Eventi

« Dicembre 2017 »
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
“Il vino è lo specchio dell’uomo.” (Alceo - Poeta lirico greco del VII sec. a.C.) “Dove non è vino non è amore e null’altro diletto havvi ai mortali.” (Euripide)

LA BASE 2013 Chardonnay Emilia IGT Cantina della Volta

Torna alla lista delle recensioni

Quale idea migliore per ampliare la gamma dei vini che non partire da La Base?
Questa è stata l’idea di Cantina della Volta in quel del martoriato Bomporto, che per proporre un nuovo vino, questa volta fermo, ha pesato di partire dalla base. Base inteso come partenza di quello che sarà poi il Mattaglio spumante (anche se qua compaiono percentuali di altre uve) oltre che un nome particolarmente azzeccato e coerente con il resto della cantina.
La Base altro non è che lo Chardonnay in purezza raccolto quando il talentuoso Christian Bellei reputa perfetto per avere la base di partenza di quello che poi diverrà uno spumante. Certo, non è da tutti presentare una parte di vino, potrebbe risultare incompleta o non perfettamente idonee, ma non è il caso di Cantina della Volta, questa La Base ha un suo perché, uno suo spazio.
Il territorio è quello di proprietà a Riccò di Serramazzoni a circa 600 mt s.l.m., cioè dove il papà di Christian individuò il mix giusto di altitudine, esposizione e composizione del suolo il più simile possibile alla nobile montagna di Reims in Champagne.
Ricapitolando la degustazione di quest’oggi riguarda LA BASE 2013 IGT Chardonnay Emilia Cantina della Volta
La bottiglia è quella disegnata dall’azienda stessa con una sobria quanto elegante etichetta in bianco anticato e scritte gialle, mentre nella parte alta è raffigurato l’autografo di Cristian in un colore che prende chiarezza e luminosità a bottiglia bagnata, cioè quando sta nel suo ambiente, il cestello col ghiaccio. Bello e particolare il nome dell’azienda in rilievo sul cercine della bottiglia.
Alla mescita si denota un chiarissimo giallo paglierino tenue con evidenti riflessi verdolini, particolarmente limpido e luminoso, segno di un vino più di luce che di sole.
Al naso risulta più intenso che persistente, dove si riconoscono evidenti note floreali e fruttate. Profumi comunque freschi, di fiori di campo appena raccolti, ginestra, biancospino e tanto gelsomino, mentre le note fruttate ci riportano a frutta a pasta bianca e gialla di media pezzatura in fase di maturazione, alla pera e mela iniziale si sostituiscono un fragrante ananas e un chiara e netta banana, classica e tipica del vitigno.
In bocca invece è più persistente che intenso, non troppo caldo, ma sufficientemente morbido, molto molto fresco e discretamente sapido. Questo per quanto riguarda tecnicamente la degustazione, l’istinto invece mi dice che è un ottimo vino, di impatto semplice e non troppo evoluto, con una grandissima acidità a tratti tagliente, in perfetto stile aziendale, mitigato però da un armonia generale frutto sapida di assoluto interesse. Difatti nella sua lunghezza, dovuta principalmente all’elevata acidità si apprezza una abbondante sapidità di tratto minerale che impreziosisce la beva, rendendo praticamente impossibile appoggiare il bicchiere alla tavola se non per rabboccarlo.
Consiglio di degustarlo ad una temperatura molto fresca, 6, 7° sono perfetti per accentuare quest’acidità, e in calici a tulipano medio piccolo con imboccatura che si restringe per trattenere i freschi profumi.
Come abbinamento è perfetto da aperitivo, per pesci, soprattutto quelli con cotture leggere tipo vapore o sbollentate. Perfetto anche coi frutti di mare e molluschi anche con le ostriche in quanto la forte acidità e forte sapidità ben si addice. Buona idea anche con primi piatti di verdure e con le carni bianche.
Io l’ho abbinato ad un’occhiata al forno, abbinamento tecnicamente riuscito, in quanto il corpo non troppo consistente del vino si integrava a meraviglia con la delicatezza della carne bianca dell’occhiata.
Se ben tappato regge abbastanza bene anche il calice del giorno dopo, questa volta abbinato ad una fresca e fragrante insalata di pesce. Anche in questo caso l’abbinamento si è rilevato ottimo, acidità e sapidità sposavano a meraviglia la delicatezza e fragranza del pesce sbollentato in acqua e condito con del buon olio.
Vino idoneo a consumarsi a secchiate con amici durante un conviviale ed allegro pranzo al mare, casomai coi piedi immersi nella sabbia, abbinato a milioni di chiacchere e risate. L’abbinamento migliore rimane sempre quello di condividerne un calice o due con la persona amata.
E se passate da Bomporto non esitate di fermarvi e dire… mi manda Aies…

 

Gran Maestro Sommelier Paride Cocchi

 

CANTINA DELLA VOLTA
Via Per Modena, 82
41030 Bomporto MO
Tel. 059.7473312
www.cantinadellavolta.com
info@cantinadellavolta.com