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“Il vino è lo specchio dell’uomo.” (Alceo - Poeta lirico greco del VII sec. a.C.) “Dove non è vino non è amore e null’altro diletto havvi ai mortali.” (Euripide)

Malidea Monferrato Rosso DOC 2009 di Iuli

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Ho sempre avuto un attrazione fatale per i vini, per così dire etici, siano essi biologici, biodinamici o “naturali”. Ovviamente ho virgolettato l’ultimo termine, in quanto, non essendo un pivellino, so benissimo l’ambiguità di questo termine.
Proprio per questo quest’oggi vorrei raccontarvi un po’ di questo interessantissimo vino, il Malidea Monferrato Rosso DOC 2009 di Iuli, un bello studio di Fabrizio (Iuli, ndr) in cui ha provato, riuscedoci, ad accostare alla succosità e freschezza della barbera l’eleganza e finezza del nebbiolo senza nessun ausilio di prodotti invasivi.
Non conosco personalmente l’azienda, me ne scuso e provvederò quanto prima, ma è ubicata nell’allesandrino, precisamente a Montaldo di Cerrina, zona di altissima vocazione per la barbera, e Iuli che la conduce opera una rigorosa agricoltura di impronta tradizionale rispettando il territorio ed in certificazione biologica.
In cantina questo Malidea 2009 fermenta in acciaio con lieviti indigeni con un blando controllo di temperatura, stando attendi solamente che non superi i 30°, macerazione di una decina di giorni, poi passa in barrique di rovere per 28 mesi di maturazione, per poi passare gli ultimi 6 mesi di affinamento in bottiglia dove viene messo senza chiarifiche e filtrazioni.
La bottiglia è l’elegante bordolese scura con una bella e moderna etichetta dai colori forti nero e blu, con solo il nome del vino e dell’azienda, mentre le restanti informazioni sono rilegate nel retro etichetta.
Alla mescita il colore è un rosso rubino, con riflessi mattonati e non particolarmente cupo, probabilmente per via del nebbiolo. Al naso non si rileva subito, necessita di un minimo di aereazione, ma poi ripaga in piacevolezza, frutta matura di pasta rossa, come prugna, amarena, qualche nota floreale di rosa canina e viole, ma è con i terziari di spezie che si inizia a divertirsi. Pepe nero, cioccolato amaro, caffe e tanta ma tanta liquerizia a rendere questi profumi, nel frattempo diventanti intensi e persistenti, particolarmente fini ed eleganti. La prima sensazione che provo all’assaggio è la grandissima sensazione d’eleganza gustativa, non una nota fuori luogo. In questo momento a 5 anni dalla vendemmia è particolarmente a suo agio, secco e caldo, corpo intenso e strutturato, ma la grande acidità della barbera mitiga molto bene il tannino setoso del nebbiolo che ben cosmetizzato dal sapiente uso del legno rende la bevuta agevole e scattante e goduriosa.

Particolarmente intenso e altrettanto persistente dove regala piacevoli sensazioni sapido minerali.

In poche parole una grande e bella bevuta questo Malidea Monferrato Rosso DOC 2009 di Iuli dove il connubio tra il 60% di nebbiolo e il 40% di barbera (ma le percentuali variano di anno in anno) è particolarmente riuscito, ed ora che anche noi di Aies lo abbiamo assaggiato possiamo tranquillamente sovvenire che si tratta di un vino “calice col cappello”.
Consiglio di aprire la bottiglia un paio di ore prima del consumo e di mantenerla ad una temperatura di circa 18 - 20°, servendolo in calici a tulipano o ballon di ampie dimensioni.
Come abbinamento è indicato a tutto pasto, partendo da antipasti a base di salame e ciccioli, per poi passare a primi piatti ricchi, con ragù di carni rosse, tagliatelle o ravioli che siano.
L’appagamento migliore però lo troverete però con le carni, arrosto o alla griglia, filetti costate, manzo o vacca, se poi trovate della fassona il bingo è molto vicino.
Io l’ho abbinato ad una battuta al coltello di fassona, abbinamento molto riuscito in quanto la freschezza del vino aiutava a ripulire la bocca dall’untuosità della carne cruda, e il corpo elegante e fine contrastava appieno quello della fassona.
Regge molto bene anche il calice del giorno dopo, anzi la lunga apertura non solo gli si addice, ma lo rende particolarmente godurioso, questa volta l’ho abbinato ad un pollo alla diavola allo spiedo. In vino forse sovrastava un po’ il piatto, ma grazie alla croccantezza ottenuta dalla griglia la lotta è stata al fotofinish.
Vino perfetto per essere degustato ad una importante cena d’affari oppure in una intima cena davanti ad un bel caminetto acceso. L’abbinamento migliore rimane quello di condividere un calice con la persona amata, condividendo un ottimo piacere.

Gran Maestro Sommelier Paride Cocchi