda dell’orbita Antinori a due passi da Castiglion della Pescaia, quella zona nord maremmana dove l’appennino si abbassa verso il Tirreno avvicinandosi alla Tuscia laziale. Zona che solo pochi decenni si è scoperta vocata alla viticultura, così che i vitigni principi sono quelli internazionali, quali i due cabernet, sauvignon a franc a comporre questo Botrosecco ed a ricordare anche il successo ottenuto dagli stessi in una zona molto simile un po’ più a nord, Bolgheri.
Le Martorelle è una azienda frutti vitivinicola interamente in certificazione biologica. Tutti i vigneti sono coltivati con agricoltura di precisione, lotta fitosanitaria mirata e sovesci. Tutto questo al fine si ridurre al minimo gli interventi al fine di ottenere un prodotto il più vero possibile con corrispondenza di terroir e di annata. Oltre che in cantina c’è grande attenzione anche in cantina, sia nelle tecniche moderne di vinificazione, sia nei particolari ecologici. Il tetto è ricoperto di piante, risparmi energetici, controllo umidità con sassi, l’anidride carbonica prodotta viene rindirizzata nella vigna dove viene depurata dalla stessa fino alla vinificazione che avviene per caduta.
La bottiglia di questo Botrosecco 2011 de Le Mortelle è la classica bordolese sormontata da una bella ed elegante etichetta. Quest’ultima colpisce per semplicità ed eleganza, donando importanza alla bottiglia stessa.
Alla mescita il colore è un rosso rubino brillante, mentre sull’unghia sono già evidenti alcune note granate. Appena versato, al naso il vino è un po’ chiuso e poco intenso, poi, in pochi minuti, si apre riempiendo il calice di profumi evoluti, eleganti che aumentano anche d’intensità. Profumi importanti di terziari, quali spezie tendenti al dolce, come cannella, tabacco e cuoio, qualche nota di chiodo di garofano incontra anche una menta essiccata e tritata. Evidenti che le note fruttate, di una frutta pastosa e ben matura, al limite della composta, su tutto prevale la prugna ed un netto e franco ribes, come giustamente osserva la mia compagna nonché commensale e coodegustatrice. In chiusura vira su note delicate verdi riconducibili al peperone, ma sono note sfuggenti che donano particolarità. All’assaggio risulta invece intenso e persistente, sicuramente secco e generoso , la trama tannica è fitta e ben composta, di tendenza morbida ed in viaggio verso sensazioni vellutate. Nella dinamica della degustazione dopo la prima parte tannica il cavo orale si asciuga e il finale rileva una vena acida notevole che rende vibrante la beva. Questo Botrosecco dopo una prima fermentazione e successiva maleollatica in acciaio passa a maturare in barrique per 12 mesi prima di affinarsi in bottiglia per la successiva vendita, operazioni che poi necessitano di tempo per trovare il loro giusto equilibrio all’interno del calice. In questo caso l’equilibrio generale è già in buona fase, la notevole acidità, oltre a dare longevità rende la beva agile e scattante, nonostante il tannino ancora da addomesticare Anche il corpo e la struttura sono di assoluto livello, rendendo questo calice oltre che importante anche fine ed elegante.
Consiglio di degustarlo in ampi calici con imboccatura larga, e di servirlo ad una temperatura ambiente di 18°.
Come abbinamento il Botrosecco trova giusto impiego sulla tavola della domenica o della festa, quando le pietanze sono più ricche e caloriche. Partendo dagli antipasti, potremo abbinarlo ai salumi della cinta senese, a scaglie di grana padano di discreto invecchiamento, Castelmagno, passando ai primi piatti, paste asciutte a base d’uovo condite con ragù rossi e di selvaggina. Quest’ultima è ottima anche come seconda portata, intingoli, umidi a base di cinghiale e altra cacciagione. Io l’ho abbinato ad una faraona al forno con patate e funghi, abbinamento giocato principalmente sui rinforzi vegetali della faraona, e tutto sommato ci stava, ma come detto questo vino può accompagnare l’intero pasto.
Il calice del giorno dopo, ha mantenuto le buone prerogative date al momento dello stappo, ha perso leggermente ma ha saputo destreggiarsi con autorità anche con l’ottima tagliata, naturalmente con cottura blue.
L’abbinamento migliore però rimane quello di condividerne un calice o più con le persone amate.

Maestro Enogastronomo Sommeliers Paride Cocchi

FATTORIA LE MORTELLE
Località Ampio Tirli
58043 Castiglione della Pescaia GR
visite@lemortelle.it