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Non esiste il vino in sé, ma il vino nella vita, nel ricordo, nella fantasia ... Un vino bevuto, anche parecchi anni prima, in un momento in cui si era particolarmente felici, per esempio, innamorati e vicino alla persona amata, parrà sublime anche se è tutto il contrario: per distinguere, bisognerebbe non aver vissuto. (Mario Soldati).

Faraona al melograno

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Tagliare la faraona a pezzi, la sera prima, salarla e peparla, insaporire con aglio, rosmarino fresco.

Mettere sul fuoco una teglia, due cucchiai di olio, far rosolare bene ed un bel bicchiere di vino bianco secco.

Far evaporare, unire un bicchiere di latte, coprire e far cuocere bene, se tende a seccare troppo, unire brodo.

Quando è ben cotta, togliere la carne, filtrare il sugo ed eventualmente addensarlo con burro maneggiato alla farina, se avete conservato del fondo bruno unirne due cucchiai abbondanti,rimettere tutto sul fuoco leggero con parte dei chicchi di melograno , servire cospargendo di melograno.

Abbinamento: La faraona ha la particolarità di avere una carne leggermente amarognola(se ruspante ancora di più), quindi avremo la necessità di un vino senza retrogusto amarognolo, di buona acidità quindi ho abbinato il Caricante di Firriato, Un Etna Bianco, blend di Caricante e Catarratto, armonioso e complesso, un calice di mineralità che si integra con l’acidità e la morbidezza, vino unico nel suo genere.