CANTINA DELSIGNORE – GATTINARA

A Gattinara, negli anni che seguono alla Seconda Guerra Mondiale, la famiglia Nervi possiede vigneti e si dedica alla produzione di vino. Elsa Nervi sposa Attilio Delsignore, anch’egli produttore di un vino che allora era chiamato Spanna. L’unione delle due proprietà dà luogo a cinque ettari di vigne rigogliose: Permolone, Lurghe Sottomonte, Molsino, Villino. Il vino da pasto che ne risulta è di ottima qualità, ma Attilio è lungimirante e, nonostante le tradizioni delle due famiglie, decide di puntare sul vino da invecchiamento. Nel 1960 imbottiglia a suo nome e nasce il suo Spanna “Nervi-Delsignore”. Successivamente si iscrive all’Albo dei Vigneti del Consorzio del Gattinara a tutela della Denominazione di Origine Controllata. Nel 1973 Attilio conquista, grazie al suo Gattinara DOC 1967, la medaglia d’Oro nel concorso “Vini Pregiati del Piemonte e della Valle D’Aosta” indetto da Stampa Sera. Dopo un decennio di fiorente attività, per problemi di salute si vede costretto ad abbandonare la produzione di vino. L’amore per la terra e la perseveranza della sua personalità gli faranno continuare a produrre l’uva nelle vigne che ancora oggi appartengono ai suoi discendenti. Oggi, la Cantina Delsignore continua questo entusiasmante cammino, con la dedizione e la tenacia che il suo fondatore le ha lasciato in eredità.

IndirizzoCorso Vercelli, 88, 13045 Gattinara VC
Telefono345 480 4736
SITO INTERNET: http://www.cantinadelsignore.com/
INTERVISTA:

1- Quali sono i contorni che definiscono l’identità di Stefano Dorelli e la sua filosofia produttiva?

Si può dire che sono figlio d’arte ma che purtroppo non vi è stata continuità produttiva da mio nonno Attilio a me. C’è stata invece continuità affettiva, nei confronti di un territorio e di un vino, il Gattinara, che è ciò che mi ha riportato al paesello e mi ha fatto sognare un ritorno alla produzione. Le mie esperienze lavorative precedenti sono state tutt’altro che agricole. Il ritorno alla natura è stata la seconda motivazione del mio cambio di vita. 

La mia filosofia produttiva si basa e prende spunto dalla vigna. 

Ho vigne in diverse zone delle colline di Gattinara e la scelta produttiva è volta ad esprimere al meglio le caratteristiche di ogni singola zona, anche in base all’annata. Questo è il vero motivo della diversificazione della mia produzione.
In vigna applico la lotta integrata, intervenendo solo quando è necessario. Favorisco l’inerbimento del suolo, con sfalcio meccanico dell’erba e mai il diserbo chimico.
In cantinaq  l’obiettivo è quello di produrre vini genuini dando molto peso all’eleganza e alla piacevolezza, mantenendo il più possibile le caratteristiche del vitigno. Le fermentazioni avvengono in controllo di temperatura con lieviti selezionati, le macerazioni non lunghissime, le malolattiche spontanee (per i rossi tradizionali), il dosaggio del legno è in funzione dell’evoluzione e mai dell’arricchimento.

2- Come si lega Stefano Dorelli alle peculiarità ed alla storia del suo territorio?

Come ho già detto sono molto legato al territorio e la mia attitudine alla collaborazione fa si che cerchi o che mi vengano proposte, idee e progetti per la promozione e per la valorizzazione di Gattinara, dell’Alto Piemonte e dei suoi prodotti.
L’infanzia l’ho vissuta a contatto con i miei nonni materni e questo mi ha fatto assaporare la vita del contadino che vive del frutto del proprio lavoro.
Crescendo mi sono impegnato nel sociale e in Proloco, tessendo una rete di relazioni e contatti che sono un vero e proprio tesoro, oltre che un collante con tutto ciò che riguarda la vita di una piccola cittadina come Gattinara.
Ora faccio parte del direttivo del Consorzio di Tutela dei Nebbioli dell’Alto Piemonte e cerco di portare il mio contributo in tutto ciò che riguarda l’attività consortile.

3- Quale è il tratto distintivo dei vini di Stefano Dorelli?
Piacevolezza, eleganza, versatilità e ricchezza di beva. Penso che oggi sia possibile, con pochi accorgimenti non invasivi, produrre vini che rispettino le caratteristiche tradizionali, complessi e carichi, ma al contempo che nella degustazione stimolino il piacere di della bevuta. Essendo zona di nebbiolo, i nostri vini tradizionali sono ricchi di tannini e dalla spiccata acidità oltre che mineralità. Queste tre componenti, se non levigate e amalgamate tra loro, possono risultare dure, ruvide e spigolose. Giocare con i fattori che possono influire sul risultato è il mio divertimento, che mi ha portato anche ad avere tante soddisfazioni.

4- Come comunicate con i vostri consumatori e ospiti? Come mantenete il rapporto con loro?
In questo i social hanno aiutato molto, se pensiamo che in passato c’erano solo email e telefono. Malgrado ciò la comunicazione è un aspetto che richiede molto tempo che purtroppo non sempre ho a disposizione, dato che la mia azienda è piccola e che tutti i lavori vengono eseguiti dal sottoscritto. La comunicazione che faccio sui social è diretta e spontanea, mai studiata o elaborata con specifiche finalità e obiettivi. Mi piace tentare di far vivere, a chi mi segue, l’istante in cui sto vivendo io e trasmettere le sensazioni e il senso del momento.
Ciò che mi affascina di più è l’aspetto del rapporto che normalmente si crea con le persone con cui vengo in contatto di persona, in visita in cantina o a fiere ed eventi. Difficile rimanere in contatto con tutti, ma dopo che si è stretto un legame, diventa più facile riaccendere nel ricordo, quell’intesa che si era creata al momento dell’incontro.
Come succede, con molti clienti e visitatori, ma anche tra produttori, continuo ad avere contatti saltuari, con altri non ci si sente più. Ogni azienda ha i suoi clienti affezionati.

5- Cosa c’è nel futuro di Stefano Dorelli e quali sono i progetti a cui più tiene?Purtroppo, questo ultimo anno e mezzo di pandemia ha rallentato parecchio i miei programmi. Fortunatamente più per la sensazione di incertezza che ha pervaso tutti noi che per il poco lavoro e calo di vendite.
I programmi prevedevano la sistemazione dei locali della cantina e del cortile, in modo da rendere più accogliente e funzionale la struttura. Avevo intenzione di assumere una persona fissa, in modo da avere sempre qualcuno su cui contare e a cui poter demandare il lavoro. Inoltre avrei voluto ampliare la produzione con l’acquisizione e ristrutturazione di alcuni terreni.
Tutto questo è solo rimandato e in piccola parte l’ho portato a compimento, ma c’è ancora molto da fare e sono fiducioso sul fatto che riusciremo presto a tornare alla quasi normalità.
Al di la dei programmi strettamente aziendali vi è un progetto sui cui stiamo lavorando con altri produttori/amici dell’Alto Piemonte ed è quello di creare un gruppo o associazione di piccoli produttori, almeno uno per ogni singola DOC storica (Gattinara, Ghemme, Sizzano, Fara, Lessona, Boca), accomunati dalle dimensioni aziendali, filosofia produttiva e visione del futuro. Lo scopo del gruppo sarebbe quello di offrire una esperienza di Alto Piemonte vitivinicolo a 360° ai visitatori, ma anche di fare comunicazione e dare informazioni sul nostro territorio e sulle caratteristiche della nostra viticoltura e dei nostri vini. In sinergia con altri operatori (accoglienza, ristorazione, guide turistiche, ecc.) creare delle proposte enoturistiche che diano la possibilità ai visitatori, di accedere e spostarsi facilmente e in maniera organizzata nel nostro territorio e in poco tempo riuscire a farsi una idea di ciò che contraddistingue l’Alto Piemonte. Il gruppo ha inoltre lo scopo di innescare la collaborazione tra diversi produttori, anche sul piano lavorativo, con lo scambio delle attrezzature o un semplice aiuto in un momento di difficoltà. Mentre la collaborazione estesa alle istituzioni e alle attività del territorio, darebbe modo di creare una vera e propria rete di soggetti che lavorano tutti per lo stesso scopo

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Personalità Giuridica

In data 26 Aprile 2019, la Prefettura di Bologna,

con Prot. 80730/17/AreaIV Bis, ha disposto l’iscrizione della

Associazione “Accademia Internazionale Enoganostronomi Sommeliers – A.I.E.S.”

nel Registro delle Persone Giuridiche tenuto da questa Prefettura.

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