Quattro passi su vigne di confine fra storia, poesia ed un po’ di anarchia.
Camminare in queste terre, fra vigneti e boschi attraversati da antichi sentieri di confine e di passate battaglie partigiane che si sviluppano su ampie e levigate colline, è un’immersione in un ambiente equilibrato-armonioso ed ogni sosta è un incontro.
La gente multietnica che vi abita convive da sempre con realtà dominanti che si sono succedute nel tempo e su confini che si sono continuamente spostati.
La viticoltura, qui da tempo, sia di vitigni autoctoni che internazionali e le tecniche di vinificazione sono frutto del continuo transito di gente e scambio di merci in particolare con l’oriente. Il terreno è costituito da ponca, un tipo di suolo composto da un’alternanza di marne calcaree e arenarie, che conferisce ai vini una buona mineralità e favorisce un buon drenaggio alla vite.
Il nostro tragitto sviluppato fra Gorizia e Cividale ha percorso diversi sentieri e conosciuto diverse realtà produttive.
COLLIO

San Floriano del Collio
OSLAVIA

Oslavia significa per chi vi abita “non faccio parte di nazioni, la mia terra è una frontiera aperta ed io sono in comunità”.
VITIGNI. La Ribolla gialla ed il Tocai friulano sono vitigni autoctoni del Friuli, presenti fin dal tempo dei romani, furono portati ad Oslavia dai conti Formentini signori del territorio. Ai tempi dell’impero austroungarico qui si coltivava uva rossa Franconia quasi abbandonata dopo la guerra. Nel 29 a causa di una forte gelata da Conegliano presero barbatelle di Glera e cominciarono a produrre prosecco. La Malvasia arrivò attraverso la Repubblica delle Venezie. Il Merlot è stato introdotto nel Settecento, il Pinot grigio nel XIX secolo.
Cantina FIEGL

Nel 1782 il primo Fiegl, proveniente da un paesino vicino a Vienna, piantò la prima vigna. L’azienda che si è tramandata di padre in figlio ha sempre avuto una conduzione familiare. Attualmente coltiva 40 ha e produce circa 300000 bottiglie. La cantina oggi è portata avanti dalla nuova generazione di cugini e fa parte dei produttori della Ribolla Gialla di Oslavia. Si tratta di un’associazione a cui appartengono sette produttori di Ribolla Gialla della zona che hanno deciso di puntare sia sul vitigno che su Oslavia. Tra i vari progetti c’è la proposta di un disciplinare dedicato alla Ribolla Gialla di Oslavia e le collaborazioni con altre realtà locali; per esempio Fiegl fornisce le vinacce alla distilleria Pagura per la produzione della Grappa di Ribolla Gialla. Poi c’è anche un progetto a lungo termine dedicato al turismo ed alla voglia di far conosce questo fazzoletto di terra al mondo.
Abbiamo degustato accompagnati da Alessio uno dei giovani cugini: Malvasia fermentata ed affinata in acciaio. Profumo di fiori bianchi e agrumi. Al palato sapido, secco, un’idea di pietra, intenso e persistente. Ribolla gialla fermentazione alcolica e malolattica in acciaio poi tonneau di rovere slovena. Profumo: frutti molto maturi pesca gialla. Al palato asciutto e fresco ma allo stesso tempo armonico, persistente con nota amara sul finale. Merlot in purezza prima acciaio, sei anni in legno poi in bottiglia. Profumo: ciliegia matura, mora. Al palato morbido, caldo con tannini delicati e rotondi.
Cormons Cantina COCIANCIG

Questa cantina a conduzione familiare da tre generazioni ha puntato su vini di pronta beva, genuini in armonia con il territorio. La sua filosofia è produrre un vino buono, seguendo la tradizione ed utilizzando le nuove tecniche. Sia la vinificazione che l’affinamento vengono fatti in acciaio. Gli spumanti sono prodotti con il metodo Martinotti. I suoi vini sono soprattutto destinati ad consumo di pronta beva.
La giovane Giulia ci ha accompagnato nella degustazione dei suoi prodotti. Bollicine di Pradis Aroma di mela verde e fiori di acacia sia al naso che al palato. Vino da aperitivo. Pinot grigio Profumo di pesca gialla ed un po’ di viola. Al palato fresco ed asciutto. Friulano uve provenienti da un vecchio vigneto. Profumo di mandorla ed albicocca disidratata. Al palato sapido, minerale, aromatico persistente. Collio bianco (50% di friulano, sauvignon, traminer, pinot grigio) Aroma di mandorla e frutta secca, note che si ritrovano anche al palato.
Dolegna del Collio
Le PRIVATE.

Con questo termine si intendono piccole realtà commerciali, spesso di una sola persona che ospitano nel cortile di casa avventori locali quasi sempre anziani. La nostra Privata-Zalatev si chiama Caterina. È un’anziana e combattiva signora che ha resistito alle lusinghe delle grandi aziende vinicole estranee al territorio, le quali stanno comprando piccole cantine per produrre in grande quantità spesso monocolture. Il suo vino rigorosamente sfuso l’ho trovato di discreta qualità, un buon vino da osteria di una volta.
Mulino TUZZI

Questo mulino ha una storia antica ed articolata. Rilevato nel 1894 da Giacomo Tuzzi ha garantito di generazione in generazione il supporto alle centinaia di piccoli coltivatori sia italiani che sloveni, custodi delle antiche varietà autoctone e del patrimonio agricolo del Collio e di tutto l’areale circostante. Oggi è gestito da Adriano, che vi ha fatto anche un piccolo ed interessante museo, e dal figlio Enrico. Enrico mugnaio anarchico, visionario ed artista. La sua idea, peraltro realizzata, è un percorso che origina dal Patto del grano per arrivare al progetto della Garanzia partecipata. Il Patto del grano è un patto di filiera per la produzione di farine e derivati di alta qualità ma economicamente accessibili a tutti, prodotte con metodi sostenibili. Agricoltori, trasformatori e consumatori hanno iniziato insieme questo percorso condividendo i costi e scegliendo insieme le modalità produttive. La Garanzia partecipata, in regione, prevede un sistema di certificazione di sostenibilità ambientale ed etica dei propri prodotti, non più svolta da enti terzi, ma dalle stesse persone che vivono sul territorio.
Prepotto-Craoretto
Cantina GIACOMO ORLANDO

Giacomo, nato a Monfalcone e cresciuto sul Carso è bilingue, ha avuto questa passione fin dall’adolescenza, quando passava ore dal vicino di casa di minoranza slovena, supportandolo nelle lavorazioni della vigna, della campagna e del bosco. Ha poi intrapreso gli studi in enologia e diverse esperienze nel mondo del vino, come enologo, in diverse cantine friulane. L’università lo ha portato a Udine; innamorato di questo territorio ha consolidato l’idea di voler fondare un proprio progetto personale, concretizzato ufficialmente nel 2018. Oggi coltiva quattro ettari e mezzo, tutti in gestione, posizionati tra Craoretto, due ettari e mezzo; mezzo ettaro a Novacuzzo e una vecchia vigna di un ettaro e mezzo totalmente su ponca a Cormons. Il substrato è abbastanza simile per i primi appezzamenti, con la prevalenza di ponca e una parte di terreno argilloso, definito colluviale.
Da sempre le lavorazioni sono state in biologico, con il processo di conversione ufficialmente cominciato da un anno. Attraverso la sua conoscenza della chimica si è orientato su un vino più naturale. Vengono utilizzati semplicemente rame e zolfo, i filari sono tutti inerbiti e si lavora esclusivamente il sottofila. La vinificazione utilizza anche la tecnica del bâtonnage (rimuovere dal fondo e portare in superfice le fecce fini o nobili). Non ci sono solfiti aggiunti in quasi tutto il processo, ma solo nel pre-imbottigliamento.
Con Giacomo abbiamo degustato: Friulano. Proviene da un vecchio vigneto in collina di tocai dove l’uva matura fisiologicamente con un bel giallo intenso. Macerazione di 2/3 gg, bâtonnage, controllo della temperatura poi svinatura. Questa tecnica di vinificazione carso-friulana consente di avere nel vino i terpeni da botrytis. Odora di albicocca matura ed in bocca risulta rotondo, avvolgente e persistente. Chardonnay La conca consente di trattenere l’umidita e di avere un’alta gradazione alcolica. Odora di frutti bianchi. In bocca è sapido e persistente. Pinot grigio ramato Macerazione che dona un bel color granato. Naso di frutti rossi, ciliegia matura, prugna secca. In bocca secco, tannino rotondo, persistente. Franconia Odora di frutti rossi ed un po’ di spezie. In bocca si percepisce una discreta acidità, tannini eleganti. Merlot Olfatto di prugna e minerale. In bocca tannini morbidi, vellutati con finale armonioso.
Agriturismo Scribano

L’azienda attualmente è condotta da Alberto e Caterina e la descriverei con le stesse parole di Alberto “Iniziò mio nonno Salvatore Scribano, sarto ragusano giunto in Friuli a causa della Seconda Guerra Mondiale, che si innamorò perdutamente della bellezza dei Colli e, soprattutto, di Renata di Prepotto e decise di sposare entrambi. Impiantò i primi vigneti e cominciò a spremere il primo vino, poi continuò mio padre per passione nel tempo libero, fino ad arrivare al 2008 quando, deciso a cambiare vita, presi in mano la conduzione dell’Azienda”.
I quattro ettari di vigneto sono coltivati senza uso di diserbanti ed insetticidi; la raccolta è fatta a mano con gli amici dell’associazione Il Taglio; la vinificazione è senza additivi.
In questo agriturismo in un’atmosfera familiare abbiamo cenato con piatti rigorosamente fatti a mano da Caterina che utilizza solo prodotti del territorio: minestrone con mais locale, formaggi caprini e vaccini e carne del posto, sformato di frico, pane e torte fatti con le farine del Patto. Questi piatti sono stati accompagnati da Verduzzo friulano fresco, aromatico con una leggerissima nota tannica, persistente. Pinot grigio Odore di fiori ed erbe aromatiche. Sapore sapido e minerale. Schiopettino aroma di frutti di bosco, discretamente acido, leggero tannino.
Ma soprattutto la serata è stata accompagnata dalle poesie di Ivan Crico pittore e poeta che scrive sia in italiano che in antico dialetto bisiacco.
COLLI ORIENTALI
Prepotto-Albana Cantina Grillo Iole

Con questa azienda ci siamo spostati dal Collio ai Colli orientali ma siamo sempre su vigne di confine. Dal 83 in queta antica dimora del Settecento si produce vino ed ora si dà anche ospitalità. Mamma, fratello, che è passato dalla pallacanestro alla vinificazione, e sorella attualmente portano avanti l’attività. L’azienda di 9 ettari produce circa 40000 bottiglie all’anno. Prepotto si trova in una valle chiusa e ventosa, un ecosistema ideale per la coltivazione dello Schioppettino. I filari sono tutti inerbiti e non vengono irrigati.
Anche in questo caso ci ha accompagnato nella degustazione un poeta Michele Obit, che scrive in italiano e sloveno ed è direttore del settimanale bilingue italo sloveno Novi Matajur.
Mattia, l’ex giocatore di pallacanestro, ci ha presentato: Ribolla gialla Pigiatura soffice ed affinamento in acciaio con rimontaggio delle fecce nobili. Naso di pesca bianca. In bocca acido fresco ed abbastanza corposo. Friulano Stessa tecnica del precedente. Ha fatto la malolattica. Profuma di mandorla. In bocca sapido ed acido. Schioppettino Fermentazione sulle bucce per 18 gg. Note di spezie, pepe nero dovuto al rotundone, un sesqui-terpene ossigenato che fa parte degli aromi primari. Anche al palato ritornano le spezie. Refosco Anch’esso 18 gg sulle bucce. Affinato in botti di rovere. Profumo di frutti rossi selvatici, mora, marasca. In bocca persistono gli aromi e si sente una leggera tostatura dovuta all’affinamento in legno.
Cividale del Friuli

Il nostro percorso sulle vigne è terminato all’enoteca di Cividale dove la brava cantiniera ci ha servito: Friulano (colli orientali) un vino affinato in cemento, fresco, sapido ed immediato; quindi, un vino da ingresso. Malvasia (colli orientali) Aroma di prugna bianca. Sapore sapido ed acido. Infine, un Verduzzo Passito, una vera esplosione di aroma e sapore. Una gran finale.
In conclusione, questo non è stato solo un percorso fra vigneti, ma in una terra di confine che ha conosciuto tante dominazioni nel tempo, fra popolazioni diverse, dedite al lavoro della terra, che convivono e che hanno cercato e cercano tuttora di superare i propri confini.
Maestro Enogastronomo Sommelier
Patrizia Daniela Zardi