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“Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, si gusta, si sorseggia e... se ne parla.” (Edoardo VII)

Crognolo 2011 Tenuta Sette Ponti IGT Toscana

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Il vino che andremo a degustare quest’oggi è il Crognolo 11 della Tenuta Sette Ponti. Vino prodotto in prevalenza con sangiovese (90%) e saldo finale di merlot ad arrotondare la beva, che segue il disciplinare IGT, per permettere all’azienda di avere le mani più libere al fine di trasmettere più fortemente la propria idea al vino. Il Crognolo prende il nome da un cespuglio, il Cornus di cui la tenuta è fiorente, mentre il vigneto dedicato è quello storico “dell’Impero” in quanto il vecchio proprietario del terreno altro non era che il Duca Amedeo d'Aosta che nel periodo della guerra dell’Abissina individuò proprio qui una zona particolarmente vocata impiantando le prime marze. Ora la proprietà è della famiglia Moretti, da fine anni ’50, la quale ha mantenuto il vigneto, curandolo con la stessa passione e attenzione che si può avere per un giardino. Le attuali viti sono della fine anni ’80 inizio 90, quindi nel pieno della loro vigoria. Il terroir invece è quello della zona centrale toscana a Castiglion Fibocchi in provincia di Arezzo, zona meno conosciuta del modaiolo senese o fiorentino, ma capace di regalare buoni prodotti.
Il Crognolo, è stato il primo vino dell’azienda, un vero e proprio cavallo di razza che ha fatto conoscere la Tenuta anche fuori dai confini nazionali, riscuotendo diversi consensi su Wine Spectator, dove negli ultimi 10 anni ha sempre superato la soglia dei 90 punti. Vinificato in maniera tradizionale e con controllo della temperatura a cui segue una maturazione in barrique di rovere francese per quasi 2 anni, prima di passare gli ultimi 6 mesi in affinamento in vetro per poi essere finalmente immesso in vendita.
La bottiglia è l’elegante bordolese sormontata da una chiara e semplice etichetta, che fa dell’eleganza il tratto maggiore evidenziato anche dal bel carattere delle scritte.
Alla mescita il colore è un brillante e vivo rosso rubino, con riflessi violacei a sottolineare la sua gioventù.
Ci troviamo di fronte ad un grande vino, un vino importante, e già accostando il naso al calice abbiamo questa netta sensazione. Naso intenso e persistente, evoluto, leggermente chiuso all’apertura, ma si apre in pochissimo tempo, un paio di roteazioni del calice e subito profumi eleganti e fini ci invadono. Fruttato e floreale nell’immediato per poi lasciare spazio allo speziato. Frutta matura a pasta rossa, di piccolo formato, ben matura al limite della confettura, ciliegia, lamponi, ribes e fragoline sono nette e franche, così come le note floreali di violetta mammola e iris. Le spezie sono tendenzialmente dolci e amalgamate tra loro, cannella, cioccolato, una vaga noce moscata sono a indicare un buon uso cosmetico del legno, usato per impreziosire il tutto. In bocca l’ingresso è sia intenso che persistente, sicuramente secco di zuccheri. Il tannino ha ancora l’irruenza giovanile dell’adolescenza, e come potrebbe essere diversamente con soli 3 anni alle spalle? Tannino comunque che mostra con chiarezza la sua fitta tessitura di eleganza. Viva e ben presente un’interessante freschezza donata da una scattante acidità, che donerà longevità e che ben si integra al tannino donando una buona dinamicità di beva. Il terreno sabbioso e argilloso è ben presente nella fine sapidità che si apprezza appieno nella sua ottima lunghezza in cui si esalta anche un retronasale ricco di speziature che virano alla liquerizia. Corpo e struttura adeguati a questo importante vino. In questo momento il Crognolo 11 risulta vivo e in movimento verso un buon equilibrio e armonia che tra pochi anni sarà perfetto.
Consiglio di degustare questo vino ad una temperatura di 16-18° ed in ampi calici a tulipano con apertura che sia allarga in maniera proporzionale all’invecchiamento.
Come abbinamenti può essere impiegato con antipasti a base di salumi ben stagionati, primi piatti con paste all’uovo e ragù rossi anche di cacciagione. Il meglio di se lo da però con le carni, arrosto, alla griglia, stufate o brasate, che siano. Così come sulla tipologia, bovine, ovine, ma anche la cacciagione da pelo, sono un ottimo impiego c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ottima l’idea di accompagnarlo a formaggi stagionati a pasta sia cruda che cotta.
Io l’ho abbinato ad un buon filetto alla griglia, abbinamento ottimamente riuscito, in quanto la succosità della carne, rigorosamente al sangue, veniva ben asciugata dal tannino, ed il corpo del vino si armonizzava con la struttura della carne alla griglia.
Regge molto bene anche il calice del giorno dopo, quando il naso perde un po’ nel floreale e fruttato ma si evolve nei terziari, in questo caso l’ho abbinato ad una coscia di pollo al forno abbinamento dove il vino però è stato superiore al cibo, ma la mia linea mi imponeva un pasto più leggero.
Perfetto da bersi durante il pasto domenicale in famiglia, oppure durante il pranzo festivo della prossima Pasqua quando l’evento importante richiama un vino importante, e l’agnello che porteremo sulle nostre tavole ben si abbina a questo Crognolo.
Sfrutteremo così anche l’abbinamento migliore cioè quello di condividerne un calice o due con le persone amate.

Maestro Enogastronomo Sommelier Paride Cocchi

TENUTA SETTE PONTI
Loc. Vigna di Pallino
52029 Castiglion Fibocchi (AR)
Tel. 0575.477857
www.tenutasetteponti.it
tenutasetteponti@tenutasetteponti.it