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Non esiste il vino in sé, ma il vino nella vita, nel ricordo, nella fantasia ... Un vino bevuto, anche parecchi anni prima, in un momento in cui si era particolarmente felici, per esempio, innamorati e vicino alla persona amata, parrà sublime anche se è tutto il contrario: per distinguere, bisognerebbe non aver vissuto. (Mario Soldati).

CODRONCHIO 2012 Romagna Albana DOCG Secco Monticino Rosso

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La Romagna è terra sana, piena ed allegra, da sempre genitore del primo vino a bacca bianca italiano a fregiarsi della DOCG. Correva difatti il 1987 quando il ministero conferiva a questo vino il massimo riconoscimento. Da allora l’albana si è molto trasformata e molte sono state le interpretazioni delle singole aziende. Vinificazione tradizionale, passita, tardiva, spumantizzata, macerata e chi più ne ha più ne metta.
Una delle interpretazioni più riuscite è quella del Monticino Rosso di Imola, che produce il Codronchio, un albana da vendemmia tardiva ma vinificata secca che assaggiamo quest’oggi nella sua versione 2012.
Il territorio dove cresce è l’immediata periferia di Imola che sale verso Montecatone, in quella zona di confine tra Emilia e Romagna. Confine però solo politico, perché qua si respira Romagna a pieni polmoni.
Il podere da cui nasce il Codronchio è nell’immediata vicinanza dell’Azienda ad un’altezza di un centinaio di metri e coltivato con la storica vecchia pergola romagnola. L’uva viene raccolta non appena viene intaccata dalla Botrytis Cinerea e quindi quando la piena maturazione è passata da qualche settimana. I fratelli Zeoli, Luciano e Gianni hanno preso in mano le redini dell’azienda subentrando al padre, e subito hanno dato una svolta e un accelerazione verso l’alta qualità. Grande competenza, grande attenzione sia in vigna che in cantina e l’aiuto di un Enologo di indubbia bravura, Giancarlo Soverchia, hanno fatto si che il Monticino Rosso si sia elevato riscuotendo consensi per i suoi prodotti.
Tornando alla degustazione il Codronchio Romagna Albana DOCG Secco 2012 è nella classica bordolese a spalla bassa, con una semplice ma elegante etichetta in bianco antico con lo stemma rosso della nobile famiglia imolese dei Codronchi al centro.
Alla mescita si evince un colore giallo dorato carico e luminoso, con ampi ripflessi verdolini a ricordare la gioventù della vendemmia a cui appartine, mentre il naso è sia intenso che persistente e soprattutto complesso ed evoluto. Alla prima olfazione il naso è invaso da sensazioni miste tra dolce e minerale, un po’ di gesso e pietra focaia si intersecano con le note balsamiche mediterranee e iodate. Evidenti anche le note dolci di panna e miele, dopo qualche roteazione del calice i profumi virano con prepotenza nelle più classiche note fruttate, con frutta a pasta gialla ben matura come pesca e albicocca qualche sentore agrumato dolce per chiudere poi nuovamente son sensazioni balsamiche di timo e tanta tanta salvia.
In bocca subito lascia straniti, con i profumi riscontrati ci si aspetta un vino dolce, invece è secco, molto intenso ed altrettanto persistente. Abbastanza caldo di alcool, succoso e soprattutto morbido nonostante una buonissima acidità che lo rende abbastanza fresco. Ottima sapidità di tratto minerale e la percettibile leggera tannicità tipica del vitigno che lo impreziosisce e caratterizzando la beva.
Consiglio di degustare il Codronchio in ampi calici a forma di tulipano, in modo da ossigenare ed armonizzare al meglio i profumi ed ad una temperatura di servizio di 12-14° quindi non troppo freddo in modo da valorizzare di più i profumi e la morbidezza complessiva.
Come abbinamento consiglio di provarlo con tutta la gamma ittica, dal crudo al cotto, dai molluschi al pesce azzurro. Il meglio di se lo da con i crostacei casomai non troppo cotti. Ottimo anche con preparazioni elaborate ed al cartoccio. Con gli antipasti trova impiego anche con torte salate a base di verdure, con primi piatti a base sempre di verdure, come risotti o carni bianche. Con le stesse carni regge molto bene anche quelle al forno od alla piastra. Io l’ho abbinato ad un ottimo piatto di tortelloni burro e salvia, con ripieno di ricotta di bufala e prezzemolo, e l’abbinamento è risultato riuscitissimo. La cremosità della ricotta era ben contrastata dalla freschezza del Codronchio, mentre la sapidità e il netto profumo mediterraneo erano perfetti con l’aromaticità del sugo di burro e salvia.
Regge molto bene il calice del giorno dopo, dove non si percepisce quasi per nulla l’apertura anticipata di parecchie ore. In questo caso l’ho abbinato ad una tagliata di petto di pollo in salamoia bolognese, abbinamento ai limiti in quanto il corpo e l’intensità del Codronchio tendevano a sovrastavano la carne del pollo. Perfetto da degustarsi in una bella cena di pesce con un nutrito grappolo di amici e amiche appassionati di buon ed insolito vino, in quanto questo Codronchio è sicuramente un’interessantissima interpretazione del vitigno che lo rende ancor più importante, fine ed elegante.
L’abbinamento migliore rimane però rimane sempre quello di condividerne un calice o due con la persona amata per condividerne il piacere, e se capitate in azienda non dimenticate di dire che vi manda Aies, avrete un trattamento super. A dire la verità il trattamento sarà super anche se non lo dite, ma ricordarvene non guasta.

Gran Maestro Sommelier Paride Cocchi

 

FATTORIA MONTICINO ROSSO

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