DEGUSTAZIONI

Terre d’aquesia

12 Febbraio 2021

Che bella l’Italia dei borghi e dei piccoli Comuni, così ricchi di storia e di tradizione.

Proprio vicino ad uno di questi stupendi borghi troviamo una giovane azienda molto dinamica e promettente, Terre d’Aquesia.

Acquapendente si trova in Provincia di Viterbo, a poca distanza dal lago di Bolsena; siamo in Alta Tuscia, nella parte più settentrionale del Lazio, al confine con Toscana ed Umbria, una zona da sempre dedita alla produzione di vino.

Acquapendente è un luogo ricco di storia e testimonianze artistico-religiose; attraversato dalla via Cassia, era probabilmente già abitato in epoca Etrusca.

A partire dal nono secolo diviene una tappa importante sulla Via Francigena in quanto, nella cripta del Duomo, si trova il Sacello del Santo Sepolcro, che fin dall’Alto Medioevo conserva le reliquie delle pietre macchiate con il sangue di Cristo.

Si dice che questa antica costruzione riproduca il Santo Sepolcro di Gerusalemme, nel quale fu deposto Gesù prima della Resurrezione.
Tra le colline ricche di boschi e fonti d’acqua si sovrappongono testimonianze del passaggio di Longobardi, Franchi, famiglie signorili rinascimentali e barocche.

Qui in questi luoghi ricchi di storia nasce alla fine del decennio scorso Terre d’Aquesia per volontà di Vincenzo Adduci Vincenzo, ingegnere chimico con esperienza ventennale, decide di fare del vino non solo la sua passione ma la sua professione: si laurea quindi in viticoltura e da vita all’azienda.

Grazie a solide basi scientifiche affiancate all’intenzione di valorizzare la tradizione vitivinicola locale i vini di Terre d’Aquesia diventano espressione culturale integrando territorio e tecnologia, tradizione e creatività.

L’azienda possiede 10 ettari di vigneti, su cui vengono coltivati cloni di Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Ciliegiolo, Grechetto, Chardonnay e Montepulciano d’Abruzzo con una viticoltura non invasiva.

Le vigne, allevate a cordone speronato, sono collocate a circa 300-350 metri di altitudine, su versanti collinari rivolti a sud-sud-ovest.

Per la degustazione abbiamo a disposizione il Contaluna 2018 Lazio IGT, prima vendemmia per questo vino di prodotto con sole uve Ciliegiolo.

Secondo alcuni studi quest’uva, la cui parentela diretta col sangiovese è accertata, sarebbe arrivata sul territorio italiano approssimativamente nel 1870 grazie ad alcuni pellegrini di ritorno da Santiago de Compostela, avendo quindi origini ispaniche.

Trova poi nelle zone della Toscana, Umbria, Lazio e Liguria un terreno particolarmente vocato.

Contaluna nasce da uve allevate su un terreno franco-argilloso con buona percentuale di calcare attivo e buona capacità di ritenzione idrica; viene mantenuta una resa di 60 qunintali per ettaro.

Il mosto fermenta in contenitori d’acciaio a temperatura controllata ed il vino affina venti mesi fra acciaio e barrique usata.

Nel bicchiere Contaluna si presenta di un rosso porpora fitto e brillante; ruotando il bicchiere evidenzia un buon corpo.

Intenso al naso, la nota erbacea accompagna sentori di frutta rossa, accenni di sottobosco e foglia di tabacco.

Dal sorso fluido, in bocca riconosciamo la nota erbacea avvertita in precedenza, piacevole e ben distinta; l’uso del legno conferisce una piacevole struttura tannica che ben si fonde all’alcol. Il finale risulta essere decisamente persistente e sorretto da buona sapidità

M.E.S. Riccardo Franzoni

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In data 26 Aprile 2019, la Prefettura di Bologna,

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