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Non esiste il vino in sé, ma il vino nella vita, nel ricordo, nella fantasia ... Un vino bevuto, anche parecchi anni prima, in un momento in cui si era particolarmente felici, per esempio, innamorati e vicino alla persona amata, parrà sublime anche se è tutto il contrario: per distinguere, bisognerebbe non aver vissuto. (Mario Soldati).

Borgo di Qua” 2012 Pignoletto Superiore TENUTA BONZARA

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E’ sempre un piacere degustare un vino nuovo, il piacere è ancora maggiore quando è prodotto da una delle migliori aziende del panorama emiliano romagnolo, quella Tenuta Bonzara di Monte San Pietro in provincia di Bologna, capitanata dal sempre attento Francesco Lambertini.
L’azienda è in fase di ridefinizione dei vini, cercando di andare incontro alle esigenze del pubblico, ora come non mai in ricerca di vini più snelli, bevibili ma pieni di carattere e tipicità. Proprio per questo dopo aver lanciato sul mercato il nuovo “IlRosso Bologna Doc (per la recensione leggi qui), oggi è la volta del “Borgo di Qua” 2012 pignoletto Superiore Doc Colli Bolognesi. A dire la verità uscirà in contemporanea al Borgo di Qua anche il “Nato Ieri” un fresco e giovane rosso non frizzante a base di merlot, particolarmente adatto alla bella stagione che sta arrivando. I nuovi nomi, a prima vista sembrano tanto inusuali quanto moderni, ma altro non sono che vecchi nomi di vini non più prodotti da tempo, vini di altre fatture ed altri uvaggi, ma si è deciso di rispolverarli in quanto fanno parte della cinquantennale storia della Tenuta Bonzara.
La degustazione di oggi riguarda il pignoletto, vitigno che sta vivendo un bel momento di gloria, nonostante il momento storico che stiamo vivendo ha registrato incrementi vi vendita impressionanti, nel 2013 ha segnato un ottimo +16% di poco inferiore al 2012, e notizia di questi giorni è la nascita di nuove Docg riguardanti il pignoletto bolognese.
Il Borgo di Qua, è frutto del vigneto posto di fronte alla cantina stessa ed è lo stesso da cui nasce il Vigna Antica. Al momento della vendemmia si isolano alcuni filari, creando di fatto un cru, si vinificano separatamente le uve, ed il mosto così ottenuto viene coccolato sulle fecce fini per tutt’inverno per poi affinarsi per un anno in bottiglia.
Tornando alla degustazione, contrariamente al solito, non analizzeremo l’etichetta. Sostanzialmente per due motivi. Il primo è che noi di Aies vorremmo che lo scopriste direttamente in azienda per una gradevole sorpresa, secondo perché in quanto il “campione” che abbiamo avuto non ne era ancora provvisto. Posso però garantirvi che si tratta di un’etichetta fresca, gioviale e soprattutto moderna.
Alla mescita il vino si presenta di un giallo paglierino con riflessi verdolini e questo nonostante abbia già quasi due anni alle spalle, limpido e luminoso.
Il naso è molto fine ed elegante, è un piacere goderne, subito note quasi balsamiche quasi da macchia mediterranea, poi il fruttato è esplosivo in frutta a matura specialmente esotica, il mango è franco e netto, così come la banana, tanta ananas e la pesca noce. Qualche roteazione del calice ed in chiusura vengono fuori le note floreali quali ginestra, l’immancabile biancospino e una affascinante ed intrigante orchidea.
E’ presente anche un sentore minerale a smorzare la dolcezza e l’intensità del profumo ed ad accentuarne l’ottima persistenza.
In bocca risulta sia intenso che persistente, secco di zuccheri, ma morbido di sensazioni. Giustamente caldo di alcool, non avendo l’etichetta non ne conosco l’esatta quantità, ma sicuramente non è invadente e non ostacola la beva. Come dicevamo la prima sensazione che mi colpisce è sicuramente la morbidezza, ma nella dinamicità della degustazione dopo questa prima sensazione la freschezza e l’acidità non si fanno attendere e mi allunga in maniera considerevole la persistenza, durante la quale la sapidità di tratto minerale la fa da padrona caratterizzando ed impreziosendo la beva che rimane sempre su ottimi livelli. Corpo e struttura adeguati alla tipologia e che vanno a completare l’ottimo quadro organolettico di quest’ottimo Borgo di Qua rendendolo particolarmente fine ed elegante, oltre che piacevole di bevuta.
Concludendo possiamo sicuramente considerare il Borgo di Qua un ottimo pignoletto, riconoscibile per tratto e per tipicità, così come la mai banalità di beva in cui si apprezza la selezione delle uve, il carattere e la franchezza.
Consiglio di berlo ad una temperatura di 10-12°, qualche grado in meno se volete accentuarne l’acidità, ma secondo me il meglio lo da a questa temperatura ne fredda ne calda, ed in calici a tulipano di media grandezza.
Come abbinamento consiglio di degustarlo con antipasti di torte salate di verdura, primi piatti a base di ragù bianchi, minestre in brodo bolognesi, zuppa imperiale e soprattutto li tortellini e secondi a base di carni bianche. Ottimo anche con tutta la gamma dei pesci, sia in cruditè sia cotti, sia bianchi che azzurri, sia frutti di mare che crostacei, anzi questi ultimi, particolarmente dolci ben si sposano con la morbidezza del Borgo di Qua.
Io l’ho abbinato ad una tartare di tonno ed ad un filetto di branzino al timo al forno, posso confermare la riuscita dell’abbinamento, l’intersezione tra la morbidezza e la freschezza del vino si sposavano a meraviglia con la grassezza persistente del tonno condito e alla delicatezza del branzino. Regge bene anche il calice del giorno dopo, dove perde un po’ al naso, concentrandosi soprattutto sul fruttato, ma rimanendo molto piacevole e godurioso. In questo caso abbinato ad una tagliata di petto di pollo con verdure, ed anche questa volta l’abbinamento è stato gradevole, seppur il vino cercava riuscendoci di mettere all’angolo il pollo.
L’abbinamento migliore come consiglio sempre rimane sempre quello di condividerne un calice o due con le persone amate. Vino ideale ad essere consumato nel pasto familiare della domenica a pranzo, circondati dai valori della vita.
Se siete curiosi a assaggiarlo e di scoprirne l’etichetta anche voi, non mancate all’anteprima di domenica 30/03/2014 dalle 11 alle 18, direttamente in Tenuta Bonzara. Il Professor Lambertini sarà lieto di farvelo assaggiare unitamente agli altri vini nuovi e quelli della vecchia produzione. Dimenticavo, se andate, non esitate a dire “mi manda Aies” il trattamento sarà super.

Maestro Enogastronomo Sommelier Paride Cocchi

TENUTA BONZARA
Via San Chierlo 37/A
40050Monte San Pietro BO
Tel 051.6768324
www.bonzara.it