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Se il vino sparisse dalla produzione umana, credo che si aprirebbe nella salute e nell’intelletto del pianeta, un vuoto, un’assenza, una mancanza molto più spaventosa di tutti gli eccessi e le deviazioni di cui si rende responsabile il vino. (Charles Baudelaire)

IL Rosso Bologna 2012 TENUTA BONZARA

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Natale è la festa più tradizione che esista, quella con la T maiuscola. I tortellini bisogna mangiarli in brodo, brodo liquido e non cubico alla Bottura, o di qualche Masterchef dell’ultimo minuto, il cotechino vuole grasso e unto ed ad un buon calice di vino non bisogna rinunciare.
Per il vino, permettetemi però di non essere così tradizionale, o meglio, di esserlo tramite un vinaggio ormai tipico sui nostri colli, ma di essere innotativo grazie ad un vino nuovo, anzi nuovissimo, presente da poco sugli scaffali, quel “Il” ultimo nato in casa, anzi, in cantina Tenuta Bonzara. Il vino in questione fa parte della nuova Doc Rosso Bologna che unito al nome “Il” fa un bel gioco di parole diventando Il rosso Bologna. Questa prima annata la 2012, è stata prodotta con 60% Cabernet Sauvignon e 40% di Merlot, due vitigni internazionali, ma che sui colli bolognesi sono coltivati da più di un secolo, e in questa nuova interpretazione trovano un giusto completamento. L’Azienda invece non ha bisogno di presentazioni, fiore all’occhiello della produzione bolognese di alta qualità, da molti anni sulla breccia grazie soprattutto alla tenacia di Francesco Lambertini, il Prof, che con sapienza, capacità e perspicacia la conduce ormai da più di un ventennio. Il terroir è quello di San Chierlo, piccola frazione di Monte San Pietro centro storico per tradizione vitivinicola nel cuore dei nostri colli bolognesi coi sui terreni profondi a medio impasto.
La bottiglia è la sempre elegante bordolese a spalla alta, sormontata da un’etichetta bianca con scritte rosse in ottima simbiosi tra modernità e giovinezza.” IL” nome del vino a richiamare il legame col territorio, è scritto con un carattere che ricorda le nostre due torri, mentre in verticale la doc di appartenenza a completare il nome.
Alla mescita si osserva un bel rosso rubino vivo e luminoso, con ampi riflessi violacei, mentre al naso si è invasi da profumi intensi e persistenti freschi e allegri. Chiaramente fruttato e floreale nell’immediato, sprigiona franche sensazioni di piccoli frutti sodi e rossi, quali fragoline di bosco, mirtilli e susine. Franche anche le sensazioni floreali tra le quali si evidenzia la violetta e la rosa rossa. Dopo qualche istante salgono al naso anche profumi un po’ più vegetali e duri come l’immancabile ma ben amalgamato peperone verde oltre a qualche accenno di pepe e rabarbaro.
Passando all’assaggio il “Il” colpisce subito per morbidezza pur risultando sia intenso che persistente. Risulta sicuramente secco di zuccheri, e abbastanza caldo di alcool, seppur questo è mascherato benissimo da una bella acidità che rende la beva scattante facile, veloce e particolarmente allegra. Il tannino è si presente, ma molto morbido e vellutato nonostante sia un 2012, non risulta mai né invadente ne arrogante. Durante la persistenza gustativa di buona lunghezza si apprezza l’interessante sapidità dai tratti minerali che ne evolve la beva. Di complesso fine ed estremamente elegante, di buon corpo e buona struttura. Sicuramente un corpo più fine ed affusolato che muscoloso, più adatto a jeans e maglione che a giacca e cravatta.
L’impressione finale è di un buon vino, molto ben equilibrato nelle sue componenti, giocato molto sulla semplicità e piacevolezza di bevuta, giovane e soprattutto gioviale in sostanza un vino che mette buon umore . Ho avuto già diverse occasioni di degustarlo, e queste sensazioni mi hanno sempre colpito e le ho sempre riscontrate.
Consiglio di servire “Il” a una temperatura di 16° - 18° in calici di ampia fattura ed a forma di tulipano con svasatura a rovescio nell’imbocco. Questa caratteristica permette di dirigere immediatamente il vino sulla punta della lingua risultando utile per i vini che esaltano la loro componente acida la quale invece verrebbe rafforzata se indirizzato ai lati della lingua.
Come abbinamento “Il” risulta particolarmente indicato come vino da tutto pasto, sia esso un pasto quotidiano, quindi non particolarmente pesante e impegnativo, che un pasto delle feste.
Come antipasto un bel tagliere di salumi e formaggi (di media stagionatura) sono l’ideale, così come primi piatti con ragù di carne o selvaggina.
Tra i secondi trova la giusta compagnia con carni rosse e nere quali arrosti al forno, sia di maiale, sia di vitello che di pecora, carni alla brace e anche buoni carpaci e tartare e anche con umidi e stracotti di selvaggina.
Buona l’idea di accompagnare la cena di un primo appuntamento con questo vino, conquisterete il vostro partner con l’eleganza casual ed informale della semplicità.
Durante queste feste, potete provare ad abbinarlo ad una goduriosa lasagna che sicuramente farà parte dei piaceri che vi regalerete, così come anche a qualche scaglia di buon parmigiano. Non mancate di farmi sapere.
Io l’ho abbinato ad una buonissima tagliatella al ragù con spolverata di parmigiano 36 mesi, abbinamento riuscito e complementare. Col corpo non particolarmente invadente il vino si sposava meravigliosamente senza sovrastare il piatto e senza a sua volta esserne sovrastato .
Ha retto molto bene anche al calice del giorno dopo, questa volta compagno di una battuta di fassona al coltello, ed anche stavolta l’abbinamento è risultato più che positivo.
L’abbinamento migliore è quello di condividere un calice con le persone amate e visto l’approssimarsi delle feste anche con tutta la famiglia, e se una bottiglia non basta, non sarà un problema aprire una seconda bottiglia visto anche l’ottimo rapporto qualità prezzo.
Se in una gita sui colli capitate dalle parti di San Chierlo, non esitate a fermarvi alla tenuta Bonzara, visitate l’azienda ed assaggiate questo (ma non solo) vino, sarà impossibile non acquisarne. Dimenticavo, dite pure che vi manda Aies
Per ultimo, ma con profonda sincerità, vorrei approfittare per fare gli auguri di Buon Natale e Buon Anno nuovo a tutti, iniziando da chi ha avuto la pazienza di arrivare fino in fondo all’articolo.

Maestro Enogastronomo Sommelier Paride Cocchi