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“Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, si gusta, si sorseggia e... se ne parla.” (Edoardo VII)

SPAGHETTI ALLA CHITARRA “130”

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Questa è la ricetta presentata al Trofeo Heinz Beck dallo chef Roberto Rossi, “Robbysan”.

Trofeo al quale anche io ho partecipato come assistente alla cucina e Sommelier AIES per il vino in abbinamento.
Con questa ricetta abbiamo vinto il Trofeo Mondiale Heinz Beck ed è un onore per me spiegarvela.
Innanzi tutto il titolo “130” è la somma dei nostri anni!


Ingredienti:

  • Spaghetti alla chitarra 80 gr a persona
  • friarielli o cime di rapa (solo foglie e fiori) 200 gr.
  • pinoli 30 gr.
  • pasta di salame fresco di Mora Romagnola (presidio Slow Food) 300 gr.
  • parmigiano di Vacca Bianca Modenese (presidio Slow Food) 200 gr.
  • olio EVO ligure
  • sale e pepe QB
  • Un bicchiere di latte
  • una bustina di zafferano

Esecuzione:

cuocere gli spaghetti in abbondante acqua, contemporaneamente mettere in padella un cucchiaio di olio EVO, uno spicchio di aglio in camicia e le cime di rapa.

Far cuocere per cinque minuti, tenere da parte i fiori e frullare al mixer con poco sale, olio EVO, un po’ d’acqua di cottura e la metà dei pinoli che avremo tostato.

In un’altra padella mettere un cucchiaio di olio EVO, uno spicchio di aglio e la pasta di salame (se non la trovate usate una salciccia poco aromatizzata), saltare e tenere da parte.

In un padellino fare una fonduta con il latte, lo zafferano e 100 gr. di parmigiano grattugiato.

Scolare gli spaghetti al dente, conservando l’acqua di cottura, unirli alla pasta di salame e risottarli con l’acqua conservata fino al completamento della cottura.

Impiattare mettendo nel fondo del piatto la vellutata di friarielli. Se avremo usato le cime rifinire con i fiori cotti, i pinoli, gocce della fonduta ed una grattugiata di parmigiano.

Vino in abbinamento:

Assiolo di Costa Archi: un vino base ma dal carattere vigoroso, bella acidità.

Nonostante i 12 mesi di legno per nulla Parkeriano, tannini morbidi e garbati che spazzolano la succulenza del piatto in un perfetto matrimonio sensoriale.